A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum
 Maurizio per la Nostra Lingua
Giovedi 28 Giugno 2012

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Bentornati!

Ho ricevuto ieri dal gentilissimo Prof. Colombani una mail che mi informa della rinascita in forma digitale della rivista "A viva voce". Che bella notizia per la nostra Lingua e per la nostra Cultura!

Come è buon uso nei forum mando a tutti un caro saluto e mi presento. Voglio farlo trascrivendo uno stralcio della lettera che scrissi tempo fa al Prof. Colombani per chiedere informazioni sulla rivista e sul sito, che da tempo mi pareva abbandonato:

"Egregio Professore,

   sono un italiano che ha scoperto con commozione e stupore l'esistenza
di un giornale còrso redatto in lingua italiana. Pensavo che dopo
duecento anni dall'uscita della Corsica dall'orbita storica italiana i
Còrsi avessero completamente dimenticato (o meglio rimosso) la loro
lingua culturale. Credo infatti che l'italiano non appartenga solo
agli italiani (intesi come appartenenti alla Repubblica Italiana) ma
anche ad altri popoli, primo fra tutti quello Còrso. Purtroppo,
visitando la Corsica, che amo moltissimo, mi sono reso conto del fatto
che se i Corsi, almeno quelli più anziani, capiscono ancora abbastanza
bene l'italiano, sembrano invece aver perso totalmente coscienza di
come questa lingua appartenga anche a loro. Ho percepito invece una
diffidenza diffusa verso l'Italia e gli Italiani dovuta, penso, al
ricordo delle dissennate rivendicazioni del regime fascista, al
periodo dell'occupazione e a qualche mio concittadino odierno, spesso
giovane e irresponsabile, che parla a sproposito di Corsica Italiana,
Irredentismo etc. Peccato! Se i Còrsi si ricordassero che oltre ad una
lingua domestica, il Corso, hanno anche una lingua culturale che è
l'Italiano, che per secoli si sono espressi in questa lingua in
diversi campi, letterario, amministrativo, religioso, che quasi tutti
i cognomi e la toponomastica corsi sono italiani, che il Còrso per
eccellenza, il Padre della Patria Pasquale Paoli si esprimeva e
scriveva in Italiano, che la stessa Costituzione Corsa da Lui voluta
era scritta in italiano, forse potrebbero recuperare e rafforzare la
propria identità, indipendentemente dalla nazionalità a cui sentono di
appartenere. Il riappropriarsi dell'Italiano permetterebbe loro di
tutelare meglio anche il Còrso, di proteggerlo, arricchirlo e parlarlo
meglio. Noi italofoni di nazionalità italiana ci potremmo poi sentire
più vicini ai Corsi e potremmo aiutarli a conservare, parlando e
interagendo con loro, le nostre comuni lingua e cultura. Purtroppo
credo che questa sia ormai una battaglia persa. Mi sembra che in
Corsica ormai i giovani siano, dal punto di vista culturale,
completamente "francesizzati" e che la residua "Corsitudine" si
esprimai più che altro attraverso una pericolosa deriva estremistica
o, nel migliore dei casi, con un "neocorsismo" (mi perdoni il
neologismo!) che oscilla tra la nostalgia e certe sterili forme di
auto isolamento. Sapere quindi che esiste una rivista come quella da
Lei diretta che si occupa con pacatezza, apoliticità, serietà
scientifica e culturale della questione della lingua italiana in
Corsica è stata per me una piacevolissima sorpresa. Sono andato sul
sito di "A viva voce" e ho letto con interesse gli articoli scritti da
Lei e dai Suoi collaboratori e ho visitato il Vostro forum che mi
appassiona (come del resto quello dell'ADECEC dedicato alla questione
della lingua). Vorrei abbonarmi alla rivista ma non sono riuscito a
ricavare dal sito le informazioni necessarie. Mi sono poi accorto che
da tempo il sito sembra fermo. Spero che non sia successo niente e che
la rivista sorpravviva. Sarebbe una tremenda sciagura culturale se
l'ultima voce dell'Italiano dei Còrsi si spegnesse definitivamente! le
sarei quindi grato se potesse farmi sapere come posso abbonarmi alla
rivista, dandomi la possibilità di contribuire nel mio piccolo, da
Italiano amico della Corsica, ad una azione culturale meritoria e alla
sopravvivenza della nostra bella Lingua..."

