A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

Paoli, ma quale?

 Allimanu
Sabato 27 Ottobre 2012

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[Ignorare]

Ite missa est
 Allimanu
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Je n'ai pas trouvé de raisonneur dans cette rubrique jusqu'a présent. Seulement des gens incapables de poursuivre un dialogue constructif pour faire d'une facon ou d'une autre progresser ce probleme qui pour l'instant et, a cause de gens arrogants et surs d'etre du bon coté se refuse a vouloir voir que les autres ont aussi des argument valables.
Je resume: 1)pas d'intention de synthèse.
2) pas d'idées ni de propositions pour atteindre le but envisagé.
3) pas d'idées concrètes du but a atteindre.
 Allimanu
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Je n'ai pas trouvé de raisonneur sur cette rubrique seulement des gens trop surs d'eux et incapables d'un dialogue constructif. Pas de propositions valables pour atteindre le but que les amateurs d'italien se sont donné. Pas la moindre acceptance pour les idées de gens qui ont d'autres regards sur le probleme. Ce n'est pas comme cela que vous pourrez convaincre les corses de participer a votre projet.
 Paul Colombani
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Les gens qui interviennent sur le Forum ne font pas nécessairement partie du groupe A Viva Voce. Ce n'est pas le cas de nos hôtes italiens qui sont les bienvenus mais n'ont pas de propositions précises à faire, même s'il est bien naturel qu'ils sympathisent avec des gens qui défendent une culture qui est aussi la leur.
En ce qui concerne les arguments de fond il faut les chercher dans les rubriques Opinioni et Articoli et ce sont des Corses qui les ont développés.
Par ailleurs, une revue est un lieu de rencontre. Le seul fait de se retrouver, d'échanger des idées est en soi positif.
Amitiés
 Maurizioi per la nostra Lingua
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caro Allimanu, scusa se intervengo ancora una volta. Non lo faccio per toglierti il piacere dell'ultima parola ma solo per fare un paio di considerazioni.
Forse nella tua foga non te ne sei reso conto ma finora tutti gli "arroganti" còrsi amanti dell'italiano di cui tu parli hanno espresso sul loro sito còrso delle idee che hanno motivato non solo con ragionamenti e teorie astratti ma soprattutto presentando consistenti testimonianze documentali.
Quanto agli "arroganti" "presuntuosi" e "impiccioni" italiani che partecipano al forum trovamene uno che non sia intervenuto in questa discussione con civiltà, pacatezza, educazione e grande rispetto per la Corsica e i còrsi.
Se c'è stato qualche piccolo accenno di polemica, lo avrai notato, non si è certo diretto verso la Corsica, che non consideriamo Italia e all'Italia non vogliamo assimilare, quanto verso la nostra stessa bella Nazione che purtroppo vediamo in un momento di grave crisi.
Il nostro interesse per il sito non è dovuto solo al fatto che tratta di lingua e cultura italiane, argomento che ovviamente ci appassiona, riferendosi ad un patrimonio che, se permetti, è anche (ma non solo) nostro ma soprattutto perché le tesi che espone, proprio per via di quelle testimonianze di cui ho detto, ci appaiono convincenti.
Vi sono poi alcune evidenze, come l'uso dell'italiano da parte di patrioti, scrittori e semplici cittadini còrsi per tanto tempo dopo il passaggio alla Francia e la miriade di lapidi in italiano presenti in Còrsica e non risalenti ad epoche di dominazioni italiane di fronte alle quali non possiamo chiudere gli occhi. Magari la cosa può non piacerti ma non è colpa nostra se queste cose esistono!
Sarebbe stato bello, interessante e stimolante per tutti se tu avessi espresso il tuo disaccordo con la rivista contestando questi documenti, queste evidenze e queste opinioni motivate riportando altri studi, altre prove, altre evidenze e spiegando più concretamente i motivi delle tue opinioni, anche chiarendo qualche mistero, primo fra tutti l'uso dell'italiano da parte di Paoli che, forse lo abbiamo scordato, rimane ancora il tema di questa discussione.
Purtroppo, scusa se te lo faccio notare, questo, tranne in una occasione e in modo piuttosto superficiale non è mai accaduto.
A persone che ti hanno sempre trattato gentilmente e direi anche con simpatia e che si sono limitate educatamente ad esporre le loro idee e ragionamenti e a porsi solo qualche domanda hai invece sempre opposto solo un muro fatto di "non è vero", "non posso crederci" "non è così" "i còrsi non la pensano così" accompagnato da un crescendo di nervosismo, irritazione e fastidio che, dato il contesto, appaiono del tutto sproporzionati.
Invece di dircene di tutti i colori e di trattarci da impiccioni, presuntuosi, falsi e altre gentilezze del genere non era meglio che tu dicessi semplicemente che non te ne importa nulla che le tesi di "A Viva Voce" siano o meno giustificate e che ti danno fastidio e ti irritano solo perché non sono conformi a quelle della corrente di pensiero, maggioritaria, in cui ti riconosci? Sarebbe più semplice e comprensibilissimo oltre che più sincero, non credi?
Ho trovato un proverbio che dice: Quandu da la forza à la raghjoni cuntrasta, vinci la forza e la raghjoni ùn basta." Può darsi.
Io preferisco questo: "La voix de la majorité n'est aucune preuve de justice"
(Friedrich Schiller)
Ora, se ti fa sentire meglio, comprimi pure di insulti. Per quanto mi riguarda ti saluto invece senza alcuna antipatia e rancore e con molta cordialità.
Per me la discussione su Paoli finisce qui. Evidentemente mi sono sbagliato: usava una lingua "mediterranea" influenzata da qualche idioma romanzo a me sconosciuto
Fine.
 Ghjiulio
Lunedi 29 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Da poco leggo il froum ed effettivamente ho potuto capire che forse (e qui alimannu può aver colto il problema) almeno nel forum c'é il rischio di mancanza di concretezza soprattutto da parte degli Italiani che scrivono, sono solidali ma non hanno proposte concrete e forse sono "annebbiati" dall'amore verso la loro lingua. Provo a lanciarne una semplice. Per un periodo credo che un importante giornale quotidiano italiano, per favorire gli scambi transfrontalieri Francia-Italia almeno una volta la settimana avesse una pagina bilingue. Pensate ad uno spazio di Corse Matin (anche settimanali o mensili còrsi andrebbero altrettanto bene, qualcuno di voi conosce sicuramente meglio di me il panorama della carta stampata dell'isola) con alcuni articoli nelle tre lingue. Leggendo il forum ritengo che problemi a reperire esperti in grado di tradurre non ve ne siano (io comunque offro la traduzione gratuita còrso - italiano e francese - italiano).
Buona settimana a tutti
Ghjiulio
 Enrico
Mercoledi 31 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Se vogliamo parlare di concretezza, io domando chi deve mostrare concretezza? Certo io personalmente sono realista e sono altresì cosciente che la Corsica è ormai interamente infranciosata e quindi ammiro ancora di più il tentativo di questa Redazione di cercare di salvare quel che resta dell'Anima isolana. Ma portare proposte e concretezza li devono attuare chi ha il problema. I moltissimi corsi che leggono questo Forum si fanno un'idea su un problema che forse non si sono mai posti. Può essere che alcuni di essi dopo avere studiato un po' i contenuti si sentano di approvare queste verità scomparse dalla Storia come nel triangolo delle Bermude......Certo da qui ad intervenire attivamente ce ne corre ma l'iniziativa ha raggiunto comunque il suo obbiettivo.
Gli italiani che intervengono qui cosa possono fare se non manifestare continuamente l'appoggio a rivitalizzare l'identità corsa attraverso la lingua?
Sono i corsi che debbono (se vogliono) prendere coscienza dei valori che stanno perdendo e attuare le iniziative culturali-politiche-sociali-economiche per invertire la tendenza.
Questo ,a mio parere ,rappresenta anche una strada per cercare l'inizio di un processo rivolto a fare uscire la Corsica dalla logica coloniale in cui versa da 240 anni.
Ma le iniziative dovrebbero sempre nascere dai cittadini corsi desiderosi di vivere in una Corsica migliore di quella attuale
 Ghjiulio
Lunedi 5 Novembre 2012

