A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

LINGUA UFFICIALE

 Dario
Martedi 21 Gennaio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Ci sono passi avanti per rendere la lingua corsa ufficiale assieme al francese?
 Dario
Sabato 1 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Est-ce qu'il y à des nuoveautés sur la question de rendre officiel "u corsu" au pair du français ?
 Luca
Sabato 15 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Si e stata resa ufficiale a lingua corsa ancu si temu ch ùn ha da cambià nunda perche avà ci vole a fà quelcosa in e scole u bislinguismu ùn he chi u primu passu ma videremu ci servenu pruffessori
 Maurizio per la nostra Lingua
Martedi 18 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
È una buona notizia. Certo il problema dei professori è grosso. Ne servono molti per fare in fretta e salvare il còrso ma come fanno ad essere istruiti se ormai la lingua dei padri la parlano in pochi? Dove trovare chi è capace di... insegnare agli insegnanti?
 LEONI
Giovedi 20 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Iè ma che corsu? Quellu cismonticu o pumunticu? Eu vogliu parla u meu. Ci vole esse daccordu nantu a vera lingua corsa. E da me, volimu parla u nostru corsu e micca quellu di l'altri.

E di piu l'inno corso "Dio vi Salvi Regina", in che corsu si deve canta?.Ch'è proprio scritto in italiano! Chi vuole cambiare questo? Nessuno perchè non sara cosi bello se non è piu cantato in italiano.

Pocchi è capaci di insegnare corretamente il corso perche ognuno parla il suo. Molti professori o che si dicono professori lo parlano in un modo brutto facendo la "R" moscia e pronunciando sulla punta delle labbra come i parigini perché si vergognano della pronuncia latina. E si somiglia piu a una lingua "yoghurt" che a vero corso
 LEONI
Venerdi 21 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Scrivo tanto in fretta che sbaglio. Mi corrego cosi faro meglio la prossima volta. Quindi volevo scrivere:" Pocchi sono capaci" e no:"pocchi è capaci".

Per quanto riguardo lo sviluppo del corso ho pensato ad una cosa importante. Il corso è collegato a un modo di vivere...quello dei pastori andando con gli asini, le mule, i cavalli che una volta il lavoro finito andavano nei locali dove mai una donna osava entrare e dove inghiottivano tanti bicchieri di "anista" nel mentre gioccavano a "morra" e cantavano paghielle. Nel mentre le donne si ammuchiavano in gruppo scuro di gramaglie attorno al sorgente o la fonte della piazza (anche se c'era l'acqua in casa) per chiachierare.

Il corso va con tutte le usanze del mondo anziano...Della pastasciutta odierna e casalinga fatta con i" taglierini" impastati nella madia e tagliati al coltello sul tavolo, ai panzarotti, vrappe, falculelle, fiadoni, torte di ciocolatta, dei migliacci, migliacciole, delle pisticine, delle stiaccie, dei salummi fatti da questi poveretti maialli amazzati sull'uscio delle case, dei formaggi fatti col presame naturale con latte versato tra un filtro di felce raccolta nella macchia vicina e lavata nel acqua del sorgente.

 LEONI
Venerdi 21 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Proseguo:

Questi formaggi di capra o pecora che una volta scesi dalla montagna dove gli facevano gli uomini era conservati in cantina dalle donne che gli davano "a manu" (la mano) cio che significava lavargli per togliergli il ecceso di sale...E cio..Tutti giorni!
Quelle donne dalle faccie bellisime di purezza sicome quelle che vissi piu tradi a Roma, Firenze, Napoli etc..Da questo perfetto volto ben disegnato alla grecca. Quelle Fifina, Memmetta, anunziata, Saveria, Stella, Leria..Ecco questi belli nomi!

Me le ricordo tornando dal sorgente certe di loro portando sulla sommita del capo quei orcioletti di acqua pura lungo il fianco della montagna su un stretto sentiero senza che mai l'orcioletto cadesse anche se qualcuno le veniva incontro e che dovevano spostarsi.

Il corso è la lingua dei panni stesi tra due finestre che si fronteggiano attraversando la via per che siano asciugati al sole per ottenere un bel odore e anche per dare un bel odore di pulito alla la via, nel mentre protegge dei raggi terribili del sole e danno frescura alla via e alle case.
 LEONI
Venerdi 21 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Il corso è la lingua delle donne che communicano da una finestra all'altra mentre stendono i panni.

