A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

MADRE LINGUA

 LEONI
Venerdi 25 Luglio 2014

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[Ignorare]
Ci vorrebbe già che gl'italiani venissero piu numeri in Corsica....E che siano un po piu cortesi ed amichevoli! Molti tra di loro, in Corsica o altronde in Francia, a Parigi per esempio, sono arroganti e antipatici. Non riconosco piu quelli italiani di tanti anni fa. Non capisco quel attegiamento. tuti i turisti sono abbastanza piacevoli. Ma gl'italiani no. Dicono sempre che i francesi hanno la puzza sotto il naso ma per quanto riguarda loro cosa potremmo dire noi?

Non hanno la gioà simpatica dei brasileni, ne la gentilezza ed amicizia dei spagnoli, ne l'entusiasma degli anglo sassoni. Disprezzo, disprezzo e disprezzo! Questo e il loro attegiamento favorito! Quando ti tocano la mano sembrano di avvelenarsi.

Mi dispiace di dire questo ma il nuovo popolo italiano è veramente antipatico!
 Giancarlo filippi
Venerdi 25 Luglio 2014

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[Ignorare]
Caro amico Leoni, mi dispiace che tu pensi queste brutte cose degli abitanti dell Italia. Temo che tu sia cascato male trovandoti a contatto con cafoni maleducati. Forse la qualita dei turisti che vengono in Corsica e diventata piu scadente. Una domanda : sei stato in Italia, in Toscana ad esempio, ha conosciuto gente normale? Un cordiale saluto da G Carlo
 Paolo Di Filippo
Sabato 26 Luglio 2014

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[Ignorare]
Voglio rispondere a Leoni sul tema dei turisti:
Ebbene, in generale, il turismo di massa è poco interessante, sbrigativo e a volte scontroso. Però in mezzo a quel minestrone c'è un buon 10% di persone interessanti, parimenti curiose dei luoghi e della cultura locale.
Inoltre, il fatto che il turismo italiano in Corsica sia poco consistente, secondo il mio modesto parere, è dovuto in primis alla scarsità degli operatori turistici che hanno contatti con l'Italia e poi, la Corsica è una destinazione poco conosciuta in Italia (anzi sconsigliata dagli operatori turistici), probabilmente perché qualcuno non desidera che i due popoli entrino troppo in contatto diretto tra loro perché voi, ma anche noi, avremmo a quel punto la consapevolezza che trattasi di un unico popolo senza se e senza ma.

P.S.
Esistono tante varietà di italiano antipatico, simpatico, caciarone.....
Non ti lasciare impressionare dai soggetti negativi, per legge naturale ce ne sono altrettanti positivi.

Saluti da Roma.
 Dario R.
Mercoledi 30 Luglio 2014

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[Ignorare]
Concordo in pieno con Paolo Di Filippo...non bisogna fare di tutta un'erba un fascio...esistono italiani e italiani come esistono francesi e francesi e via dicendo...le persone maleducate esistono ahimè ovunque! Venendo al tema della lingua sono stato a Bastia lo scorso agosto e ho parlato italiano praticamente con tutti...gli unici a non capirmi erano i giovani che parlavano solo francese. Comunque il tema della lingua corsa è a mio avviso fondamentale per i corsi. Se le istituzioni regionali non attueranno politiche volte alla rinascita della madrelingua corsa le radici isolane si perderanno per sempre. Dimenticare o rinnegare il corso (e quindi l'italiano) significherebbe rinnegare le origini e quindi rinnegare se stessi...Spero con tutto il mio cuore che in futuro il corso e l'italiano possano diventare lingue ufficiali al pari del francese. Non credo sia utopia...basti pensare al Lussemburgo. Solo così la Corsica potrà tornare ad essere realmente libera...

Cordiali saluti

Dario R.
 Filippi giancarlo
Lunedi 18 Agosto 2014

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[Ignorare]
Mi rivolgo al prof Colombani per esprimergli tutta la mia ammirazione dovuta all impegno e la passione (sic) con cui porta avanti la sua battaglia cultirale. Recentemente ho avuto contatti informali con alcuni dichiarati intellettuali corsi e altre persone animate da spirito patriottico e autonomista. Mi sono spaventato. Esagero? Forse ma comunque sono deluso che non si indirizzi l evoluzione della Corsica utilizzando le sue rccchissime radici che ( piaccia o no ) la legano all Italia. La ricchezza e la raffinatezza della cultura corsa trova evidenziato il suo valore se si tengono presenti le sue radici, la sua etnia, in sintesi : la sua storia.

