A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

LINGUA UFFICIALE

 fabio
Martedi 7 Ottobre 2014

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Invito per chi avesse voglia di conoscere, quel tanto che basta, dei fatti accaduti, questo link http://www.italiaunita150.it/media/110089/istruzioni.pdf , il quale riporta anche il pensiero di Mazzini.

Effettivamente c’è stata una colpevole noncuranza italiana nel “dimenticarsi” della Corsica così velocemente.
Questa cosa non avvenuta in Austria nei confronti del Tyrolo del sud, perso dopo la prima guerra mondiale e divenuto italiano.
L’ Austria è riconosciuta ufficialmente dall’ ONU, come garante per il Sud Tyrolo/Alto Adige.
L’ Austria controlla e verifica che l’ autonomia della regione “italiana” Alto Adige/sud Tyrolo, sia effettivamente tale e si insegni la lingua tedesca al pari dell’ italiano.
Il fine è, giustamente, di non far cancellare nella regione la propria lingua, cultura e tradizioni tirolesi, a causa dell’ influenza italiana.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, l’ alto Adige/sud tirolo è una regione moderna, che gode non solo di un reddito pro-capite maggiore di tutte le regioni italiane ma soprattutto di una autonomia linguistica e culturale (la lingua italiana e il tedesca sono sullo stesso livello in ogni ambito) e fiscale che garantisce il rispetto delle proprie tradizioni e specificità.

Ecco l’ Italia dovrebbe essere nei confronti della Corsica e di fronte all’ ONU, garante del rispetto ed insegnamento della propria lingua madre nell’ isola, in tutti i suoi ambiti.
L’ influenza linguistica e culturale italiana in Corsica, dovrebbe essere un punto a favore per riscoprire la propria unicità e peculiarità.

Non si sta parlando di un’ influenza politica in uno stato nazionale francese ma di un’ influenza culturale in un’ isola italofona da generazioni, la quale meriterebbe rispetto al pari di quella francese.

Ovviamente i primi ad essere d’ accordo e volerlo dovrebbero essere i corsi.

Probabilmente è e rimarrà un’ utopia.

Con Afetto.
Fabio
 GIANCARLO FILIPPI
Mercoledi 8 Ottobre 2014

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Caro amico Fabio,
Condivido perfettamente cio' che dici a proposito dell'alto Adige, Ma c'e' un grave e importante problema che differenzia quella regione dalla Corsica. Gli altoatesini tengono alla loro cultura , La valorizzano , parlano tutti la lingua tedesca. Sono ben consapevoli delle loro informazioni genetiche.
In corsica non e' purtroppo cosi. Il rapporto dei corsi con l'italia e basato spesso su false informazioni. Molti considerano l'Italia sotto la figura dell'invasore fascista rappresentato dalle camicie nere che si macchiarono di svariati crimini. Ignorano che a casa loro, in Italia , i fascisti si macchiarono di crimini ben piu efferati di quelli commessi in Corsica . Ignorano che molti soldati italiani parteciparono alla lotta partigiana dell'isola
Ignorano, o forse non sono interessati a conoscere le loro origini etniche e storiche , Ignorano la le basi della loro cultura.
Nelle scuole lo stato francese insegna programmi basati sulla cultura e sulla storia tipicamente francesi. I ragazzi imparano da francesi. Le loro radici italiche raramente o quasi mai sono messe in evidenza. . In questo contesto mi pare molto difficile trapiantare in Corsica lo spirito degli altoatesini.
Con amicizia e con la speranza di essere troppo pessimista.
G Carlo
 Alfredo
Venerdi 17 Ottobre 2014

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Una mia curiosità. Leggo spesso nei libri di storia, che l'Italia fascista non procedette all'annessione della Corsica, nè della Contea di Nizza, ad eccezione della cittadina di Mentone. Tale annessione avrebbe dovuto effettuarsi solo dopo la guerra, ovviamente vittoriosa per l'Asse.
Dopo il 1943 gli italiani presenti nell'isola combatterono in massa congiuntamente ai corsi contro i tedeschi.
L'unione dei partigiani corsi e dei soldati italiani mi sembra un fatto assodato, almeno dal punto di vista storiografico.
Infatti su più fonti ho letto di questa campagna di liberazione congiunta.
Pertanto, ho l'impressione che il risentimento antiitaliano,fu dovuto alla "pugnalata alla schiena" praticata dal regime fascista nel 1940 contro la Francia in generale e non in particolare contro la Corsica,
Quindi tale risentimento antitaliano fu instillato più dal Continente che dall'Isola.
E' corretto?
Qualcuno potrebbe illuminarmi meglio?
Grazie