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[Ignorare]
Arrivo da poco da un viaggio oltre frontiera terrestre (italiana) dove il 75% delle persone ha cognomi del tipo "Viale", "Barberis", "Musso", "Ghibaudo" e "Agostini"........ ma della cultura che almeno sino al 1860 era totalmente orientata verso quella della penisola vi sono moltiissime tracce ma "concretamente" alla gente di quel posto non frega assolutamente nulla del loro passato sia perché anche lì vi è stato un processo di "francesizzazione" pesante come solo questi ultimi sanno fare ma anche perché e soprattutto stanno bene nello stato dell'esagono....e come dar loro torto........la frontiera italiana é vicina e le differenze le vedrebbe pure un cieco. In quell'area si respira comunque un'aria "familiare" perché, vista la prossimità, c'é una continua costante forte presenza di persone di madre lingua italiana sia per motivi turistici che per motivi di lavoro in aggiunta ad una periodica immigrazione (solo in un senso). In Corsica, concordo quindi totalmente l'opinione di Enrico, tutta questa "gioia" di fare parte dello stato continentale non traspare anzi ed é altrettanto certo che é dagli isolani che deve partire questo tentativo di recupero della loro identità!!!!!! In questo sito sono soprattutto gli italiani a manifestare opinioni (sempre solidali verso i còrsi ovviamente) , "non ci resta" che augurarci che ciò sia da stimolo affinché gli isolani colgano questa opportunità :"il recupero delle antiche tradizioni dovrà servire loro non solo culturalmente ma anche in altri ambiti per far fronte comune e compatto nelle cosiddette stanze dei bottoni". Per concludere in gergo sportivo: la palla é sicuramente e solo nei piedi, siano essi tifosi dell' ACA dello SCB o del GFC, dei nostri amici Còrsi!!! L'augurio é di fare goal!!!.- Da questa parte del Tirreno comunque sempre pronti a dare una mano concreta. Buona settimana a tutti.
 Enrico
Lunedi 5 Novembre 2012

