A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
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Gemellaggi: un'opportunità da rivalutare?

 Maurizio per la nostra Lingua
Mercoledi 14 Novembre 2012

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Non so come funzioni in Còrsica o in Francia ma da noi in Italia ogni tanto - va a periodi - rinasce nelle amministrazioni comunali la passione per i gemellaggi. Non ho niente contro questo tipo di iniziativa, per carità; mi lascia solo perplesso il criterio a volte adottato per la scelta del partner, quando sembra seguire più il desiderio di originalità che la logica. Non è infrequente infatti trovare all'ingresso di molti nostri paesi o cittadine una serie di cartelli che esibiscono improbabili sodalizi con località di nazioni lontanissime, difficili da raggiungere e con le quali c'è pochissima affinità storica, culturale o linguistica. Gemellaggi che magari avranno anche qualche aspetto positivo ma destinati il più delle volte ad esaurirsi in breve tempo.
Perché, mi chiedo, non sfruttare invece in modo migliore questo strumento per avvicinare località e comunità appartenenti a terre che, come la Corsica e l'Italia, hanno invece moltissime cose in comune?
Perché dunque non approfittare dei gemellaggi per riannodare fra le due sponde del Tirreno quei legami culturali, storici e linguistici che si sono innaturalmente allentati e ravvivare i rapporti tra còrsi e italiani che appaiono talvolta come "atrofizzati"?
Credo che questo sarebbe molto stimolante e utile, soprattutto per i giovani, non solo perché rappresentano il nostro futuro ma anche perché, a differenza delle generazioni più anziane, di solito sanno comunicare meglio tra loro e sono meno schiavi di diffidenze o pregiudizi.
Il gemellaggio quasi sempre prevede, a fini turistici ma anche culturali e di studio della lingua, uno scambio di ragazzi che vengono ospitati il più delle volte in famiglia. I giovani italiani in questo modo potrebbero finalmente conoscere la Corsica per la sua vera anima e non solo per la bellezza e sorprendersi per quell' "aria di casa" che vi si respira; i giovani còrsi dal canto loro, sentendo l'italiano, potrebbero rendersi conto di quanto questa lingua, usata ogni giorno da ragazzi che come loro frequentano discoteche, birrerie e ascoltano musica rock, assomigli all'idioma dei loro nonni e magari trovare in questo una motivazione in più per riavvicinarsi al còrso, non vedendolo più solo come un retaggio del passato.
Credo insomma che uno strumento di scambio culturale non nuovo, ritenuto a volte un po' secondario o banalizzato da un cattivo uso in questo caso, se ben adoperato, potrebbe portare a risultati utili e interessanti sia per la Corsica che per l'Italia.
So che già esistono gemellaggi fra centri importanti come Ajaccio e La Maddalena, Corte e Nuoro, Bastia e Viareggio. Sarebbe bello che potessero moltiplicarsi e coinvolgere anche centri più piccoli. Credo per esempio che l'apparentamento tra un paesino della Corsica e un suo omologo dell'Italia centro meridionale o insulare potrebbe riservare non poche istruttive e piacevoli sorprese, soprattutto per quanto riguarda la scoperta di inaspettate somiglianze, linguistiche e non solo.
Insomma, Il piccolo tratto di mare che ci separa dovrebbe tornare ad essere, come un tempo, una strada familiare trafficata nei due sensi e non una barriera infranta solo stagionalmente per soddisfare i frettolosi bisogni del turismo di massa. Ogni strumento che possa contribuire a raggiungere questo risultato, pur nei limiti di quello che può dare, non credo debba essere trascurato.
 Ghjiulio
Mercoledi 14 Novembre 2012

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[Ignorare]
Verissimo Maurizio e pensare che ci sono località addirittura con lo stesso nome !!!

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