PS forse magari sarebbe meglio aprire un argomento a parte a riguardo
 filippi G C
Lunedi 20 Ottobre 2014

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Caro Alfredo, i miei numerosi contatti con amici corsi mi hanno fatto capire che le generazioni post belliche non hanno avuto molte notizie , rece
obiettive e approfondite del loro passato storico recente e lontano. Hanno in genere notizie scollegate che con spirito di orgoglio contestano la peesenza genovese come una vera e propria invasione (quanti di loro sono di origine ligure?), assimilandola a quella dell 'ultima guerra. Solo pochi iniziati sanno della collaborazione tra esercito italiano e partigiani corsi etc etc . I rapporti con l'Italia si stanno rinforzando sempre di piu e sono di carattere turistico e commerciale, ma di storia e cultura se ne parla poco.
La scuola e' francese e certe cose che darebbero della Francia in impressione negativa sono trascurate. Quindi dove vuoi che possano formare il loro pensiero "amico"?
E' vero ci sono gruppi di intellettuali e gente colta che e' ben al corrente delle realta' storiche che riguardano la loro isola ma fanno parte di un nucleo non cosi numeroso per fare luce su molte realta' nascoste.
un cordiale saluto
 Michele
Giovedi 23 Ottobre 2014

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Alfredo ha ragione. Non mi pare che l'esercito italiano durante l'occupazione della corsica sia sia "macchiato di crimini", da quello che ho sentito direttamente in corsica, anzi, si ricorda una notevole complicità tra soldati e popolazione, del resto l'obbiettivo finale era il rientro della corsica nel seno dell'italia. dopo l'8 settembre è un'altra storia. E molto ha fatto la propaganda gollista. Ma il problema è ora. Su un altro blog - a piazzetta - ho trovato molto, molto difficile parlare della comune cultura tra corsica ed italia. Volemu parla' corsu diventa una corazza contro un imperialismo italiano che non c'è, mentra poi si subisce quello francese, che invece c'è eccome. E intanto a lingua corsa muore. secondo me l'esistenza di questo giornale è importante, ma vorrei capire meglio dai còrsi della redazione come stanno le cose politicamente rispetto a Corsica libera che mi sembra l'unico partito indipendentista.
salute a tutti
 Carlo
Martedi 4 Novembre 2014

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Prima di tutto complimenti per la rivista, che trovo molto interessante. Vorrei ricordare l`incontro con una famiglia corsa (papa`, mamma e due bambini) di ritorno dalla loro prima visita in Italia (Toscana) sul traghetto Livorno - Bastia nel 1998, all`inizio della mia prima visita in Corsica. Alla mia domanda su come gli fosse sembrata l`Italia, la mamma, dopo un attimo di silenzio, mi rispose (chiaramente in Francese): "Siamo ancora scioccati", e avendogli chiesto quale fosse il motivo della choc, mi rispose: "Improvvisamente ci siamo resi conto che noi siamo italiani: stessi paesi, stesse case, stesso cibo, stessa lingua, stessa gente: quante balle c`hanno raccontato i francesi". A questo punto ero io a essere scioccato, soprattutto perché non capivo come ci potesse essere tanta ignoranza su un paese distante solo un centinaio di chilometri. Adesso, dopo parecchi altri soggiorni nell`isola e la lettura di diversi libri la radice del problema mi e` molto più chiara: il popolo corso ha scelto di autoalienarsi, rifiutando le proprie radici storiche, ma al tempo stesso fatica ad accettare il nuovo destino nella comunità francese, la cui cultura gli e` estranea. Il processo di assimilazione per questo motivo e` stato lungo e faticoso, ma da quello che posso vedere nel corso dei miei soggiorni nell`isola non manca ormai molto (forse una generazione) alla completa assimilazione. A quel punto spetterà a noi italiani conservare la cultura corsa, visto che saremo gli unici a capirla e apprezzarla.
 Dario
Lunedi 10 Novembre 2014

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Tutto vero: gli amici corsi ormai si comportano come se non avessero più ricordo della loro antica italianità.
Però perchè quando ci fu Italia-Francia finale dei mondiali del 2006, la Corsica interà impazzì per la vittoria dell'Italia?
Solo per far dispetto alla Francia?
Ho i miei dubbi ...
 Ghjiulio
Martedi 11 Novembre 2014