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[Ignorare]
E' vero che nel nizzardo (credo che Giulio si riferisca a tale area) a nessuno interessi che la loro capitale prima della cessione era Torino però almeno i francesi hanno avuto il riguardo di indirre un referendum poi vinto a stragrande maggioranza a favore dell'annessione. Un ingegnere francese di Arles che frequentavo per lavoro circa vent'anni fa mi diceva che passato il fiume Varo "au delà de fleume Var ,ils ne sont pas francais" confermandomi l'esistenza di una diversità fra provenzali francesi ed occitani nizzardi. Stiamo parlando comunque di una regione ricca dove certi argomenti non fanno presa se non a livello di folklore e tale collocazione, decisa su una libera base di trattativa politica viene giustamente considerata non reversibile.
Sarebbe la stessa cosa se la città di Bellinzona(CH) piena nel suo centro storico di mosaici rappresentanti il Biscione Visconteo attestante a quel tempo la sua devozione al ducato di Milano desiderasse oggi dopo 5 secoli un ritorno alla Lombardia solo perchè il dialetto con Milano è quasi lo stesso.
Il confronto con la Corsica secondo me non è lo stesso. La differenza la fa il trattamento subito qui più che altrove , segnato di sopraffazione e ingiustizia da parte dei vincitori.
E l'esperienza dice che la Storia la scrivono i vincitori e quindi questi hanno sempre ragione. Ma ciò non toglie che si possa raccontare la verità per chi fosse interessato a conoscerla magari più in dettaglio...
 Ghjiulio
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
Enrico, sono del tutto d'accordo ed il mio paragone voleva proprio dire questo ma paradossalmente se nella ex Contea di Nizza, bene o male un'influenza culturale italiana c'é (e male non fa) così come nel canton Ticino (qui fortissima basti vedere i programmi scolastici e poi la lingua madre é quella della penisola) in Corsica, per una serie infinita di ragioni no (utile sarebbe elencarle......). E ciò é ancor più paradossale in quanto é proprio in Corsica dove ve ne sarebbe più bisogno non certo per inesistenti velleità nazionalistiche italiane assolutamente non percepite, anzi, da nessuna delle 2 sponde del Tirreno ma solo perché:
da un lato si salverebbe la lingua còrsa e dall'altro, se ben canalizzato l'argomento, si otterrebbe ben di più, a vari livelli, dal forte potere centrale dell'esagono.
Il punto chiave é, molto lapalissianamente, far breccia nel cuore degli isolani e non é impresa facile per tante ragioni (ed anche qui sarebbe molto utile elencarle)......

