A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

LINGUA UFFICIALE

 Luca
Martedi 9 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Ma daviers non capisci perche noi corsi non ci sentiamo italiani pensa 2 secondi a ciò che ha fatto Mussolini alla Corsica e capirai ora è vera che la nostra cultura s assomiglia a quella italiana perché hanno entrambe la stessa origine il toscano e dico ben il toscano perché in Corsica solo la classa alta della società parlava l italiano a fianco col corso abbiamo un origine comune ma non per questo siamo italiani o sbaglio se bastasse la lingua allora l America sarebbe inglese e non americana
 Paolo Di Filippo
Martedi 9 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Guarda Luca, se chiedi a un Siciliano cosa si sente, ti dirà che si sente siciliano, se fai la stessa domanda a un napoletano anch'egli ti dirà che si sente napoletano e potrei continuare coi sardi e i lombardi e finire coi romani e il loro orgoglio per la romanità, tuttavia, se uno spagnolo mi chiede di cosa mi sento parte gli risponderei (gli risponderemo) senza esitare: dell'Italia!!!
A mio avviso la Corsica (guarda un po' la chiamo proprio come voi e non le Corse) non fa parte dell'Italia politica (per infinite ragioni storiche che non sto qui ad elencare), ma ha tutto il diritto di far parte dell'Italia culturale. Anche se questo concetto può sembrarti ostico o peggio ancora artefatto, temo che sia vero, e la verità non è democratica non è un rumor, non è un humus e non è nemmeno un'opinione bisogna accettarla spogliandoci di tutti i condizionamenti e liberando la mente dalle catene culturali che altri hanno stretto. Se in Corsica avete veramente cura della vostra lingua parlatela e parlatela e parlatela e ancora parlatela e parlatela ancora senza stancarvi di farlo e fatelo anche con chi la capisce questa benedetta lingua vedrete che il vostro interlocutore (italiano di ogni dove) ne sarà contento e vi risponderà sempre con spirito di fratellanza.
Auguri e libertà per la vostra Terra e per il vostro Popolo ovunque vogliate andare.
 Alfredo
Mercoledi 10 Dicembre 2014

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[Ignorare]
@Luca, colgo la palla al balzo per chiedere, senza alcuna spocchia e con massima umiltà, che successe in Corsica durante l'occupazione italiana dell'Isola nella seconda guerra mondiale. In tutti i libri di storia, anche non italiani, ho letto che alla fine i soldati italiani ed i partigiani corsi collaborarono attivamente insieme per scacciare i tedeschi dall'Isola ed i rapporti tra entrambi furono sempre ottimi, chiedo a qualche storico, se presente, di corroborare oppure di smentire questa mia impressione.
Già in un altro intervento avevo posto la questione e ebbi una risposta che mi diceva in sostanza che l'odio per la Penisola era molto più antico.
In secondo luogo chiedo perchè si debba legare il parlare una lingua ad una determinata cittadinanza. Mi sono stancato dell'esempio Canton Ticino, Vaud, Vallis, Jura, Neuchatel, ma per l'appunto si dice che "se bastasse la lingua allora l'America sarebbe inglese e non americana"
. Ribatto quindi sulla finalità proprie di questa pagina "Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa" puntualizzando che anche in Toscana solo classe alta parlava il cosiddetto italiano con uno scostamento piccolo tra le due parlate, infatti nessuna regione della Penisola è immune dal fenomeno della polinomia. Le lingue ufficiali sono comunque artificiali, alla prova dei fatti però il tempo stringe e non so se tra 25 anni in Corsica il còrso sarà ancora parlato o quantomeno intellegibile ai più. Farà la fine dell'occitano?
 Giancarlo
Domenica 14 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Mi dispiace osservare come non considerino le circostanze storiche che servono a formare la nascita e l uso di una lingua .ognii caso h possiede delle sue caratteristiche proprie e non si possono dare delle regole generali valide per tutti. Nel caso della Corsica si deve considerare che non solo,la vicinanza che generava contatti alla penisola , ma la massiccia immigrazione di soggetti italiani inviati dalla Repubblica di Pisa per sfruttare le risorse dell isola , è stata la bese più importante della sua etnia. Da un massimo di 30.000 persone sparse soprattutto sulla costa orientale, si passò nell arco di poco più di due secoli e mezzo ad una popolazione di 250.000 anime. E Quale era il parlare di tutte queste persone? Evidentemente quello delle terre che avevano lasciato in Italia, Inutile fare altre elucubrazioni, ne è un esempio il nome di moltissimi luoghi che ripete quello di altrettanti luoghi paesi etc presenti nella penisola, fenomeno tipico di tutte le emigrazioni di comunità
 Michele
Domenica 14 Dicembre 2014

