A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

Paoli, ma quale?

 Allimanu
Domenica 30 Settembre 2012

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[Ignorare]
E qualcun altro scrive loro altri libri, li fornisce di un'altra cultura, inventa per loro un'altra storia. Dopo di che il popolo comincia lentamente a dimenticare quello che è e quello che è stato. E, intorno, il mondo lo dimentica ancora più in fretta."
"E la lingua?"
"Perché dovrebbero togliercela? Non sarà più che folclore, e prima o poi morirà certamente di morte naturale". [...]

Non sarebbe quello che statte faciando voi?
 Paul Colombani
Sabato 6 Ottobre 2012

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[Ignorare]
No, ciò che no femu è cuntà a storia vera di a Corsica, quella che i Corsi ùn cunnoscenu più.
 Allimanu
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Bella cosa di cunta a storia di a corsica, ma allora cuntatela tutta, senza scieglievi i mumenti chi vi servenu pa u vostru scoppu.
A vita di i corsi sottu a i pisani e genuvesi un era mica cusi bella cumè voi a vuletè fa credè.
Senza animosita.
Allimanu
 Allimanu
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Maurizio
Belle ideie e riflessionè sul destinu della corsica pero,tra teoria e verita e comè tra nottè e giorno. Il tuo punto di vista e quello di un sogniatore idealista chè ha solu una idea sbagliata del problema della corsica.
Communquè, ti saluta con amicizia un corso spaisato.
 Paul Colombani
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caro Allimanu
Credo che tu sia incappato nel solito equivoco. Non si tratta qui di giudicare il dominio pisano o genovese. Lasciamo questo compito agli storici. Il nostro punto di vista è culturale. Intendiamo collocare la Corsica nel suo contesto linguistico-culturale (intendendo la cultura in senso lato). E questo contesto è stato per secoli indiscutibilmente italiano. Per il resto, che Genovesi e Pisani, Fiorentini e Senesi, ecc. si siano odiati e combattuti per secoli, che parti dell'attuale Italia abbiano sofferto del dominio di altre parti della stessa Italia, non toglie che facessero parte dello stesso insieme geografico culturale. Per quanto riguarda la Corsica, gli scrittori còrsi, lo stesso Paoli, si consideravano anche loro parte di questo insieme. Paoli lottava contro i Genovesi (non solo), ma scriveva in italiano. Sarebbe stato molto sorpreso se gli avessero detto che l'italiano era da bandire perché lingua dei Genovesi (il còrso è più "italiano" del genovese). D'altro canto non ha mai dato a questo fattore culturale implicazioni politiche, tanto per spiegarci meglio, non ha mai pensato a un'Italia unita. Sarebbe fuorviante farne un precursore del Risorgimento o un patriota italiano ante litteram. Anzi, le sue aspirazioni a un Regno separato vanno contro questa interpretazione. Ma di questo Regno separato (vedi il Regno anglo-còrso), l'italiano sarebbe stato la lingua ufficiale.Per il còrso, i tempi non erano maturi. La rivalutazione delle lingue regionali (chiamate "dialetti") è un fenomeno dell'Ottocento.
Cordiali e fraterni saluti còrsi
 Allimanu
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Maurizio
Il genovesè fu imposato ai corsi senza che si potesseno diffenderè. L'atti notariali e tutti i scritti officiali erano scritti in italiano. Adesso li scriviamo in francesè, la nazionè colonialista a scambiato ma il modo di farè e semprè lo stesso.Allora vedi per forza o per amore ci debbiamo servire di parlati che non sono i nostri.
Saluti e amicizia
 Paul Colombani
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Ecco l'errore. Ma il genovese non è l'italiano, è molto più distante del corso dall'italiano. I Genovesi hanno adoperato una koinè, una lingua franca, usata da tutti in quell'area. L'italiano è diventata la lingua di comunicazione di lombardi, emiliani, veneti, napoletani ecc. e tutti si esprimevano nel discorso quotidiano in una lingua molto più distante dall'italiano che i corsi. Sono stati colonizzati da chi? Anzi, alcuni sono stati sottoposti alla Spagna e all'Austria, ma non per questo hanno adottato lo spagnolo o il tedesco.
Tu vivi in Germania, ebbene anche lì ci sono stati fino a poco tempo fa (non so adesso) dei "dialetti". E si è fatta strada una koinè basato sull'alto tedesco. Bavaresi, Austriaci, Svizzeri tedeschi parlano una lingua estranea? Imposta dal colonizzatore?