Usanza che spiace tanto ai francesi, considerando loro ch'è fa sporco -loro tanti puliti!- preferendo tenere i panni in casa per ragione di estetismo senza infastidiarsi del colore griggio e del odore triste dei loro abiti.

Quindi nelle grandi città questa usanza sparisce (puo darsi che ci sia anche un divieto!) e cosi di pomeriggio in pieno estate caminare tra le vie e molto faticoso dalla mancanza di frescura.

 Dario
Martedi 25 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Iè ma che corsu? Quellu cismonticu o pumunticu? Eu vogliu parla u meu. Ci vole esse daccordu nantu a vera lingua corsa. E da me, volimu parla u nostru corsu e micca quellu di l'altri.
Ecco, questo è un bel problema!
Ma non è solo il vostro!
Anche in Toscana c'erano (e ci sono ancora, grazie a Dio) mille forme locali di toscano.
Ma alla fine ne abbiamo scelta una e abbiamo detto che quello "è" il Toscano ufficiale (poi divenuto "Italiano" ufficiale).
Naturalmente a casa propria ognuno parla il "suo" toscano, ma tutti scriviamo lo stesso toscano.
In Corsica questa funzione unificante era svolta dall'italiano (cioè dal toscano): ognuno parlava il suo corso, chi scriveva scriveva in italiano, gli atti ufficiali erano in italiano.
Fare seconda lingua ufficiale l'italiano sarebbe la cosa più corretta, sia storicamente che linguisticamente.
M oggi, dopo 250 anni di francesizzazione, è improponibile, e i corsi non lo vorrebbero più.
E allora?
Vi tocca scegliere "un" corso, o codificarne uno "medio": non è pensabile una lingua ufficiale che cambia ogni 50 chilometri!
 LEONI
Mercoledi 26 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
E proprio questo! Il corso resta la lingue tra i famigliari. la parliamo tra di noi i paese e l'italiano è il suo sostegno. Senza l'italiano non esistera il corso. Nessun frutto puo vivere senza suo albero. L'italiano è l'olivo il corso è le olive! Ma attualmente il francese è il cacto e il corso le spine. Mai un mele dara delle prugne per cio mai il francese sara un sostegno per il corso perchè sono due sensibilità opposte. Lo diceva Salvatore viale che il francese non puo essere parlato in Corsica dalla sua mancanza di sensualità, di consistenza mediterranea, e soppratutto di non aver radici collegati all'isola dalla sua storia. Non diceva precisamente quelle parole, ma era il significato
 LEONI
Mercoledi 26 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Non sceglieremo niente perchè non si parlera piu. Una lingua materna non si studia a scuola. E cio che spiego piu in alto. Il corso era un modo di vivere e la scuola non centrava e mai centrera. I corsi hanno scelto è sono gli unici responsabili di tutto quello che succede alla loro cultura. Peggio per loro!
Io mi allieto sempre di aver studiato l'italiano e di proseguire migliorandomi. Peggio per gli altri! Che parlino francese e un brutto corso! Si soddisfano di poco! Io sono un vero corso cio è uno attirato dal alto!
 Maurizio per la nostra Lingua
Venerdi 28 Febbraio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Caro Leoni, questi tuoi ultimi appassionati e anche poetici interventi valgono più di un milione di parole! Mi farebbe piacere che altri tuoi compatrioti leggessero le tue belle righe e capissero quanto amore provi per la tua terra e per la sua cultura, pur non rinnegandone i profondi legami con l'Italia. Hai ragione, ogni còrso dovrebbe esser libero di parlare la lingua della sua terra. Creare dal nulla un còrso standard è un estremo tentativo per salvarlo ma probabilmente al prezzo di distruggerne la varietà e la genuinità. Se l'italiano ritornasse ad essere la lingua ufficiale dell'isola accanto al francese il còrso sarebbe libero di vivere e svilupparsi naturalmente nelle sue diverse forme, come accadeva un tempo e "appoggiandosi" nuovamente all'italiano non correrebbe il rischio di farsi ulteriormente contaminare dal lessico e dalla pronuncia francesi. È un ragionamento molto semplice ma penso che molti còrsi, a differenza di te, si rifiutino di prenderlo in considerazione dandogli un significato "politico" che in realtà non ha. La questione invece non è politica ma solo culturale. Comunque i còrsi si sentano, indipendentisti, autonomisti, appartenenti o non appartenenti alla Francia io credo che se vogliono veramente salvare la loro identità e la loro lingua non possono trascurare il recupero delle loro radici e il rapporto con la cultura e la lingua italiane, senza diffidenze o paure legate a un passato ormai lontano che non ha nulla a che fare con l'Italia democratica di oggi che, sulla Corsica, non ha certamente alcuna mira annessionista.
 GIUSEPPE
Lunedi 10 Marzo 2014