 Ghjiulio
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
A proposito "Comment sauver la langue corse ? Tel est l'intitulé d'une nouvelle émission Place publique dont l'enregistrement débute à 18 heures (hier le 5 novembre) dans le respect de la formule habituelle......................" "Les journalistes des deux médias partenaires accueilleront trois acteurs de la question linguistique : Pierre Ghionga, chargé du dossier langue corse à l'exécutif territorial, Jean-Marie Arrighi, son homologue à l'Académie de Corse, et Michele Leccia, président du collectif Parlemu Corsu"...... Dal Corse Matin on line di oggi. Se qualcuno di "A viva voce" dalla Corsica ne sa qualcosa?
 Enrico
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
Si Maurizio ho visto il video del prof. Pastinelli.
In effetti sapevo che i giovani non amano parlare corso o sforzarsi a farlo perchè provano un senso di vergogna. Il comune senso del pudore tra i giovani e giovanissimi li porta a rifuggere la lingua locale probabilmente perchè è credenza diffusa che tale forma di comunicazione sia indice di persona poco acculturata, di basso profilo e adatta più a governare gli animali che a socializzare con le persone in città. I loro modelli di riferimento sono certamente i loro coetanei di Marseille , Lyon o Parigi.
A parte questa discutibile postura, bisogna poi considerare la scarsa o nulla conoscenza del lingua originale (la lingua madre è ormai il francese)che ostacola la comunicazione veloce specialmente tra i giovanissimi.
Credo che se al posto di questo timore di praticare la lingua dei loro avi subentrasse l'orgoglio sarebbe il primo passo per cercare un possibile quanto auspicato bilinguismo corso-francese
 Maurizio per la nostraLingua
Sabato 10 Novembre 2012

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[Ignorare]
A chiunque pensi che in Corsica siano solo dei professori amanti dell'italiano ad esser convinti che questa lingua sia appartenuta anche ai còrsi, faccia parte delle loro radici e che la sua progressiva eliminazione abbia danneggiato il còrso, consiglio di leggere questo interessante articolo di Guidu Antonietti che si può trovare sul link:
http://www.preavis.org/breche-numerique/article589.html.
Antonietti non è un italianista ma un architetto, fotografo e direttore di riviste culturali.
Il suo articolo, intitolato "Langue corse, langue française: co-officialité! " che la redazione del sito segnala apparso sul giornale digitale "A Stantara" il 15 marzo 2000, mi sembra un'analisi estremamente lucida sul perché il còrso, senza più l'appoggio dell'italiano sia entrato in crisi.
L'autore poi, già anni fa, proprio come Stéphane Pastinelli oggi e con osservazioni sostanzialmente coincidenti, dava un quadro desolante della situazione della sua lingua materna. Per frenarne la decadenza auspicava infatti che fosse al più presto resa obbligatoria nelle scuole dell'isola, al pari del francese.
Un obiettivo che, dopo anni, non mi risulta sia stato ancora raggiunto mentre il còrso, nonostante alcuni affermino la sua capacità di "cavarsela da solo" non mi pare proprio in ottima salute. Insomma, di nuovo: c'è qualcosa che non funziona, che "non gira".
Sempre da osservatore esterno, da straniero politicamente disinteressato, semplice appassionato della Corsica, della sua lingua e della lingua e cultura italiane, mi chiedo ancora una volta se le proposte dei "professori appassionati di italiano" che animano questo sito, che oltre a rivendicare le antiche radici vedono nel recupero della lingua italiana un puntello per mantenere viva la lingua còrsa, debbano essere considerate poi così assurde o poco concrete come alcuni sembrano credere.
Se io avessi in casa una persona cara agonizzante, che ho tanta paura di perdere, e vedessi che tutti i tentativi fatti per tenerla in vita sono risultati vani, credo non esiterei a richiedere al medico di provare qualunque altro rimedio!
 Ghjiulio
Lunedi 12 Novembre 2012

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[Ignorare]
Buona settimana a tutti. E' un po' che non scrivo niente ma, da ultimo arrivato, ho preferito leggere ed informarmi meglio prima di "parlare" di nuovo. Quanto scritto da Maurizio "A chiunque pensi che in Corsica siano solo dei professori amanti dell'italiano ad esser convinti che questa lingua sia appartenuta anche ai còrsi, faccia parte delle loro radici e che la sua progressiva eliminazione abbia danneggiato il còrso é in effetti precisamente l'interrogativo che mi son posto proprio ultimamente anche alla luce di ciò che ho potuto leggere su Corse Matin la settimana scorsa quando è stato dato risalto sul quotidiano alla trasmissione dibattito ["Comment sauver la langue corse ? Où les journalistes des deux médias partenaires accueilleront trois acteurs de la question linguistique : Pierre Ghionga, chargé du dossier langue corse à l'exécutif territorial, Jean-Marie Arrighi, son homologue à l'Académie de Corse, et Michele Leccia, président du collectif Parlemu Corsu".] La versione via web è sicuramente un estratto ma temo che accenni alla tesi "salviamo il corso appoggiandolo sull'italiano" non ne siano stati fatti. Credo che i fondatori di questo ammirevole e fantastico sito conoscano queste persone, sappiano come la pensino (e viceversa), e, se valga la pena interlocuire con loro o se costoro siano disposti ad ascoltarli. E' probabilmente da questo tipo di "rapporti" che dipende lo sviluppo di questa corrente di pensiero. Mi scuso se son stato troppo crudo-realista ma, personalmente, sono così. Nella mia vita alcuni sogni frutto di ideali, di certo non tutti, ci mancherebbe, sono riuscito a trasformarli in realtà.
 filippi giancarlo
Lunedi 12 Novembre 2012