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Ciao a tutti ci perdoni il Direttore se scivoliamo sul ...calcio. Però l'osservazione di Dario non mi convinceva e debbo dire che invece aveva pienamente ragione!!!!! Se persino su questo link viene confermata la sua tesi. Interessante ed anche obiettivo l'articolo.(a parte quando il giornalista paragona l'oppressore esagonale di oggi con quello del passato con gli stivali.......non mi pare una rappresentazione obiettiva anche se tutto sommato si tratta di una semplificazione).
http://www.sofoot.com/au-fait-ils-sont-pour-qui-les-corses-pendant-le-mondial-185568.html
Per concludere e poi basta col calcio: Forza SCB e J.L. Leca ed assieme a lui sia salvaguardato il diritto a sventolare la propria bandiera sempre e ovunque!!!!!!! E se poi il vessilo é quello con la testa di moro ancor di più!!!!!
 Michele
Mercoledi 12 Novembre 2014

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Ciao Ghjiulio. non sapevo che in corsica avessero tifato italia....ma la nostra ignoranza è un capitolo di un triste libro, che è la lontananza tra corsica e continente. Sia questo sito la ricostruzione di un ponte tra fratelli, parte di una stessa patria culturale.
Anzi, se proprio lo volete sapere, a me sembra che lo spirito di indipendenza còrso sia quanto di più italiano ci sia in giro, qua in mezzo al mediterraneo... provate a trovare, nella disastrata italia di oggi, un centestimo dello spirito patriottico che viene cantato nelle tante e bellissime canzoni corse. Non troverete quasi niente. A livello popolare, semplicemente, non c'è. E il motivo è semplice: l'intorpidito popolo italiano non sa cosa vuol dire stare sotto la dominazione straniera, e - complice una classe politica meschina - ha dimenticato ad esempio il destino toccato, sia pure in forme e tempi diversi, all'Istria ed alla Corsica. E invece i Còrsi - anche se francisati - hanno una brama di italianità che è spesso inespressa ma è comunque struggente.
salute a tutti
 Giancarlo
Giovedi 13 Novembre 2014

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[Ignorare]
Ma sei prprio sicuro che i corsi abbiano un forte desiderio di italianità? La colonizzazione francese ha tagliato i ricordi la storia e la consapevolezza dell etnia. Solo pochi acculturati cercano di tenere in vita e conservare la consapevolezza delle radici . Molti ci accusano di essere stati fascisti e di averli "invaiti" sui muri non molti anni fa qualcuno scriveva "francesi fora" e qualche altro anche "italiani fora" molti meno per la verità' Per ristabilire i legami e la fratellanza occorrerebbe un azione profonda e culturale. Certamente non gradita ne finanziata dal governo francese.
 Dario
Venerdi 14 Novembre 2014

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[Ignorare]
Sinceramente, nelle mie ormai quarantennale peregrinazioni in Corsica, ho trovato pochissime persone che dichiarassero un desiderio di italianità.
Anzi: quasi nessuna.
Però quella faccenda della finale dei mondiali è strana.
Nessuno dei miei amici corsi mi ha dato una spiegazione convincente.
Ma nessuno mi toglie dalla testa che se la finale fosse stata Francia-Brasile e avesse vinto il Brasile non ci sarebbe stata festa!
 Michele
Sabato 15 Novembre 2014

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per gli amici còrsi: ci aggiornate sugli sviluppi politici? mi pare che l'anno prossimo si vota per le regionali. Non c'è altro modo di sapere qualcosa, in italia giornali e tv parlano più dell'isola di pasqua che della corsica
 giancarlo
Giovedi 27 Novembre 2014

