A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

Paoli, ma quale?

 lavoriincorsu
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
x allimanu:
Ma al tempo di Paoli (nel 1700) si parlava in corso giusto?!
a scuola che lingua si insegnava?
la lingua ufficiale era l' italiano (per i documenti notarili, la giustizia e nei salotti colti..) e se a scuola si insegnava l' italiano (e non il francese) e tutti comunquue parlavano in corso, allora l' italiano non danneggiava il corso,
anche i maggiori intellettuali corsi venivano a studiare nelle università italiane e per quale motivo?
per allontanarsi dalla lingua corsa? o per mantenerla in vita?
a parte tutti gli studi a cui vogliamo rifiutarci di credere, io da italiano capisco quasi tutto della lingua corsa parlata e scritta, e tu altrettanto della lingua italiana,
potremmo dire la stessa cosa di un francese?
secondo te un francese capirebbe tutto o quasi di quello che diciamo o scriviamo?

sta di fatto che il corso in corsica si sta spegnendo,
fai allora un ragionamento utilitaristico, senza credere agli studi alla storia o altro ecc.. quale lingua gioverebbe di più alla causa corsa?

ma se come dici tu Allimanu la lingua italiana al pari del francese danneggia il corso, allora l'italiano e il corso non dovrebbero avere niente a che vedere e quindi come mai spiegami il motivo per cui riusciamo a capirci e a comunicare così bene??
mistero..;-))
 Maurizio per la nostra Lingua
Mercoledi 24 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caro Allimanu,
ma guarda che nessuno pensa che tu sia "filo francese"!
Credo che tutti abbiano capito che la tua idea di Corsica è quella di una nazione indipendente in cui si usa solo il còrso. Giusto?
La tua è un'opinione rispettabile che si affianca a quelle, ugualmente rispettabili per me che sono italiano e quindi fuori dalla mischia, di chi immagina invece una Corsica dotata di un'autonomia più o meno ampia o di chi, pur essendo còrso, sente meno, poco o addirittura per niente (credo esistano anche questi) il problema della salvaguardia della lingua e dell'identità isolane.
Quello di "A Viva Voce" è un sito/rivista culturale che ovviamente non si rivolge a quest'ultima categoria di persone ma può fornire invece a tutti gli altri còrsi, qualunque siano le loro idee, spunti molto interessanti per conservare la loro identità.
Perché gli animatori di "A Viva Voce" siano convinti che i còrsi debbano riscoprire le loro radici e riappropriarsi anche dell'italiano, soprattutto per aiutare il còrso, è presto detto. Oltre che persone di grande esperienza, conosciute in Corsica, in Francia e all'estero per serietà, preparazione e cultura, sono quasi tutti anche dei professionisti della lingua italiana, che conoscono quindi profondamente in ogni suo aspetto.
È difficile dunque che possano essere imbrogliati dalle tante inesattezze che si dicono oggi sulla storia e l'uso dell'italiano in Corsica e sulle origini e lo sviluppo della lingua còrsa, toscanizzatasi fin dal Medioevo, ed è naturale e logico che considerino l'italiano qualcosa che appartiene anche ai còrsi e non un pericolo ma una grande risorsa per la vostra lingua che non vedo proprio come potrebbe danneggiare.
Quanto agli italiani come Enrico, me ed altri che intervengono sul forum e si interessano del sito condividendone le tesi, non lo fanno certo per "impicciarsi" dei vostri affari ma perché vi riconoscono invece diversi dagli altri abitanti dello Francia, vicini. Non scambiare dunque per indebita ingerenza quello che invece è un implicito riconoscimento della vostra particolarità, specialità ed una dimostrazione di rispetto, solidarietà ed amicizia, sarebbe ingiusto e ingeneroso!