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[Ignorare]
QUANDO EBBI IL PIACERE DI VISITRE LA CORSICA , CIRCA 40 ANNI FA, MI COLPI SUBITO LA QUANTITA DI NOMI ITALIANI CHE TROVAI
RIPORTATI SU UN ELENCO TELEFONICO INSIEME AI NOMI DI LUOGHI E VILLAGGI ESISTENTI IN ITALIA.
SONO UN CURIOSO E INGEGNERE DI PROFESSIONE. SONO QUINDI ABITUATO CERCARE SPIEGAZIONI LOGICHE E BASATE SU ELEMENTI CONCRETI.
QUESTO METODO MI PORTA A DELLE CONSIDERAZIONI CHE LASCO INTERPRETARE A CHI MI LEGGE SENZA CHE IO LO INFLUENZI CON LE MIE DEDUZONI DETTAGLIATE.
-
- ORIGINE DELLA INGUA CORSA MODERNA.
I NOMI IGTALIANI DELLE LOCALITA RAPPRESENTANO UN FENOMENO TIPICO DELLE GENTI CHE SI SPOSTANO DAL LORO TERRITORIO DI ORIGINE E VANNO A RIFONDARE UN NUOVO HABITAT . ( CANADA E STATI UNITI PER ESEMPIO) E' QUINDI EVIDENTE CHE QUESTE PERSONE CONSERVAVANO LA LORO PARLATA , VERNACOLO O DIALETTO CHE SIA INSIEME AD ELEMENTI CULTURALI E DI USO QUOTIDIANO . LA LORO INFLUENZA NEL PARLARE CORSO E' QUINDI A MIO PARERE INDISCUTIBILE
HO CONSULTATO UN VOCABOLARIO DI LINGUA CORSO - FRANCESE E MI PERMETTO DI CONSIGLIARE AL SUO AUTORE CHE PER DARE UNA SPIEGAZIONE ESATTA DEL SIGNIFICATO DI CERTE ESPRESSIONI DOVREBBE FARE QUALCHE RICERCA NEI VERNACOLI ITALIANI,
NON SOLLEVO ALTRI PARAGONI CON ELEMENTI POPOLARI TIPICI COME I "NICCI" ( DOLCE DI FARINA DI CASTAGNE DELL'APPENNINO TOSCANO CHIAMATI "NECCI") O IL "FIADONE" DEI PASTORI ABRUZZESI

QUESTI LAVORATORI CHIAMATI DAI PADRONI ITALIANI (NORMALMENTE APPARTENENTI AL RAMO CADETTO DI UNA FAMIGLIA RICCA E SPESSO NOBILE) PER GESTIRE LE LORO VASTE PROPRIETA IN CORSICA, SONO ARRIVATI, SPESSO HANNO FONDATO UN VILLAGGIO, SI SONO MISCHIATI NUMEROSISSIMI ALLA POPOLAZIONE LOCALE E NE HANNO INFLUENZATO USI COSTUMI E LINGUA
PENSO CHE DEI DISCENDENTI DELL'UOMO DI FILITOSA NE SIANO RIMASTI BEN POCHI ESEMPLARI .
NON COSI INVECE DEI COLONI E DEI PASTORI VENUTI REGOLARMENTE DALL'ITALIA
LA REGIONE DOVE SONO NATO, LA TOSCANA FACEVA PARTE DEL REGNO ETRUSCO , MA OGGI DI ETRUSCO E' RIMASTO BEN POCO (ELEMENTI ARCHEOLOGICI A PARTE).
UNA RICERCA FATTA A VOLTER RA , CITTA DI NOTE ORIGINI ETRUSCHE , HA RIVELATO CHE RESIDENTI CON IL DNA DEGLI ANTICHI ABITANTI CE NE SONO AL MASSIMO 3/5 %
QUINDI (E PARLO SOLO DA UN PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO NON MI SI PRENDA PER UNO SCIOVINISTA) LA PARLATA CORSA NON PUO DISCOSTARSI DAI FENOMENI LINGUISTICI TIPICI IN OGNI REGIONE DELLA PENISOLA
DANTE ALIGHIERI APPARTIENE ANCHE ALLA CULTURA CORSA.