Queste, con il grande amore che provo per la Corsica e la simpatia che ho nei confronti dei Còrsi sono le immutate ragioni che mi hanno portato ad interessarmi alla bella rivista "A viva voce" e a questo nuovo sito.

Aggiungerei ancora una considerazione: noi Italiani possiamo aiutare i Còrsi in diversi modi; parlando con loro in Italiano, fornendo neologismi alla Lingua Còrsa, costretta ad importarli dal Francese, partecipando ad iniziative culturali comuni e mettendo a disposizione le nostre strutture di studio, le biblioteche e i centri culturali a chi ha il diritto di riscoprire una parte dimenticata della propria storia e della propria cultura.
Anche i Còrsi però possono fare moltissimo per noi. Un rinnovato interesse da parte loro per l'Italiano contribuirebbe in modo fondamentale alla difesa di questa bella lingua che si trova purtroppo in una fase di regressione. Nonostante sia necessaria la sua conoscenza per apprezzare capolavori mondiali della letteratura e periodi storici ed artistici come il Rinascimento, viene oggi maltrattata addirittura in Italia. Basti pensare che fra due anni il Politecnico di Milano svolgerà le sue lezioni solo in Inglese e che il nostro governo, per motivi "economici" ha deciso di rinunciare all'uso degli interpreti in Italiano durante molte riunioni a livello europeo! Questa forma di "globalizzazione", o meglio di "colonizzazione" non può portare che ad un impoverimento culturale gravissimo. Solo dove c'è varietà e diversità ci possono essere progresso e cultura.
L'Italiano oggi è usato solo più in Italia, nel cantone Svizzero del Ticino, in Vaticano e a S. Marino ma un tempo aveva una diffusione molto più vasta. Era lingua ufficiale, letteraria e religiosa oltre che in Corsica a Malta, nelle Contee di Nizza e Tenda, nei territori dellI'stria e della Dalmazia facenti parte dell'Impero Austro-Ungarico e ben conosciuto in tutto il bacino commerciale mediterraneo. Cerchiamo di difenderlo perché non è solo nostro, é un patrimonio inestimabile dell'Umanità che non deve andare perduto!

Chiedo scusa per la lunghezza della lettera e per averVi annoiato e saluto tutti con grande calore e cordialità!

Maurizio




                                                                                                                                                                                                               
 Enrico
Sabato 8 Settembre 2012

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[Ignorare]
Bella notizia la messa in rete di questo nuovo sito, semplice ,funzionale e interessante. Ho conosciuto il prof. Colombani (che saluto) al convegno di Camogli nel 2009. Apprezzo questa iniziativa per diffondere la verità storica ai suoi corregionali e sulla loro (e nostra) antica lingua. La Corsica ,per il suo futuro, ha bisogno di riacquistare una identità che può passare solo attraverso la tutela di ciò che rimane della lingua locale; la difesa e valorizzazione del corso può avvenire solo in presenza della sua lingua naturale di riferimento.
Noi che amiamo la Corsica ci auguriamo che tale iniziativa possa avere un seguito degno del valore dei suoi fondatori e che non diventi (non sicuramente per volontà dei fondatori) un club autoreferenziale riservato all'elite culturale corsa. In questo caso non riuscirebbe a penetrare (non dico nei sentimenti ma almeno nell'informazione) lo strato più popolare degli interessati.
 Maurizio per la nostra Lingua
Lunedi 10 Settembre 2012

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[Ignorare]
Gentile Signor Enrico,

non penso proprio che "A Viva Voce" possa trasformarsi in un club autoreferenziale riservato all'élite culturale corsa e mi sembra che i suoi redattori facciano con passione e senza compiacimenti tutto quello che è possibile per testimoniare le loro convinzioni. Ciò è ancora più ammirevole considerando che lo fanno da una posizione purtroppo minoritaria e, temo, a rischio di fraintendimenti e incomprensioni.

Se infatti della “questione della lingua” in Corsica si parla molto, tantissimo direi, sembra invece che il recupero delle antiche radici storiche e linguistiche non sia particolarmente sentito come strumento utile per la salvezza dell'identità e della lingua còrse e che, al contrario, molti provino fastidio, se non addirittura ostilità, nei confronti di tutto ciò che con riferimento alla Corsica può avere anche un vago sentore di "italianità".