 PIERLUIGI GAZZANI
Giovedi 4 Settembre 2014

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Anche per me il prof. Colombani è un "grande", detto in italiano "moderno".
Mi sembra, tuttavia, ancora un po' isolato nella sua nobile battaglia.
Spero che, almeno, sia adeguatamente sostenuto da un manipolo di corsi di qualità.
Devo, tuttavia, evidenziare dopo quasi trent'anni di osservazione del "fenomeno Corsica" e, soprattutto dei suoi abitanti che nell'isola esiste un discreto sentimento antitaliano che non può giustificarsi semplicemente con la lontana dominazione genovese o per l'esagerata occupazione di 10 mesi nell'ultima guerra.
La spiegazione che mi sono dato è che i Corsi sono pur sempre dei cittadini francesi che, da appartenenti ad una grande ex nazione come la Francia, hanno assunto nei confronti dell'Italia, e soprattutto degli Italiani, un atteggiamento di superiorità "da Francesi", magari anche motivato.
Soltanto che loro dovrebbero ricordarsi di essere della Francia un po' gli "ultimi", la parte marginale e depressa del paese, pertanto giudizi di durezza e di ignoranza verso l'Italia (in stili "lucchese") sono un po' fastidiosi, soprattutto quando provenienti da soggetti nazionalisti, se soltanto ci si soffermi a pensare a cosa si è realizzato in Italia nei secoli e a cosa in Corsica.
Consola, però, scavando quà e là quello che ti dice "parliamo la stessa lingua" o "tanto ci capiamo" etc.....ma non si fanno notare.
Chiudo con la conoscenza di una ragazza del cortenese, già studentessa a Pisa con la sorella ed ora a Roma, perfettamente integrata e conscia delle proprie radici culturali italiane che continua la lunga tradizione di presenza di Corsi a Roma
 Roby
Martedi 3 Marzo 2015

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Parlare italiano in Corsica è impossibile, il governo francese non lo permetterà mai, e perchè dovrebbe farlo dopo trecento anni di francesizzazione. Vorrei chiedere a un corso se nell'isola sono visibile programmi televisivi italiani, solo una penetrazione linguistica affine al corso può salvare l'identità dell'isola, l'Italiano da circa un secolo è una lingua estranea ai Corsi. Amici corsi vi faccio un esempio di Tenda e Briga, cittadine montane italinissime poi ceduto alla Francia nel tratto di pace di fine guerra, l'Italiano nel giro di cinquant'anni è stato proibito e poi cancellato, sopravvivono solo i dialetti liguri, a me i francesi danno fastidio solo a nominarli.
 Giancarlo Filippi
Mercoledi 4 Marzo 2015

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Caro amico Robi , mi permetto alcune precisazioni. La lingua italiana fu proibita in Corsica da Napoleone terzo intorno al 1860. Fino ad allora molti notai rogitavano in italiano e le prediche in chiesa si facevano spesso in lingua italiano. Non parliamo dei canti religiosi anche questi in italiano. Nei primi anni del 900 a Bastia C era un giornale stampato in italiano. Quindi la nostra lingua e' stata presente in epoca assai più recente dei tre secoli che tu riferisci, Motivi pratici e l azione francese hanno allontanato i corsi dalla loro lingua madre, ma cosa e' ancora più negativo e' l occultazione sistematica ai corsi, delle loro radici etniche e storiche. A scuola se ne parla poco e quando l argomento viene trattato lo si fa in modo parziale e poco obiettivo. Quindi basterebbe agire in campo culturale dando ai corsi la consapevolezza del loro passato e sono sicuro che sarebbero ben lieti di riprendere le loro antiche radici italiche ( ho detto italiche non italiane......)
 Marco Biagetti
Domenica 8 Marzo 2015

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Purtroppo, l'odio verso le popolazioni italiche non è stato appannaggio unico dello stato centralista francese. Ahinoi anche ad est ne abbiamo avuto (odierna Croazia) alla fine della seconda guerra mondiale.
 Dario
Domenica 8 Marzo 2015

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Non mi piace la deriva nazionalista (italiana) che sta prendendo questo post.
Sono nazionalista anch'io, ma ai Corsi non piace sentire queste cose, e vanno rispettati.
 ghjulio
Mercoledi 11 Marzo 2015