- PASQUALE PAOLI
NON MI PARE CHE NELLO STUDIO DI QUESTO GRANDE PERSONAGGIO STORICO SI TENGA SUFFICIENTEENTE CONTO DELLA SUA FORMAZIONE CULTURALE E MILITARE MATURATA NELLA NAPOLI BORBONICA SALOTTO DELL EUROPA E PORTO DI FREQUENTE ATTRACCO DELLA FLOTTA INGLESE.
PER ESSERE ARRUOLATO NELL'ESERCITO REALE PASQUALE DOVEVA FAR PARTE DI UNA FAMIGLIA DI ALTO CENSO SOCIALE
CHE GLI PERMETTEVA DI CONOSCERE E FREQUENTARE PERSONAGGI IMPORTANTI COME L'AMMIRAGLIO NELSON E IL SUO AMICO BOSWELL , CONOSCENZE CHE POI GLI SONO STATE UTILI PER I SUOI PROGRAMMI POLITICI.
IN QUALCHE DOCUMENTO D'ARCHIVIO HO LETTO CHE LE ARMI CHE SERVIVANO AL SUO ESERCITO VENIVANO DA NAPOLI,
PURTROPPO NON HO ANNOTATO IL RIFERIMENTO DOCUMENTALE PRECISO VISTO CHE LA NOTIZIA SERVIVA SOLO ALLA MIA CONOSCENZA.
LA SITUAZIONE POLITICA DELLA CORSICA ERA MOLTO SIMILE A QUELLA DI MOLTE REGIONI ITALIANE IN CUI IL FERMENTO DELLA LIBERTA COMINCIAVA A MANIFESTARSI. OGNUNA PER SUO CONTO, MA TUTTE CON UN LEGAME UNICO : LA CULTURA E LA LINGUA DI DANTE. COME LA CORSICA.

FERMO QUI IL MIO SPROLOQUIO.

MI FAREBBE PIACERE UN COMMENTO DEL PROF. COLOMBANI PER RICEVERE IL CORAGGIO DI CONTINUARE SU ALTRI ARGOMENTI RELATIVI AL TEMA CORSO.

MI DISPIACEREBBE INOLTRE CHE QUALCHE QUALCUNO FIERO DELLA SUA "CORSITUDINE" ME NE VOLESSE.
MI PERMETTO DI FARGLI OSSERVARE CHE LA SUA AMATA ISOLA HA DATO LE ORIGINI A MOLTI UOMINI ILLUSTRI CHE HANNO MERITATO CELEBRITA E MONUMENTI IN ITALIA.

VALORIZZARE QUESTO ASPETTO NON MI PARE UN ATTO DI SERVILISMO , MA AL CONTRARIO , ESPORRE UN VALORE IMPORTANTE CONTRO TUTTI QUELLI CHE EVIDENZIANO SOLO IL LATO DEL FOLKLORE E CHE POCO A POCO ALLONTANANO I CORSI DALLA LORO VERA REALTA STORICA E CULTURALE.







 Ghjiulio
Giovedi 22 Novembre 2012

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[Ignorare]
Buon giorno a tutti é un po' di giorni che non scrivo nulla sia perché ho poco tempo e soprattutto perché tento di documentarmi, a proposito, sono molto dispiaciuto dei tanti omicidi che stanno insaguinando l'isola, un' isola stupenda che sembra non trovare mai pace!!!! Volevo solo segnalare che attentamente ma con la consueta fretta ho letto un po' di storia della Val d'Aosta (su wikipedia) e mi sono reso conto della mia totale ignoranza in materia. E' stata una lettura utile che mi ha fatto capire tante cose ma per tante altre non ha fatto altro che alimentare interrogativi.
Culturalmente parlando (ovviamente) la Valle d'Aosta sta alla Francia come la Corsica sta all'Italia. Ma.....leggere per vedere le differenze.
 filippi giancarlo
Domenica 25 Novembre 2012