Ciao, anzi, salute!
 Allimanu
Giovedi 25 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Siamo adesso un po realista, quanto corsi chi pensano come me scrivano in questo foro. Pocchi pochissimi. Se questo non e la prova che per la maggioranza di i corsi il vostro modo di pensare va a l'incontro del modo di pensare di i corsi, allora non volete capire niente. Quelli che scrivano sul foro sono tutti, come gia detto, del' amatori della lingua italiana. Niente a dire per questo, pero se vogliono fare la corte a l'italiano che se ne vadono a Firenze o Bologna. Io tanto mi sono stancato di dare capo a tutte queste chimere, finisco la polemica.
 Enrico
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Caru Allimannu,
scrive in corsu un'he micca proibitu nanta u' situ di Vivavoce. (hè u' situ corsu 100% e tu si a casa!)
Se un' ti garba scrive taljanu ci face assai piace di leghje i' to interessanti cummenti in lingua di Corsica. Credu que parlà e scrive corsu hè necessariu pe' salvà a' vera identità di a' Corsica





 Giulio
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Buon giorno a tutti. Amo e rispetto tutte le lingue perché dietro ogni idioma c'é la storia di un popolo. Trovo incantevole il corso, lo ammetto, perché mi ricorda tanto l'italiano della letteratura classica. (lo capisco al 100% ..........). Adoro la Corsica e la ritengo la più bella isola del Mediterraneo (non conosco Cipro) ed auguro alla Corsica di non fare mai parte della Repubblica Italiana in quanto gli italiani non hanno assolutamente nel loro DNA la qualità di saper gestire bene ed onestamente uno stato. Non mi interesso assolutamente di politica ma, purtroppo, oggi senza la "politica" e l'"economia" (entrambe strettamente legate) non si fa nulla. Vado al dunque: sono d'accordo con l'opinione ricorrente sul sito secondo la quale per salvare il Còrso probabilmente l'italiano avrebbe un ruolo importante. Nel sito sono citati esempi come il Lussemburgo, la Svizzera Italiana ed altri. Non sono tutti uguali però questi paragoni e quello più "opportuno" e più utile alla causa còrsa mi pare quello della Valle d'Aosta. Ai Valdostani non importa granché del francese (anche se una lingua importante in più conosciuta dalla gente e per di più la lingua dello stato più vicino è sempre utile) ma questa scelta viene interpretata dallo stato centrale (Roma) come un segno di distinzione, di autonomia. La Vallée d'Aoste ha ottenuto così lo scopo di mantenere viva la lingua locale (che è comunque molto più simile all'Italiano che al Francese) ma soprattutto ha ottenuto lo statuto di Regione autonoma con una serie di benefici importanti (ad esempio dal punto di vista economico la benzina costa per i residenti molto meno che nelle altre zone d'Italia). Per concludere: l'accoppiata lingua propria supportata dall'italiano che aiuta a rafforzare una propria identità CORSA fa sicuramente bene alla cultura ma assolutamente non solo a quella. Sono tantissime le mie esperienze di vita a supporto di tale teoria (per motivi di lavoro conosco benissimo le relatà della Svizzera italiana e di una area geografica importante dell'attuale confine terrestre Francia Italia).Il multilinguismo fa solo bene a chi lo sa usare, importante é tenere fuori politica, razzismo e nazionalismi!!!!!!! Quanto sopra scritto anche per "rispondere" ad "Allimanu" (a proposito complimenti per come si esprime) tranquillizzandolo sul fatto che spesso dietro aspetti "apparentemente" estetici come l'espressione linguiistica si nascondono delle enormi opportunità per coloro che sanno approfittarne!!!!!!
 lavori in corsu
Venerdi 26 Ottobre 2012

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[Ignorare]
allimanu appunto siamo realisti,
il corso si sta spegnendo piano piano, e non ti chiedi come mai?!
la lingua italiana può essere (come lo era in passato)) solo un grande aiuto se lo si vuole cogliere..
anche l' inno della Corsica è stato scritto in italiano http://it.wikipedia.org/wiki/Dio_vi_salvi_Regina
e non mi pare incapibile per un corso, mi chiedo sempre come mai?!
visto che come dici tu, il corso e italiano ti sembrano così distanti...al pari del francese..come si può negare l' evidenza?!

che ai corsi non interessi ormai più purtroppo non può che accellerare la francesizzazione e poi la fine della propria lingua e con essa la propria cultura ecc..