 Allimanu
Martedi 16 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Scusa Colombani la risposta era per tè ma, ti né sei accorto.
Anchè in germania ci sono dei dialetti ma a scuola venè insignata una sola lingua. Per i colonizzatori ti faccio solu un ceno in direzzione di i tirolesi del sud che anche loro devono parlare italiano ma loro lingua e il tedesco o una lingua chi li somiglia assai. Communque non è per mè ancora l'ora di farmi pensieri per la lingua corsa, i problemi sono di tutta altra natura. Piu guardo è nutiziè e piu mi venè di piangerè. Povara corsica chi sei diventata.
 Paul Colombani
Venerdi 19 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caro Allimanu
Comunque per il Sud Tirolo, o Alto Adige come lo chiamano gli Italiani, ti dirò che il suo statuto attuale sarebbe un sogno per altre minoranze. E' vero che I Tedeschi devono conoscere l'italiano, ma è loro interesse, dato che il territorio fa ormai parte dell'Italia, ma c'è parità tra il tedesco e l'italiano nella regione. Puoi rendertene conto andando sul sito http://www.regione.taa.it/default_d.aspx. Vedrai che tutto è bilingue, anche il testo della Costituzione italiana è stato tradotto in tedesco. I tedescofoni hanno le loro scuole, parlano tedesco (o il loro dialetto tedesco) e lo parlano veramente, anzi il loro italiano è spesso segnato da un forte accento e capisci che la loro lingua madre è il tedesco. Sui municipi trovi Rathaus in grandi lettere e Municipio in piccolo. Ma tutto questo se lo sono conquistato gli Alto Atesini e fa spesso arrabbiare molti Italiani. Ho anche litigato con amici italiani perché difendevo le ragioni dei tedescofoni, e quando vado laggiù sto dalla loro parte. C'è anche un posto per l'altra minoranza, quella dei ladini.
 Allimanu
Venerdi 19 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Ciao Colombani,
Anchè io sono stato un paio di voltè in Sud Tirolu, o provato tantu in citta chè a l'albergo di parlare italiano ma mi sembrava chè non li piacciava tantu,anzi, erano piu accogliente quando li si parlava tedesco, ma puo essere che io non sono troppu obiettivo e si loro sono contenti cosi, tutto va bènè.
 Allimanu
Lunedi 22 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Ciao Maurizio,
Questo esposto molto interessante non mi ha imparato niente di novo: Tutto quel che scrivi lo sapevo gia. Communque una cosa non è per me sicura, era l'italiano a l'origine la lingua de i miei antenati?. Non mi posso figurare che loro non avesseno un idioma solo a loro commune. Il parlato atuale e il resultato di tante occupazione, vedi italiane, francese e tante altre. Al paese mio un cane si chiama "ghjacaru" , chi d'apresso a quel che ho letto venerebbè da una lingua indo-germana. Altre parole vengono dal spagnolo "poltru" per un asinello. E cosi che mi sembra un po facile di prendere solamente in considerazione li ultimi anni della storia della corsica. La storia della corsica a cominciato avanti che i pisani siano arrivati li. Ma se tu sei felice pensendo che l'italiano era la lingua dei corsi, allora continua a crederlo, a me non mi disturba. I pensieri sono liberi di ogni costrizione. Io non voglio comminciare una polemica, ognuno sia felice con le sue ideie.
Salute
 Allimanu
Martedi 23 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Maurizio
Adesso siamo proprio arrivati a questa polemica che io volevo evitare. Se in parecchie lingue si trovano le stesse parole e solamente una testemonianza di relatione pre-istoriche interculturale o intercommerciale. Tutto questo non ha niente da vedere con il fatto che la lingua sia una lingua propria al paese dove vene parlata. I corsi, prima che sia arrivato l'italiano , erano secondo te muti?
Io non ho niente contro l'italiani tanto che stano in casa loro e non vogliono darmi dei lezione di cultura e di comportamento.
Per quello che volete fare non mi pare una buona soluzione. Sostituire l'italiano al francese sarebbe scegliere tra la pesta e il colera, tutte due
malatie farano morire il corso.
Tu sei stato molte volte in corsica, penso che non volevi vedere le cose come sono. L'italiano e stato e, e sempre odiato da i corsi. Perche, non lo voglio nemeno sapere. Allora se volete fare qualche cosa perche la lingua corsa non si perdi, trovate altre soluzioni e smetettela di sogniare.