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[Ignorare]
SONO SORPRESO CHE QUANDO SI SOLLEVA IL PROBLEMA DELLA LINGUA CORSA SI EVITI DI CONSIDERARE CHE:
LA MAGGIOR PARTE DEI NOMI DI FAMIGLIA CORSI SONO ITALIANI. SEGNO CHE A UNA CERTA EPOCA IL SIG XX E' VENUTO IN CORSICA PORTANDOSI DIETRO IL SUO BAGAGLIO DI LINGUA, CULTURA ,ABITUDINI ETC ETC.
-QUALE SPIEGAZIONE SI DA AL FATTO CHE NUMEROSISSIMI NOMI DI LUOGHI ,PAESI E CITTA ESISTONO ANCHE IN ITALIA?
-PASQUALE PAOLI QUANDO HA CHIAMATO CON LO STESSO NOME DI UN LUOGO VICINO A NAPOLI 'ISOLA ROSSA L'HA DEFINITO COSI OPPURE L'HA SCRITTO "ISULA ROSSA?"
NEL CORSO. DEI SECOLI SI E' VERIFICATO UN NUTRITISSIMO AFFLUSSO DI PERSONE DALLA PENISOLA PER VENIRE A LAVORARE INVIATE DAI PADRONI , O PER RIFARSI UNA VITA.
E QUESTE PERSONE CHE LINGUA PARLAVANO SE NON IL DIALETTO O VERNACOLO ITALIANO CHE ERANO SOLITI USARE?
NON MI PARE CHE IL FENOMENO LINGUISTICO CHE SI E' SVILUPPATO IN ITALIA POSSA ESSERE RITENUTO DIVERSO DALLO STESSO FENOMENO DELL'SOLA DI CORSICA
QUANTI CORSI SANNO CHE ORVIETO E URBINO SONO CTTA IN CUI ESISTE TUTT'ORA UN QUARTIERE DETTO "QUARTIERE DI CORSICA?
E CHE A ROMA IL PORTO DEL TEVERE ERA GESTITO DAI CORSI CHE AVEVANO IN MANO IL COMMERCIO DEL PESCE?
E QUANTI INTELLETTUALI CORSI HANNO OPERATO CON ESTREMO SUCCESO IN ITALIA, NEGLI OSPEDALI O NELLE SCUOLE ?
L'ITALIANO E LA SUA CULTURA APPARTIENE ALLA GENTE DELL'ISOLA ESATTAMENTE COME ALLA GENTE DELLA PENISOLA.
PERCHE CERTI CORSI INVECE DI FARE DELLE SEMPLICI INDISCUTIBILI CONSTATAZIONI SI LAMBICCANO IL CERVELLO PER CERCARE
DI DIMOSTRARE DI ESSERE ESMPLARI UNICI CHE NON HANNO NULLA A CHE FARE CON GLI TALIANI.?
RINUNCIANO COSI AD UN TESORO ARTISTICO E CULTURALE CHE LI METTEREBBE INVECE IN PRIMO PIANO DIFRONTE ALL'INTEGRAZIONE TOTALE CHE LA FRANCIA HA INIZIATO FIN ALL'ARRIVO DEL GNERALE MARBEUF, IL QUALE PERALTRO QUANDO PUBBLICAVA EDITTI E MANIFESTI COME ADESEMPIO QUELLO IN CUI ORDINA ALLE MOGLI DEI PAOLISTI DI ANDARE A RAGGIUNGERE I LORO MARITI A LIVORNO , PENA LA PRIGIONE, ERA COSTRETTO A SCRIVERLI IN ITALIANO PER FARSI CAPIRE.?
LE CONSIDERZIONI LOGICHE E PROBANTI CHE DIMOSTRANO IL PROFONDO LEGAME CHE UNISCE LA CORSICA ALLE REGIONI ITALIANE SONO INDISCUTIBILI , DIREI "LAPALISSIANE" NON CAPISCO PERCHE QAULCUNO CERCA DI OFFUSCARNE L'EVIDENZA E SOPRATTUTO A CHE PRO