Stampa versione
[Ignorare]
la mia lingua materna e' il dialetto siciliano. A dieci anni contemporaneamente all'italiano ho studiato il francese, che parlo senza problemi.
A 18 ho cominciato a studiare il tedesco che adesso esprimo spontaneamente un concetto nelle tre lingue.
Ho vissuto nella Svizzera tedesca, ma seguivo spesso le trasmissioni radio-televisive ticinesi di lingua italiana.
I ticinesi sono SVIZZERI, di lingua e cultura italiana, che parlano tutti un forte e radicato dialetto lombardo-ticinese da fare invidia.
Sia il dialetto ticinese che il grigionese si sono salvati dalla tedeschizzazione perche' queste popolazioni hanno optato per la lingua e cultura italiana pur restando fortemente SVIZZERI. Un consiglio ai CORSI stringete dei legami con le autorita' ticinesi per capire come hanno fatto.
Auguri a tutti i Corsi e agli organizzatori di A VIVA VOCE!!!
 GIUSEPPE
Lunedi 10 Marzo 2014

Stampa versione
[Ignorare]
la mia lingua materna e' il dialetto siciliano. A dieci anni contemporaneamente all'italiano ho studiato il francese, che parlo senza problemi.
A 18 ho cominciato a studiare il tedesco che adesso esprimo spontaneamente un concetto nelle tre lingue.
Ho vissuto nella Svizzera tedesca, ma seguivo spesso le trasmissioni radio-televisive ticinesi di lingua italiana.
I ticinesi sono SVIZZERI, di lingua e cultura italiana, che parlano tutti un forte e radicato dialetto lombardo-ticinese da fare invidia.
Sia il dialetto ticinese che il grigionese si sono salvati dalla tedeschizzazione perche' queste popolazioni hanno optato per la lingua e cultura italiana pur restando fortemente SVIZZERI. Un consiglio ai CORSI stringete dei legami con le autorita' ticinesi per capire come hanno fatto.
Auguri a tutti i Corsi e agli organizzatori di A VIVA VOCE!!!
 LEONI
Venerdi 14 Marzo 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Io ad ogni modo sono deciso a sviluppare la cultura italiana in Corsica perchè è tutto cio che ci resta per potere essere chi siamo. E ramentare ai corsi chi sono e per finire con questa cultura e propaganda francese disastrosa nella quale tanti corsi credono! Poveretti! Se sappessino il vero sentimento dei francesi sopra di loro! Lo sanno...communque.....Pero fanno i sordi ed i cecchi! No...poveretti corsi.....I francesi non vi considerano sicome dei francesi propri! Per loro siete rimasti italiani! I corsi vivono su un altro pianeta....Lecando il culo dei loro carrefici!
Ma io questo mai!