Il Nizzardo Garibaldi affermò il 19 maggio 1882 "la Corsica e Nizza sono francesi come io sono tartaro".
sia chiaro nessuno vuole far tornare la Corsica in Italia, fughiamo ogni dubbio e le paure subito,
meglio che rimanga francese, tra l' altro forse ci sono politici un pò (ma solo di poco) più seri che in italia,
non si tratta di irredentismo per carità basta con queste polemiche, si tratta solo di ristabilire le coordinate che sono andate un pò perse in questi ultimi centinaia di anni..;-)

mi chiedo poi secondo te perchè PAsquale (non PAscal) Paoli lasciò nel proprio testamento una somma di denaro per l università di Corte affinche si insegnasse in italiano (università chiusa dai francesi per più di 150 anni evidentemente affinche si incrementasse la francesizzazione) e tuttora non sia rispettata la sua volontà??!!
secondo te Paoli voleva la fine del corso per far posto all' italiano oppure pensava che le 2 cose fossero convergenti e andassero di pari passo??

senza polemica, nessuno si sogna di imporre una lingua che naturalmente c'era già,
da 240 anni ve ne hanno già imposta una così tanto bene che addirittura non si capisce più bene chi ha fatto cosa.

tuttavia lasciamelo dire, non penso che i tuoi antenati (che sono anche i nostri..) la penserebbero come te e la maggior parte dei corsi di adesso.. ma và bene così, le persone passano ma le idee delle Grandi persone come Paoli rimangono..
http://co.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Paoli
nemo propheta in patria
 Allimanu
Sabato 27 Ottobre 2012

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[Ignorare]

Ite missa est
 Maurizio per la nostra Lingua
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
«Qui ne peut attaquer le raisonnement attaque le raisonneur.»
(Paul Valery)
 Allimanu
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Je n'ai pas trouvé de raisonneur dans cette rubrique jusqu'a présent. Seulement des gens incapables de poursuivre un dialogue constructif pour faire d'une facon ou d'une autre progresser ce probleme qui pour l'instant et, a cause de gens arrogants et surs d'etre du bon coté se refuse a vouloir voir que les autres ont aussi des argument valables.
Je resume: 1)pas d'intention de synthèse.
2) pas d'idées ni de propositions pour atteindre le but envisagé.
3) pas d'idées concrètes du but a atteindre.
 Allimanu
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Je n'ai pas trouvé de raisonneur sur cette rubrique seulement des gens trop surs d'eux et incapables d'un dialogue constructif. Pas de propositions valables pour atteindre le but que les amateurs d'italien se sont donné. Pas la moindre acceptance pour les idées de gens qui ont d'autres regards sur le probleme. Ce n'est pas comme cela que vous pourrez convaincre les corses de participer a votre projet.
 Paul Colombani
Domenica 28 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Les gens qui interviennent sur le Forum ne font pas nécessairement partie du groupe A Viva Voce. Ce n'est pas le cas de nos hôtes italiens qui sont les bienvenus mais n'ont pas de propositions précises à faire, même s'il est bien naturel qu'ils sympathisent avec des gens qui défendent une culture qui est aussi la leur.
En ce qui concerne les arguments de fond il faut les chercher dans les rubriques Opinioni et Articoli et ce sont des Corses qui les ont développés.
Par ailleurs, une revue est un lieu de rencontre. Le seul fait de se retrouver, d'échanger des idées est en soi positif.
Amitiés
 Ghjiulio
Lunedi 29 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Da poco leggo il froum ed effettivamente ho potuto capire che forse (e qui alimannu può aver colto il problema) almeno nel forum c'é il rischio di mancanza di concretezza soprattutto da parte degli Italiani che scrivono, sono solidali ma non hanno proposte concrete e forse sono "annebbiati" dall'amore verso la loro lingua. Provo a lanciarne una semplice. Per un periodo credo che un importante giornale quotidiano italiano, per favorire gli scambi transfrontalieri Francia-Italia almeno una volta la settimana avesse una pagina bilingue. Pensate ad uno spazio di Corse Matin (anche settimanali o mensili còrsi andrebbero altrettanto bene, qualcuno di voi conosce sicuramente meglio di me il panorama della carta stampata dell'isola) con alcuni articoli nelle tre lingue. Leggendo il forum ritengo che problemi a reperire esperti in grado di tradurre non ve ne siano (io comunque offro la traduzione gratuita còrso - italiano e francese - italiano).
Buona settimana a tutti
Ghjiulio
 Enrico
Mercoledi 31 Ottobre 2012