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Concordo con Dario, assolutamente fuori luogo questa recente tendenza di chi frequenta negli ultimi tempi questo forum, oltre che essere controproducente alla causa còrsa, in quanto estrema, anche storicamente distorce la realtà.
Ci lamentiamo dell'antiitalianità dei francesi ma comportandoci (vi) in questo modo palesando un radicato sentimento antifrancese vi mettete ad un livello anche inferiore. Tra l'altro parliamo della Francia dalla quale la quasi totalità delle democrazie occidentali, inclusa la Repubblica Italiana, dovrebbe solo imparare. Dove vivo io firmerei per essere annesso alla Repubblica Francese A PATTO PERO' CHE MI SIA CONSENTITO DI MANTENERE LA MIA LINGUA MATERNA (SCUOLE ASSOLUTAMENTE BILINGUE, ATTI PUBBLICI BILINGUE ETC. ETC. ETC) un po' come dovrebbe essere in Corsica. A bientot

 GIANCARLO
Domenica 15 Marzo 2015

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MI PARE DI AVER SCRITTO UN COMMENTO SEGUENTE ALL INTERVENTO DI GHJULIO. MI PARE CHE QUESTO COMMENTO SIA SPARITO
MA ALLORA DEVO STUPIRMI E CREDERE CHE C ' E' UNA CENSURA?
 Paolo Di Filippo
Giovedi 19 Marzo 2015

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Dove sono i Corsi? Perché non interagiscono? Ci comprendono? Sono solo alcune domande che, chi vi scrive si pone, vista e considerata la mancanza di partecipazione dei diretti e maggiori interessati a questo forum, i Corsi. Ho notato che i post sono seguiti, in quanto il contatore gira e quindi qualcuno li visualizza e si sforzerà pure di leggerli. Tuttavia preferirei che qualcuno "si butti" cioè provi a comunicare il suo sentimento a favore, contro oppure neutrale sulle opinioni espresse, sull'Italia, sugli italiani, ecc. So già che questo mio pensiero è inviso a qualcuno, per ragioni cattedratiche e puriste della lingua italiana. Ma se l'identità dei popoli è fatta anche di substrati culturali perché non far emergere quello e/o quelli Corsi? Che c'è di male? Per perfezionare c'è sempre tempo. Vi do alcune informazioni enogastronomiche che forse troverete familiari, a noi italiani (a me) piacciono gli insaccati (charcuterie), quindi sulla mia tavola non mancano mai: lonze, lonzini, salsiccie di fegato (fegatelli), se poi aggiungo un buon formaggio stagionato (di montagna, abruzzese, sardo o toscano) e magari qualche salamino senese il mio tagliere è servito. Adesso accompagniamo il tutto con un buon vino rosso magari un Montepulciano d'Abruzzo (molto forte) e siamo a cavallo. Sono convinto che anche sulle vostre tavole, la sera, si presenta uno scenario del genere, ebbene non siete soli!
 Michele
Martedi 31 Marzo 2015

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Io sono stato l'estate scorsa in Corsica, viaggio completamente autonomo, sulla costa e nell'interno, e ho sempre parlato in italiano con persone gentili e liete di parlare in italiano. Non ho notato nessuna antipatia, che comunque si meritano senz'altro i "turisti" italiani maleducati ed ignoranti - e io ci metto pure quelli, che non sono pochi, che andando in Corsica pensano di andare in un pezzo qualunque di francia!
Pur essendo io fondamentalmente nazionalista, anzi patriota - anche se è termine desueto - non credo che la questione corsa rientri nell'irredentismo, ma nella semplice difesa della terra corsa, che è parte culturale della patria italiana. Politicamente sono io il primo a sperare in una corsica libera, che proprio perchè indipendente sarebbe più italiana dell'italia (che è influenzata dall'americanismo forse quanto il còrso è francisato)
però se i corsi non parlano corso ai bambini e non trasmettono l'identità corsa sono tutte chiacchiere.....
saluti
 Paolo Di Filippo
Giovedi 2 Aprile 2015