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MI SI PERMETTA DI ESPORRE QUALCHE RIFLESSIONE SUL PARLARE CORSO CHE QUALCUNO CHIAMA VERNACOLO DELL'ITALIANO ED ALTRI LO CONSIDERANO UNA LINGUA.
MA COSA E' UNA LINGUA? E' SOLO UN SEMPLICE MODO DI ESPRIMERSI OPPURE DEVE ESSERE UN DIRE DOTATO DI UNA LETTERATURA E DI UN VOCABOLARIO PROPRIO, IN GRADO DI POTER ESPRIMERE COMPIUTAMENTE ANCHE I PIU RAFFINATI CONCETTI ?
LA CORSICA E' STATA ASSUNTA NELL'ORBITA CULTURALE E LINGUISTICA DELLA FRANCIA .
TUTTO QUELLO CHE SI SCRIVE E SI RECITA UFFICIALMENTE LO SI FA IN FRANCESE.
ANCHE DA PARTE DI CORSI FAUTORI DELL 'AUTONOMIA , NELL ESPOSIZIONE DEI LORO CONCETTI SI USA IN MASSIMA PARTE SIA PARLATA CHE SCRITTA LA LINGUA FRANCESE. IL PARLARE CORSO E' SPESSO ASSENTE E QUALCHE VOLTA MOSTRA DIFFERENZE ESPRESSIVE E SINTATTICHE ABBASTANZA EVIDENTI.
PER UN TOSCANO COME ME CHE CONOSCE ABBASTANZA BENE I VERNACOLI E I DIALETTI ITALIANI NON E' DIFFICILE COMPRENDERE LE PERSONE CHE PARLANO CORSO , NOTANDO LE PAROLE FRANCESI "CORSIZZATE" E LA PROVENIENZA CHIARAMENTE APPARTENENTE AD UN VERNACOLO O DIALETTO ITALIANO.
A VOLTE SONO PRESO DAL DUBBIO CHE ANCHE L'ORIGINE DI CERTI DETTI CORSI NON SIANO STATI BEN ANALIZZATI E CAPITI
DAL PUNTO DI VISTA ETIMOLOGICO. PER ESEMPIO L'ESPRESSIONE "SONGO A PAGHIOLU" (NON SO SE SI SCRIVE COSI) VIENE SPIEGATA TRADUCENDO IN FRANCESE LA PAROLA PAGHIOLU CON "CHAUDRON" CIOE' "PAIOLO" NON SI CAPISCE CSA C'ENTRI IL PAIOLO QUANDO I PESCATORI DEL PORTO DI LIVORNO USANO L'ESPRESSIONE "SONO A PAGLIOLO" DOVE IL PAGLIOLO E' IL PAVIMENTO DELLA BARCA SUL QUALE CI SI DISTENDE QUANDO SU STA MALE O SIAMO VERAMENTE STANCHI.
MI SONO DOMANDATO ALTRESI, SE PER UNA QUESTIONE DI PROFONDO , ANCHE SE GIUSTIFICATO ORGOGLIO, NON SI VOGLIA PER FORZA FAR DIVENTARE IL CORSO UNA VERA LINGUA INVENTANDO UNA GRAMMATICA E UN MODO DI SCRIVERE CHE IN UNA PARLATA ORALE OVVIAMENTE NON ESISTEVANO.
MA ALLORA PERCHE NON SI CAPISCE , COME HANNO FATTO GLI SVIZZERI TICINESI (SPESSO PORTATI AD ESEMPIO) CHE LA SALVEZZA DELLA LORO IDENTITA' LINGUISTICA E' POSSIBILE SOLO ADOTTANDO LA COLLABORAZIONE E LA VICINANZA DI UNA LINGUA COMPLETA ED EVOLUTA CHE FA PARTE DELLA LORO CULTURA E DELLE LORO RADICI STORICHE QUALE E' L'ITALIANO? SE C'E QUALCHE LACUNA O IMPRECISIONE NEL PARLARE CORSO, NON E' FORSE MEGLIO ANDARLA A PRENDERE NELLA LINGUA COLTA USATA DAI LORO ANTENATI?
 Michele
Martedi 2 Dicembre 2014