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[Ignorare]
per Luca
per favore ci puoi informare della situazione politica, mi pare che l'anno prossimo si vota...che fa Corsica Libera?
saluti
 Paolo Di Filippo
Martedi 23 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Scusate amici Corsi, perché non provate a scrivere nella vostra lingua, come vi ho già accennato oltre a capirvi ci fa un immenso piacere comunicare con voi. Siamo persone normali (non professori di italiano) soltanto incuriositi dalla vostra cultura così affine alla nostra che la prima volta che si ha un contatto diretto si rimane increduli e stupiti di tutto ciò, non so se anche a voi fa lo stesso effetto, ma è comunque incredibile. Vi voglio solo dire che, perlopiù, in Italia la vostra condizione culturale è sconosciuta e nessuno ne parla (TV, giornali, social) e quindi molto dipende da voi, dalle vostre capacità di relazionarvi col mondo esterno e nello specifico coi vostri vicini di casa, per rinverdire il vostro dire. Perdonatemi la rima, ma a noi qualche volta piace. A proposito le vostre paghjelle se ho capito bene sono dei botta e risposta con rima finale, giusto?
 ghjulio
Mercoledi 24 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Da "Corse Matin" on line di oggi,in lingua corsa:
BON NATALE A' TUTTI...................e.....................non c'é bisogno di traduzione alcuna......................strano no?
 riccardo
Sabato 27 Dicembre 2014

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[Ignorare]
ciau michele, sono sardu di A PIAZZETTA, ti ricordi???
 riccardo
Sabato 27 Dicembre 2014

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[Ignorare]
a LEONI, un ti vergugnà mai di esse corsu quantunque!!!!!
 giancarlo
Sabato 27 Dicembre 2014

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[Ignorare]
CARO AMICO PAOLO DI FILIPPO,
HO LETTO IL TUO PENSIERO E MI PER,ETTO DI OSSERVARE CHE SE TU AVESSI LA PAZIENZA DEI APPROFONDIRE LA TUA CULTURA SULLA STORIA DELLA CORSICA , TI RENDERESTI CONTO CHE IL PARLARE CORSO E' UN VERNACOLO DELL'ITALIANO .NON LO DICO IO , MA CELEBRI INTELLETTUALI CORSI CHE COME TUTTE LE PERSONE ACCULTURATE (AD ESEMPIO SALVATORE VIALE DI BASTIA) SCRIVEVANO IN ITALIANO E STUDIAVANO IN ITALIA.
DOPO CHE LA FRANCIA SI APPROPRIO' DELL'ISOLA, NAPOLEONE TERZO IMPOSE L'USO DELLA LINGUA FRANCESE PROIBENDO DI PARLARE IL CORSO E L'ITALIANO.
 Paolo Di Filippo
Mercoledi 31 Dicembre 2014