Il vero problema è che “A Viva Voce”, in Corsica come altrove, è ancora poco conosciuta e pubblicizzata. Fra i numerosi siti internet isolani che ho visitato, dai più “generalisti” agli “impegnati”, dai più politicizzati a quelli più “leggeri”, sono pochi infatti quelli che citano l'esistenza del suo sito o lo segnalano come "amico" (e se lo fanno, come quelli dell’ADECEC e di “Radiche”, non sempre ne riportano l’indirizzo aggiornato).

Questa situazione, che spero non nasconda intenti discriminatori, deve spingere ancor più chiunque ami la Corsica a sostenere con solidarietà ed impegno uno dei pochi - se non l’unico - sito che non accetta la vulgata dominante di un còrso sviluppatosi autonomamente dall'italiano, lingua straniera "imposta" al pari del francese e retaggio solo di odiose dominazioni, e che cerca di smontare con argomentazioni serie e ben documentate l’interpretazione “revisionista” che oggi si preferisce dare ai secolari rapporti tra la Corsica e l’area culturale italiana.

Ritengo che un considerevole sostegno in tal senso possiamo, anzi dobbiamo darlo alla rivista anche noi italiani, facendone conoscere il più possibile gli intenti e il sito, soprattutto presso associazioni culturali ed istituzioni còrse, italiane ed europee e presso le amministrazioni di quelle città che, pur essendo su sponde diverse del Mar Tirreno e del Mar Ligure, hanno percorso insieme tratti di storia non indifferenti.

Quanto più l'impegno culturale della rivista avrà visibilità e corretta presentazione, anche in ambito internazionale, tanto più aumenterà la possibilità che i còrsi si rendano conto di come il loro l'idioma locale non possa sopravvivere a lungo, almeno nella sua forma più genuina, senza il sostegno dell'antica lingua storica di riferimento, costretto com'è a vivere in un ambiente da troppo tempo monopolizzato da una lingua con la quale ha ben poco da spartire. Sarebbe un peccato che il disegno dell’Abbé Grégoire giungesse dopo più di duecento anni al suo triste compimento!

L’unica precauzione che dobbiamo prendere, come italiani, è quella di chiarire che il nostro interesse per la questione linguistica in Còrsica, pur essendo ovviamente suscitato dalla simpatia per un popolo che sentiamo vicino e dal fatto che in essa vengono coinvolte anche la nostra lingua e la nostra cultura, è comunque esclusivamente culturale e, tutt'al più, sentimentale e non certo politico.

Gli scarsi rapporti fra còrsi e italiani hanno subito già abbastanza danni in seguito a certi dissennati interventi su internet di alcuni giovani estremisti nostrani! Non bisogna mai dimenticare che per i còrsi siamo comunque degli stranieri e che non dobbiamo intrometterci nei rapporti che essi hanno con l’amministrazione francese né tantomeno lasciarci coinvolgere nelle delicate e complicate vicende della loro politica interna.
 marco
Martedi 18 Settembre 2012

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[Ignorare]
Salute a tutti,
da italiano che vive in Corsica ormai da anni, con moglie e figli nati in Corsica, non posso che trovarmi d'accordo al 100% con il Sig. Maurizio.
ancora qualche anziano che parlucchia qualche parola di italiano soprattutto nei paesi interni, la maggior parte dei giovani e dei loro padri che parlano soltanto francese e nemmeno il corso specialmente nelle aree urbane. Eppure quando distrattamente, non rivelando la mia nazionalità, ascolto il parlare corso mi rendo conto di quanta italianità esso contiene, soprattutto della mia Toscana. Mi rendo conto di comprendere meglio un Corso che un mio parente emiliano o tanti altri dialetti d'Italia.
un caro saluto a tutti e un grande augurio a questa bella iniziativa "A viva voce"
 Dario
Martedi 29 Gennaio 2013

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[Ignorare]
Mah........
Io in Corsica non ci vivo, ma ci vengo spesso.
A me sembra che l'italiano lo capiscano tutti e che tutti lo parlino, almeno un po'.
E' il corso che mi sembra quasi sparito.
O sbaglio?

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