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[Ignorare]
In effetti anche a me è capitato di incontrare sempre Corsi gentili e disponibili ad aiutarmi, anche per un'indicazione stradale vedendomi fare su e giù per una strada alla ricerca dell'agognata spiaggia. Mi è capitato pure nei pressi di Palombaggia (palombaia) dove nel parcheggio sotto la pineta il ragazzo all'ingresso spesso e volentieri mi faceva uno sconto sul prezzo giornaliero, credo perché gli facevo simpatia, devo dire che ho molto apprezzato il gesto di cortesia nei miei confronti, molto più per il valore simbolico rispetto all'entità economica, in questo gesto ho visto l'accoglienza, ho visto il riconoscermi "culturalmente" vicino e infine un gran rispetto per l'italiano che aveva difronte, spero con questo di non metterlo in difficoltà col suo titolare.
Potrei raccontare anche altri episodi, come quando una ragazzetta al porto di San Fiorenzo sentendomi parlare al telefono mi si avvicinò per ascoltarmi mentre conversavo, ovviamente con il mio gergo, con l'Italia. Il fatto mi incuriosì e da quel momento ho cominciato ad approfondire la vostra cultura e la vostra storia, diciamo che la curiosità è stata reciproca. In definitiva, al contrario di alcuni post che ho letto, la mia esperienza diretta in Corsica con le persone incontrate (Corsi veraci) è più che positiva è emozionante.
 giancarlo
Giovedi 2 Aprile 2015

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[Ignorare]
SEGUO DA MOLTO TEMPO LA STORIA DELLA CORSICA CERCANDO DI APPROFONDIRLA E DI CONOSCERLA NEI SUOI REALI DETTAGLI. LA PARLATA CORSA E' CHIARAìMENTE ITALICA E SI SPIEGA OVVIAENTE CON LA VICINANZA DELL'ISOLA AL CONTINENTE ITALIUANO E CON IL RIPOPOLAMENTO EFFETTUATO MASSICCIAMENTE DALA REPUBBLICA DI PISA INCARICATA ALLO SCOO DAL PAPA. IL CONFLITTO CON GENOVA NACQUE QUANDO L'AMMINISTRAZIONE PASSO' DA PISA ALLA REPUBBLICA LIGURE-. I DOSCENDENTI DEI PISANI OVVIAMENTE MAL SOPPORTAVANO CHE I NUOVI VENUTI METTESSERO LE MANI SULLE LORO TERRE E SULLA LORO ECONOMIA. COSI SI ARRIVO ALL'INTERVENTO (CHE DOVEVA ESSERE TEMPORANEO)FRANCESE CHIAMATO DAI GENOVESI ESAUSTI DAI CONTINUI CONFLITTI CON I VECCH RESIDENTI. VA ANCHE OSSSERVATO CHE ARCHITETTONICAMENTE ,LINGUISTICANìMENTE CULTURALMENTE E IN GRAN PARTE ANCHE ETNICAMENTE RIMASE PISANA . PER UN TOSCANO MOLTI SONO I PUNTI CHE GLI RICORDANO LA SUA REGIONE E NON E' PLEONASTICO DIRE CHE EGLI SI SENTE A CASA SUA, MA SOPRATTUTTO CHE SENTE UNA STONATURA NELLA FRANCESIZZAZIONE DELLA LINGUA E DI CERTE REGOLE. ALCUNI CORSI CERCANO DI DAR VALORE AD UN AZIONE POLITICA VOLTA A RAGGIUNGERE UNA FORMA DI INDIPENDENZA .
TROVO QUESTO UN FATTO INTERESSANTE E POSITIVO, MA DA UN PUNTO DI VISTA PRATICO MI PARE MOLTO DIFFICILE DA RAGGIUNGERE. VA CONSIDERATO CHE LA GENTE DEVE VIVERE CON UN ECONOMIA I VECCHI DEBBONO ESSERE SICURI DI AVERE UNA PENSIONE ED UN ASSISTENZA , I GIOVANI DEBBONO TROVARE UN LAVORO CHE PERMETTA LORO DI PROGREDIRE E DI REALIZZARE LELORO AMBIZIONI. TUTTE QUESTE SONO COSE CHE SI OTTENGONO DALLO STATO FRANCESE . SENZA LA FRANCIA COME POTREBBERO FARE? A MIO AVVISO CREDO CHE UN IDENTITA REGIONALE SAREBBE LA SOLUZIONE POSSIBILE MA IN FORTE CONTRASTO CON LE ABITUDINI POLITICHE DELLA REPUBLIQUE. AUGURI FRATELLI CORSI.

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