Salute.
 Enrico
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Ciao Alimannu,

Guarda che proprio nessuno ti vuole fare diventare italiano. Anzi ,per come la vedo penso che sia molto meglio che la Corsica appartenga alla Republique piuttosto che all'Italia.
Qui stiamo solo facendo cultura , e negare le potenti compenetrazioni tra il corso e la lingua italiana mi sembra un esercizio difficile da sostenere......
Come ha già spiegato il prof. Colombani il corso è molto più vicino all'italiano dei dialetti italiani. Io sono di Milano e ti assicuro che il dialetto meneghino ,ha delle inflessioni come il francese (nei dittonghi oe-eu) e la U pronunziata alla tedesca lo allontana ancora di più dall'italiano. io sarei quindi molto meno italiano di Te....che parli una lingua parente stretto del toscano che successivamente, per convenzione, diventò la lingua ufficiale italiana. I tuoi vicini sardi parlano una lingua bella ed affascinante che non ha niente a che vedere con l'italiano , eppure non esiste ostilità all'Italia e alla lingua italiana.I corsi , che avrebbero tutto da guadagnare secondo me a dichiararsi minoranza etnica italiana, rinnegano e vorrebbero cancellare questa appartenenza. Ma gira e rigira , inventando dei mostri come il francorso o insistendo che il corso viene da Marte pur di non ricercarne la vera origine e inoltrarsi su di un percorso fuorviante.
Per ultimo ti voglio dire: ricordati di Aleria. I romani ed il latino sono sempre la matrice comune delle ns. origini linguistiche.
Ma se tutto ciò non è politicamente corretto e può dare fastidio ai filofrancesi allora puoi sostenere che è falso! Vedrai che futuro per la Corsica con la Francia.....
 Allimanu
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
E torna e ritorna si finisce sempre al stesso punto. Se io non voglio l'italiano e perche sono pro-francese. Ma io non voglio ne l'italiano ne il francese, tutte due lingue diluiscono il corso di tal manera che in fine non si ritrovera piu. E voi potete spiegare quel che volete,io non l'accetero mai.Corso in corsica, italiano in italia e francese in francia.
 lavoriincorsu
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
x allimanu:
Ma al tempo di Paoli (nel 1700) si parlava in corso giusto?!
a scuola che lingua si insegnava?
la lingua ufficiale era l' italiano (per i documenti notarili, la giustizia e nei salotti colti..) e se a scuola si insegnava l' italiano (e non il francese) e tutti comunquue parlavano in corso, allora l' italiano non danneggiava il corso,
anche i maggiori intellettuali corsi venivano a studiare nelle università italiane e per quale motivo?
per allontanarsi dalla lingua corsa? o per mantenerla in vita?
a parte tutti gli studi a cui vogliamo rifiutarci di credere, io da italiano capisco quasi tutto della lingua corsa parlata e scritta, e tu altrettanto della lingua italiana,
potremmo dire la stessa cosa di un francese?
secondo te un francese capirebbe tutto o quasi di quello che diciamo o scriviamo?