 Ghjiulio
Lunedi 26 Novembre 2012

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[Ignorare]
Buona settimana a tutti, ho letto con attenzione Maurizio e Giancarlo e anche l'articolo di M.J. Vinciguerra. Che dire se non che ancora una volta la storia "se la prende con il più debole". Quando trenta anni fa misi il piede per la prima volta sull'isola mi domandai "Ma la toponomastica in che lingua é? Perché troviamo sia S.Florent sia Porto Vecchio e non, piuttosto "Vieux Port"?Quando fu adottata la doppia dicitura, con l'aggiunta del corso, capii sostanzialmente che quella ufficiale era stata mantenuta (tranne che in pochi casi) in....italiano, o meglio, in TOSCANO.
Ho volutamente specificato in toscano perché é così che anche il Signor. Vinciguerra ha preferito qualificare la lingua scritta di Corsica fino al XIX secolo. Si rivolgeva ad una platea di soli còrsi (su "Corse Matin" prima e, se ho ben capito su "Corsica" poi). La cautela nell'affiancare l'aggettivo "Còrso" a quello "Italiano" è assolutamente opportuna e giustificabile. A partire dalla fine della prima guerra mondiale sino al contemporaneo sogno europeo l'appeal che la penisola ha potuto esercitare verso l'altra sponda del Tirreno quale é, complice anche una continua ed a volte neppure troppo sana competizione e rivalità con la Francia. In questa "gara", dal punto di vista economico ("spread" PIL - PIB - evasione fiscale) , sociale, dell'equità sociale, della politica, della corruzione, dell'ordine pubblico, che idea si possono essere fatti gli isolani con la televisione sintonizzata su TF1 della penisola a loro assai vicina............Oggi su le Figaro si parla della visita di Valls e nei vari articoli le uniche due parole utilizzate di matrice italiana sono "Mafia" ed "Omerta"!!!!!! Sono purtroppo questi ormai i termini di giudizio prevalenti con cui vieni "bollato" internazionalmente (per certi aspetti giustamente e per altri no e comunque 60 milioni di persone non sono tutte uguali). La cultura, la lingua (che della prima é espressione), l'arte, la letteratura, la poesia, nella società degli spread, dei PIL - PIB non fanno notizia. Ma siccome in Corsica é di questi ultimi temi che si sta discutendo con lo scopo di salvare l'identità locale, per favore, chiamatela "toscana", "peninsulare", "italica" ma non gettatela in mare, é oggettivamente valida, "unica" e, soprattutto "E' ANCHE LA VOSTRA"
 giancarlo
Lunedi 26 Novembre 2012

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[Ignorare]
Mi permetta ghjulio di fare u una piccola critica al suo articolo .
Io credo che la natura di queste pagine sia basata solamente sulla messa in luce della verita' storica e culturale .
Gli elementi che trattiamo scaturiscono unicamente dalla presentazione di dati indiscutibili che nulla hanno a che vedere con fatti politici e valutazioni polemiche di parte. Che certi francesi quando parlano degli italiani li definiscono spesso mafiosi e omertosi e' luogo comune.
Potremmo rispondere loro per le rime ma sarebbe come abbassarsi ad un dialogo scadente di gente da poco.
Stiamo parlando qui di storia e di cultura. Spero che le nostre argomentazioni contribuiscano a far ritrovare alla gente corsa le loro radici e la loro nobilta' culturale .
in fondo siamo fratelli ed e' giusto che ci ritroviamo dopo che tanti avvenimenti ci hanno allontanati
Pace e salute come si dice tra buoni corsi
 Ghjiulio
Martedi 27 Novembre 2012

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[Ignorare]
Gentile Giancarlo, mi son lasciato trasportare dall'enfasi e non mi sono espresso chiaramente, mi scuso per questo. In sintesi volevo solo dire, riassumendo, che storia, lingua e sane tradizioni accomunano le due sponde del Tirreno e che è assolutamente un delitto non incentivare il rinascere di questo scambio.
E', ritengo, una posizione che fa onore alla storia e può aiutare molto i Còrsi a ritrovare una propria identità e che personalmente condivido e sostengo. Ma, purtroppo credo, almeno per ora, che sia "elitaria" in quanto quasi 300 anni di vita divergenti (e con uno Stato italiano - sottolineo "Stato" che raramente ha goduto di buona reputazione a livello internazionale, sia per propri demeriti sia per giudizi a volte non obiettivi nei suoi confronti) hanno fortemente allontanato la maggior parte dei Còrsi dalle loro radici. Più semplicemente, forse, più che allontanare sarebbe più corretto dire che "il quadro generale non ha contribuito a far riavvicinare le due realtà". Pace e salute!!!

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