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[Ignorare]
Ciao Giancarlo,
intanto Buon anno!
E' un po' che seguo questo forum, a volte leggo solamente gli interventi, altre volte mi è capitato di scrivere un contributo come in questo caso. Sai Giancarlo, ho una cultura scientifica percui non appartenendo all'altra cultura (cf. Feynman) da profano (linguista) mi sfuggono alcune nozioni e sfumature. Tuttavia, ho notato che in questi forum intervengono quasi sempre degli italiani e poche volte dei Corsi "sinceri" quindi ho pensato fosse un problema di comunicazione e suggerito di scrivere in Corso anche perchè mi sono reso conto, approfondendo, giusto un po', l'attualità della società Corsa, che stiamo assistendo ad una crisi dell'identità culturale isolana e ad un'assimilazione alla cultura e alla lingua francesi che oggi oltre ad essere la lingua del pane è diventata la lingua parlata con cui molti giovani preferiscono comunicare tra loro.
Ritengo che per riallacciare i legami con la cultura italiana forse è utile un minimo di scambio di vedute tra i diretti interessati, Corsi e Italiani, altrimenti ho l'impressione che ci si parli addosso tra italiani, tutto qui.
Riguardo al tema sulla elevazione del Corso a lingua autoctona, conoscendo abbastanza bene i dialetti del Centro-Sud Italia, per me il Corso è un dialetto dell'italiano pergiunta molto più comprensibile del napoletano, del calabrese e del siciliano. Infatti, se un romano (magari un ragazzino) viene in Corsica e sente parlare in Corso non ha nessun problema di comprensione di ciò che viene detto, questo non è vero se va in Sicilia oppure senza doversi allontare troppo da Roma, se va a Napoli dove faticherebbe a comprendere il parlato locale.
Quindi, si, sono d'accordo con quanto affermato nel vostro sito, l'italiano può essere l'ancora di salvataggio del Corso ma prima, a mio modesto parere, bisogna riallacciare dei contatti tra i diretti interessati. Voi parlate/scrivete in Corso, noi vi capiamo e vi rispondiamo in italiano e forse piano piano, rompendo il ghiaccio, potremo assistere al desiderato rinverdimento della lingua dei vostri padri (la teoria va bene, la storia va bene ma la pratica è sempre la pratica).
Un ultima riflessione la lancio a quanti credono che i Corsi sinceri si siano materializzati in Corsica dallo spazio profondo: I vostri cognomi (casate) sono italiani senza se e senza ma, per esempio; Medori è un mio collega di lavoro, Luciani un carissimo amico di famiglia, Dettori un ex compagno di classe e potrei continuare all'infinito e costoro da dove sono venuti? Dall'Algeria, oppure dalla Polinesia francese! Penso che la soluzione sia banale e alla portata di tutti. Scusate, ma a volte ho letto delle scempiaggini che vanno oltre la logica, da far rivoltare nella tomba Bertrand Russell.
Infine, tempo fa sono stato negli Stati Uniti, dove vivono oltre 30.000.000 di italo-americani, allora a New York ogni discendente di italiani che ho incontrato non solo ci teneva a parlarmi in "italiano" ho virgolettato perchè non parlano proprio italiano, almeno non quello accademico ma per Dio ci capivamo eccome se ci capivamo e anche di gusto, a questo punto di costoro cosa dovrei dire che sono Americani, va bene sono Americani ma loro si considerano italiani tra gli americani e ci tengono a mantenere viva la cultura d'origine. Pensate che Sylvester Stallone pur essendo alla terza generazione dichiara di sentirsi al 100% italiano, la stessa cosa la dice Hulk Hogan (al secolo Eugene Bollea).
Guai a quel popolo che recide le proprie radici perchè sarà un popolo senza futuro!
 Michele
Mercoledi 31 Dicembre 2014

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[Ignorare]
ciao riccardo, bentrovato! io già conoscevo a viva voce
bè ora approfitto per rifarti gli auguri e a tutti quelli che scrivono qui
e auguri di libertà alla corsica nazione
 Riccardo
Giovedi 1 Gennaio 2015

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[Ignorare]
Grazie mille michele!é sta una scoperta per me questo sito,l' incredibile conoscenza del prof. Colombani,in un italiano in cui scrive in maniera perfetta nella quale non ho mai visto scriverlo così perfettamente...veramente tanti complimenti al professore.
Ho cominciato a scoprire tante cose della corsica di cui sapevo già molto,ma questo sito é stato per me la " ciliegina sulla torta"(non per vantarmi ovviamente)e poi riguardo l' italiano(cui non mi sento più e mi spiace) ho trovato tanti argomenti interessanti quali i rapporti di molti corsi con la penisola e la lingua stessa,poi anche sul forum ho potuto leggere conversazioni interessanti,anzi, interessantissime!!! Peccato la poca partecipazione di molti corsi che riscoprirebbero la loro storia... ricolgo l' occasione per salutarti michele e mandarti i più sinceri auguri di buon anno.
 Alfredo
Mercoledi 22 Aprile 2015

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[Ignorare]
Una domanda tecnica che mi sono posto spesso.

Ascoltando sketch in corso oppure trasmissioni in cui si parla corso, ho notato quanto sia difficile comprendere la parlata corsa dei giovani rispietto a quella degli anziani. Tale dizione è enormemente inficiata dal francese.

Quanto negli anni la pronuncia e la dizione del corso è cambiata?

Quanto il corso era simile al toscano e al gallurese anche nella dizione fino all'avvento della televisione e della alfabetizzazione di massa?

Chiedo agli esperti.
 Giancarlo
Giovedi 23 Aprile 2015

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[Ignorare]
La fracesizzazione della Corsica, e' un azione costante quotidiana. Prima nelle famiglie c era un vecchio parente che parlava il corso naturalmente. Ora i ragazzi a scuola imparano e parlano in francese. Idem a casa con i genitori. Solo riconoscendo il bilinguismo con l italiano forte antagonista del francese sia sull evoluzione che sul piano culturale i corsi potrebbero salvare il loro parlare conservandone le radici. Ora moltissimi che si sforzano di dialogare in lingua corsa hanno l accento francese. Non so proprio come la situazione potrà risolversi

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