sta di fatto che il corso in corsica si sta spegnendo,
fai allora un ragionamento utilitaristico, senza credere agli studi alla storia o altro ecc.. quale lingua gioverebbe di più alla causa corsa?

ma se come dici tu Allimanu la lingua italiana al pari del francese danneggia il corso, allora l'italiano e il corso non dovrebbero avere niente a che vedere e quindi come mai spiegami il motivo per cui riusciamo a capirci e a comunicare così bene??
mistero..;-))
 lavoriincorsu
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
x allimanu:
Ma al tempo di Paoli (nel 1700) si parlava in corso giusto?!
a scuola che lingua si insegnava?
la lingua ufficiale era l' italiano (per i documenti notarili, la giustizia e nei salotti colti..) e se a scuola si insegnava l' italiano (e non il francese) e tutti comunquue parlavano in corso, allora l' italiano non danneggiava il corso,
anche i maggiori intellettuali corsi venivano a studiare nelle università italiane e per quale motivo?
per allontanarsi dalla lingua corsa? o per mantenerla in vita?
a parte tutti gli studi a cui vogliamo rifiutarci di credere, io da italiano capisco quasi tutto della lingua corsa parlata e scritta, e tu altrettanto della lingua italiana,
potremmo dire la stessa cosa di un francese?
secondo te un francese capirebbe tutto o quasi di quello che diciamo o scriviamo?

sta di fatto che il corso in corsica si sta spegnendo,
fai allora un ragionamento utilitaristico, senza credere agli studi alla storia o altro ecc.. quale lingua gioverebbe di più alla causa corsa?

ma se come dici tu Allimanu la lingua italiana al pari del francese danneggia il corso, allora l'italiano e il corso non dovrebbero avere niente a che vedere e quindi come mai spiegami il motivo per cui riusciamo a capirci e a comunicare così bene??
mistero..;-))
 Allimanu
Giovedi 25 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Siamo adesso un po realista, quanto corsi chi pensano come me scrivano in questo foro. Pocchi pochissimi. Se questo non e la prova che per la maggioranza di i corsi il vostro modo di pensare va a l'incontro del modo di pensare di i corsi, allora non volete capire niente. Quelli che scrivano sul foro sono tutti, come gia detto, del' amatori della lingua italiana. Niente a dire per questo, pero se vogliono fare la corte a l'italiano che se ne vadono a Firenze o Bologna. Io tanto mi sono stancato di dare capo a tutte queste chimere, finisco la polemica.
 Enrico
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caru Allimannu,
scrive in corsu un'he micca proibitu nanta u' situ di Vivavoce. (hè u' situ corsu 100% e tu si a casa!)
Se un' ti garba scrive taljanu ci face assai piace di leghje i' to interessanti cummenti in lingua di Corsica. Credu que parlà e scrive corsu hè necessariu pe' salvà a' vera identità di a' Corsica