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[Ignorare]
Se vogliamo parlare di concretezza, io domando chi deve mostrare concretezza? Certo io personalmente sono realista e sono altresì cosciente che la Corsica è ormai interamente infranciosata e quindi ammiro ancora di più il tentativo di questa Redazione di cercare di salvare quel che resta dell'Anima isolana. Ma portare proposte e concretezza li devono attuare chi ha il problema. I moltissimi corsi che leggono questo Forum si fanno un'idea su un problema che forse non si sono mai posti. Può essere che alcuni di essi dopo avere studiato un po' i contenuti si sentano di approvare queste verità scomparse dalla Storia come nel triangolo delle Bermude......Certo da qui ad intervenire attivamente ce ne corre ma l'iniziativa ha raggiunto comunque il suo obbiettivo.
Gli italiani che intervengono qui cosa possono fare se non manifestare continuamente l'appoggio a rivitalizzare l'identità corsa attraverso la lingua?
Sono i corsi che debbono (se vogliono) prendere coscienza dei valori che stanno perdendo e attuare le iniziative culturali-politiche-sociali-economiche per invertire la tendenza.
Questo ,a mio parere ,rappresenta anche una strada per cercare l'inizio di un processo rivolto a fare uscire la Corsica dalla logica coloniale in cui versa da 240 anni.
Ma le iniziative dovrebbero sempre nascere dai cittadini corsi desiderosi di vivere in una Corsica migliore di quella attuale
 Ghjiulio
Lunedi 5 Novembre 2012

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[Ignorare]
Arrivo da poco da un viaggio oltre frontiera terrestre (italiana) dove il 75% delle persone ha cognomi del tipo "Viale", "Barberis", "Musso", "Ghibaudo" e "Agostini"........ ma della cultura che almeno sino al 1860 era totalmente orientata verso quella della penisola vi sono moltiissime tracce ma "concretamente" alla gente di quel posto non frega assolutamente nulla del loro passato sia perché anche lì vi è stato un processo di "francesizzazione" pesante come solo questi ultimi sanno fare ma anche perché e soprattutto stanno bene nello stato dell'esagono....e come dar loro torto........la frontiera italiana é vicina e le differenze le vedrebbe pure un cieco. In quell'area si respira comunque un'aria "familiare" perché, vista la prossimità, c'é una continua costante forte presenza di persone di madre lingua italiana sia per motivi turistici che per motivi di lavoro in aggiunta ad una periodica immigrazione (solo in un senso). In Corsica, concordo quindi totalmente l'opinione di Enrico, tutta questa "gioia" di fare parte dello stato continentale non traspare anzi ed é altrettanto certo che é dagli isolani che deve partire questo tentativo di recupero della loro identità!!!!!! In questo sito sono soprattutto gli italiani a manifestare opinioni (sempre solidali verso i còrsi ovviamente) , "non ci resta" che augurarci che ciò sia da stimolo affinché gli isolani colgano questa opportunità :"il recupero delle antiche tradizioni dovrà servire loro non solo culturalmente ma anche in altri ambiti per far fronte comune e compatto nelle cosiddette stanze dei bottoni". Per concludere in gergo sportivo: la palla é sicuramente e solo nei piedi, siano essi tifosi dell' ACA dello SCB o del GFC, dei nostri amici Còrsi!!! L'augurio é di fare goal!!!.- Da questa parte del Tirreno comunque sempre pronti a dare una mano concreta. Buona settimana a tutti.
 Enrico
Lunedi 5 Novembre 2012