Grazie a voi tutti italiani per i vostri interventi e sostegno. Parlate di piu in piu di noi in Italia perché molti anche tra degli italiani non se ne entendono con questa storia commune. Mi racommando!
Ci voglio che si sveglino per aiutarci. Sono in contatto con molti italiani a Parigi allo scopo che partecipano sul nostro sito.
 Giancarlo filippi
Giovedi 27 Marzo 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Cari amici corsi, mi appassiona il tentativo di rivalorizzare la cultura e la lingua dei vostri padri dopo che la francesizzazione dell isola isola ha steso un velo di profondo silenzio su molte cose, creando anche false credenze e cancellando evidenti realta. Ho letto molti articoli e trattati che parlano di lingua corsa, delle sue origini, della sua vicinanza o meno all 'italiano. Ho visto scritti che mi sono sembrate delle masturbazioni mentali , inventate col solo scopo di cercare di dimostrare che il corso e ' una lingua completamente autoctona , che ha tutte le possibili vicinanze meno che con l 'italiano. Mi sono trovato difronte alla vivisezione di certe parole attribuite al parlare corso per dimostrarne l'assoluta indipendenza dalla lingua di Dante. Non voglio entrare in questo tipo di dialettica, desidero solo mettere sul piano dell evidenza logica delle semplici assoloutamente evidenti considerazioni elementari. : in Corsica quasi tutti i cognomi li ritroviamo in italia. Soprattutto nell italia centro nord. Cio vuol dire che gli antenati di queste persone sono venute dalla penisola. Moltissimi luogho e villaggi della Corsica, anche i piu sperduti hanno un omonimo in italia. Questi due fatti sono la prova evidente e incontestabile che centinaia di persone si sono spostate nell 'isola dove hanno rifondato luoghi e villaggi col nome di quelli che avevano abbandonato. E tutta questa gente quando e' arrivata qui che lingua parlava? Certamente hanno continuato a parlare con il loro linguaggio nato in italia. Quindi tutte queste comunita' una volta isolate nel loro nuovo luogo di residenza hanno evoluto un parlare derivato da quello del loro luogo di origine. Ecco quindi le influenze del toscano, del ligura, del siciliano, del sardo etc. La casta dei padroni che li avevano fatti inserire nell isola naturalmente parlava e scriveva in base ai loro studi. Quindi parlavano e scrivevano in italiano. Come Pasquale De Paoli, il babbo della Patria. Pou sono arrivati i francesi e la loro lingua per forza e per necessita' e' diventata quella ufficiale. Tutte queste a mio avviso evidenti considerazioni rendono inutili le elucubrazioni di certi intellettuali linguisti. Rimaniamo alla logica dei fatti e accettiamo la realta' come essa e' anche se a qualcuno per motivi personali non piace. Salutina tutti G C
 enrico
Sabato 29 Marzo 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Già e proprio come ha scritto Giancarlo. Ma per riconoscere questo bisogna possedere Onestà Intellettuale ,virtù molto rara quando si affronta questo argomento. Inoltre non bisogna avere secondi fini, tipo quello di volere forzare la realtà per avvalorare ,con argomenti costruiti sul falso, il contrario della verità sulla lingua corsa e sulla origine della stessa. Quindi anche per tutti i corsi che non desiderano sentirsi italiani, è legittimo adottare un sentimento filofrancese, ma non si può cancellare secoli e secoli di storia dove sta scritta tutta la verità
 Dario
Martedi 8 Aprile 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Ho seguito con interesse la discussione.
Però non ho ancora capito se il corso è lingua ufficiale o no.
 LEONI
Venerdi 16 Maggio 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Sono in corsica da un mese e posso dire che non ce una lingua ufficiale del fatto che ognuno parla il suo corso e nessuno vuole parlare la lingua ufficiale che non piace a nessuno. Nessuno scrive lo stesso corso e quando si scrive ognuno scrive come gli pare. alla radio, televisione è da ridere tanto sono ridicoli. Accenti brutti, corso francisato…che schiffo!

Per quanto riguarda la toponimia quella italiana è molto conservata e sui cartelli è sempre indicato il luogo nelle due lingue ma pare stupido del fatto che ce tanta somiglianza che non occorre…..esempio: San martinoi di lotta/ San martinu di lotta…Taglio isolaccio/ Tagliu isolacciu…Etc. E tutto è così. Stupidagini!
 Luca
Mercoledi 18 Giugno 2014

Stampa versione
[Ignorare]
Penso che ognuno parlerà il suo corso ma sapete che le differenze sono veramente minime e questo il concetto di polinomia ben sicuro in aiacciu si parlerà corsu suttanu e bastia corsu suppranu ma la lingua corsa o appunto le varianti corse sono comunque unite dal punto di vista grammaticale e anche il vocabolario e spesso lo stesso cambia la forma o la pronuncia ma mica la parola

Il tuo nome :


La tua e-mail :
 (non pubblicato)


Messaggio
Tag incastono   Annullare
La Sua video sarà pubblicata sotto il Suo post.