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[Ignorare]
perchè ci sono due tipi di corsi: i francisati, che non se ne fregano niente del corso e dell'italiano, e i corsi veri, che per amor di patria corsa vedono (sbagliando) il corso come una bandiera e ripudiano l'italiano, non sapendo - o pur sapendo - che così perderanno tutto.
 Carlo
Giovedi 4 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Caro Michele, il problema e` che il prestigio della nostra lingua in Corsica e` nullo, perché nullo e` il prestigio del nostro paese. Qualche mese fa sono stato in Alsazia, e il proprietario dell`hotel dove alloggiato mi ha confessato che tutti i ragazzi alsaziani in eta` scolare stano reimparando la lingua dei nonni, cioè il tedesco, cosa impensabile sino a qualche anno fa. Ma qual e` il motivo? Questo accade perché la Germania oggi e` un paese che ha un prestigio molto superiore a quello della Francia. Stai tranquillo che se noi fossimo in condizioni simili a quelle tedesche, i Corsi non ci penserebbero due volte a studiare l`Italiano. Cosi` come stanno le cose adesso invece, e` normale che che ci voltino le spalle, preferendo il suicidio culturale a cui stanno comunque andando incontro.
 Giancarli
Venerdi 5 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Credo che l interesse dei giovani altoatesini alla lingua dei loro padri non sia del tutto paragonabile al disinteresse dei giovani corsi a quello per la lingua italiana che è la lingua dei loro padri. Il punto importante è che molti di loro non conoscono come dovrebbero la loro etnia e le loro radici. Se fanno una considerazione politica è proprio per questa loro scarsa consapevolezza in cui la considerazione per l Italia è un fatto politico in un ambito in cui la politica non dovrebbe entrarci per nulla.



 Michele
Venerdi 5 Dicembre 2014

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[Ignorare]
E' fuor di dubbio che l'italia sia una colonia degli americani governata da mafiosi e multinazionali, che non conta un cazzo di niente. E infatti oggi non mi sentirei mai di dire
veramente ad un còrso di parteggiare per una ipotetica riunione all'Italia...
ritengo che la Corsica debba essere indipendente, ma mi sembra una pia illusione e basta. tuttavia non bisogna mollare, anche "avivavoce" nel suo piccolo, non si sa mai...
 Alfredo
Sabato 6 Dicembre 2014

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[Ignorare]
FACCIAMOCI DUE RISATE.
Premessa.
1. A fine ottocento in Svizzera ci fu un periodo di tentativo di repressione della lingua italiana nel Canton Ticino al fine di germanizzarlo. Tale tentativo, per fortuna non ebbe esito, e bisogna dire che colà la lingua veicolare quotidiana rimane ancor oggi il dialetto lombardo, nella variante ticinese. L'italiano, o meglio itagliano ironizzandoci sopra, è la lingua ufficiale, tuttavia spesso i ticinesi hanno un rapporto contrastato con esso per quanto ne siano madrelingua.
2. Ogni giorno dalle frontiere lombarde transitano in Ticino circa 60.000 lavoratori frontalieri, in quanto gli stipendi sono circa il doppio di quelli italiani. Questo va avanti dal secondo dopoguerra. Ovviamente ci sono giornalmente code lunghissime per entrare ed uscire dall Confederazione. Da qui una serie comica che va avanti da qualche anno sulla RSI, molto seguita anche da noi tricoloruti: Frontaliers.

Spero che il dialetto lombardo sia comprensibile ai più, ho voluto pubblicarlo per fare vedere agli amici del forum quanto nella vita quotidiana il dialetto ticinese continua ad essere una lingua forte e parlata forse grazie alla "tutela" dell'italiano come lingua ufficiale. Buon divertimento.

http://www.tvsvizzera.it/qui-frontiera/frontaliers/frontaliers-2014/Frontaliers-qui-si-parla-itagliano-3247324.html
 Giancarlo
Sabato 6 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Non riesco a capire perché quando si parla dei rapporti tra Italia e corsica, si cada sempre nel fatto politico. La vicinanza della Corsica alla penisola italiana è un fatto etnico e culturale . La lingua , i costumi, le tradizioni, l architettura hanno le loro radici in Italia . Un corso che conosca le sue origini non può rinnegarle, anche se non ha nessuno stimolo per diventare politicamete italiano. la cultura italiana che è' la più ricca di tutta l Europa appartiene anche agli abitanti dell isola . Sarebbe veramente demenziale volersene disfare. E in cambio di cosa? Di un po di folclore al massimo.
 Giancarlo
Sabato 6 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Non riesco a capire perché quando si parla dei rapporti tra Italia e corsica, si cada sempre nel fatto politico. La vicinanza della Corsica alla penisola italiana è un fatto etnico e culturale . La lingua , i costumi, le tradizioni, l architettura hanno le loro radici in Italia . Un corso che conosca le sue origini non può rinnegarle, anche se non ha nessuno stimolo per diventare politicamete italiano. la cultura italiana che è' la più ricca di tutta l Europa appartiene anche agli abitanti dell isola . Sarebbe veramente demenziale volersene disfare. E in cambio di cosa? Di un po di folclore al massimo.

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