 Giulio
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Buon giorno a tutti. Amo e rispetto tutte le lingue perché dietro ogni idioma c'é la storia di un popolo. Trovo incantevole il corso, lo ammetto, perché mi ricorda tanto l'italiano della letteratura classica. (lo capisco al 100% ..........). Adoro la Corsica e la ritengo la più bella isola del Mediterraneo (non conosco Cipro) ed auguro alla Corsica di non fare mai parte della Repubblica Italiana in quanto gli italiani non hanno assolutamente nel loro DNA la qualità di saper gestire bene ed onestamente uno stato. Non mi interesso assolutamente di politica ma, purtroppo, oggi senza la "politica" e l'"economia" (entrambe strettamente legate) non si fa nulla. Vado al dunque: sono d'accordo con l'opinione ricorrente sul sito secondo la quale per salvare il Còrso probabilmente l'italiano avrebbe un ruolo importante. Nel sito sono citati esempi come il Lussemburgo, la Svizzera Italiana ed altri. Non sono tutti uguali però questi paragoni e quello più "opportuno" e più utile alla causa còrsa mi pare quello della Valle d'Aosta. Ai Valdostani non importa granché del francese (anche se una lingua importante in più conosciuta dalla gente e per di più la lingua dello stato più vicino è sempre utile) ma questa scelta viene interpretata dallo stato centrale (Roma) come un segno di distinzione, di autonomia. La Vallée d'Aoste ha ottenuto così lo scopo di mantenere viva la lingua locale (che è comunque molto più simile all'Italiano che al Francese) ma soprattutto ha ottenuto lo statuto di Regione autonoma con una serie di benefici importanti (ad esempio dal punto di vista economico la benzina costa per i residenti molto meno che nelle altre zone d'Italia). Per concludere: l'accoppiata lingua propria supportata dall'italiano che aiuta a rafforzare una propria identità CORSA fa sicuramente bene alla cultura ma assolutamente non solo a quella. Sono tantissime le mie esperienze di vita a supporto di tale teoria (per motivi di lavoro conosco benissimo le relatà della Svizzera italiana e di una area geografica importante dell'attuale confine terrestre Francia Italia).Il multilinguismo fa solo bene a chi lo sa usare, importante é tenere fuori politica, razzismo e nazionalismi!!!!!!! Quanto sopra scritto anche per "rispondere" ad "Allimanu" (a proposito complimenti per come si esprime) tranquillizzandolo sul fatto che spesso dietro aspetti "apparentemente" estetici come l'espressione linguiistica si nascondono delle enormi opportunità per coloro che sanno approfittarne!!!!!!
 lavori in corsu
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
allimanu appunto siamo realisti,
il corso si sta spegnendo piano piano, e non ti chiedi come mai?!
la lingua italiana può essere (come lo era in passato)) solo un grande aiuto se lo si vuole cogliere..
anche l' inno della Corsica è stato scritto in italiano http://it.wikipedia.org/wiki/Dio_vi_salvi_Regina
e non mi pare incapibile per un corso, mi chiedo sempre come mai?!
visto che come dici tu, il corso e italiano ti sembrano così distanti...al pari del francese..come si può negare l' evidenza?!

che ai corsi non interessi ormai più purtroppo non può che accellerare la francesizzazione e poi la fine della propria lingua e con essa la propria cultura ecc..

Il Nizzardo Garibaldi affermò il 19 maggio 1882 "la Corsica e Nizza sono francesi come io sono tartaro".
sia chiaro nessuno vuole far tornare la Corsica in Italia, fughiamo ogni dubbio e le paure subito,
meglio che rimanga francese, tra l' altro forse ci sono politici un pò (ma solo di poco) più seri che in italia,
non si tratta di irredentismo per carità basta con queste polemiche, si tratta solo di ristabilire le coordinate che sono andate un pò perse in questi ultimi centinaia di anni..;-)

mi chiedo poi secondo te perchè PAsquale (non PAscal) Paoli lasciò nel proprio testamento una somma di denaro per l università di Corte affinche si insegnasse in italiano (università chiusa dai francesi per più di 150 anni evidentemente affinche si incrementasse la francesizzazione) e tuttora non sia rispettata la sua volontà??!!
secondo te Paoli voleva la fine del corso per far posto all' italiano oppure pensava che le 2 cose fossero convergenti e andassero di pari passo??

senza polemica, nessuno si sogna di imporre una lingua che naturalmente c'era già,
da 240 anni ve ne hanno già imposta una così tanto bene che addirittura non si capisce più bene chi ha fatto cosa.

tuttavia lasciamelo dire, non penso che i tuoi antenati (che sono anche i nostri..) la penserebbero come te e la maggior parte dei corsi di adesso.. ma và bene così, le persone passano ma le idee delle Grandi persone come Paoli rimangono..
http://co.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Paoli
nemo propheta in patria

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