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[Ignorare]
E' vero che nel nizzardo (credo che Giulio si riferisca a tale area) a nessuno interessi che la loro capitale prima della cessione era Torino però almeno i francesi hanno avuto il riguardo di indirre un referendum poi vinto a stragrande maggioranza a favore dell'annessione. Un ingegnere francese di Arles che frequentavo per lavoro circa vent'anni fa mi diceva che passato il fiume Varo "au delà de fleume Var ,ils ne sont pas francais" confermandomi l'esistenza di una diversità fra provenzali francesi ed occitani nizzardi. Stiamo parlando comunque di una regione ricca dove certi argomenti non fanno presa se non a livello di folklore e tale collocazione, decisa su una libera base di trattativa politica viene giustamente considerata non reversibile.
Sarebbe la stessa cosa se la città di Bellinzona(CH) piena nel suo centro storico di mosaici rappresentanti il Biscione Visconteo attestante a quel tempo la sua devozione al ducato di Milano desiderasse oggi dopo 5 secoli un ritorno alla Lombardia solo perchè il dialetto con Milano è quasi lo stesso.
Il confronto con la Corsica secondo me non è lo stesso. La differenza la fa il trattamento subito qui più che altrove , segnato di sopraffazione e ingiustizia da parte dei vincitori.
E l'esperienza dice che la Storia la scrivono i vincitori e quindi questi hanno sempre ragione. Ma ciò non toglie che si possa raccontare la verità per chi fosse interessato a conoscerla magari più in dettaglio...
 Ghjiulio
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
Enrico, sono del tutto d'accordo ed il mio paragone voleva proprio dire questo ma paradossalmente se nella ex Contea di Nizza, bene o male un'influenza culturale italiana c'é (e male non fa) così come nel canton Ticino (qui fortissima basti vedere i programmi scolastici e poi la lingua madre é quella della penisola) in Corsica, per una serie infinita di ragioni no (utile sarebbe elencarle......). E ciò é ancor più paradossale in quanto é proprio in Corsica dove ve ne sarebbe più bisogno non certo per inesistenti velleità nazionalistiche italiane assolutamente non percepite, anzi, da nessuna delle 2 sponde del Tirreno ma solo perché:
da un lato si salverebbe la lingua còrsa e dall'altro, se ben canalizzato l'argomento, si otterrebbe ben di più, a vari livelli, dal forte potere centrale dell'esagono.
Il punto chiave é, molto lapalissianamente, far breccia nel cuore degli isolani e non é impresa facile per tante ragioni (ed anche qui sarebbe molto utile elencarle)......

 Maurizio per la nostra Lingua
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
Mi ero ripromesso di non intervenire più in questa discussione ma, visto che si sta trasformando, almeno per numero di lettori (tutti solo italiani?) in quella più visitata e animata del sito, vorrei segnalare proprio qui un intervento comparso su "A Viva Voce" che mi ha molto colpito.
Parlo dell'appassionata e ben motivata adesione di Stéphane Pastinelli al manifesto contro le modifiche alla toponomastica còrsa firmato dal direttore, Paul Colombani e da Jean-Claude Casanova, Pascal Marchetti e Marie-Jean Vinciguerra (vedi sulla homepage gli articoli "Toponymie" e "Toponymie. Un complément utile").
Perché trovo interessante e importante questo intervento? Per il contenuto, certamente, ma anche per altri motivi che vado a spiegare. Pastinelli non mi sembra far parte della redazione o degli articolisti abituali di "A Viva Voce"; è, se non ho sbagliato nella mia piccola ricerca su internet incappando in omonimie, un giovane, ha infatti appena quarant'anni; è un insegnante di italiano ma anche di còrso e quindi un conoscitore "sul campo" delle difficoltà in cui si dibatte attualmente questa lingua.
Se si va infatti sul sito "Radiche", al link http://www.radiche.eu/zindex/zfile/documentazione/docuVideo/docuVideo_Pastinelli_1.htm
si può leggere un'intervista rilasciata dal professore che evidenzia bene lo stato attuale del còrso in generale, fra i suoi coetanei e fra i più giovani e il fatto, paradossale, che quei pochi còrsi che ancora lo conoscono stanno però perdendo l'abitudine di parlarlo, perfino fra loro. Una situazione che mi sembra provochi nell'intervistato una certa frustrazione, solo in parte compensata dalla convinzione che, nonostante tutto, esista ancora, anche fra i giovani, un diffuso desiderio di poter capire o parlare la lingua dei nonni. Il potenziale per una ripresa della corsofonía esiste - sembra dire Pastinelli - ma c'è qualcosa che "non funziona". Una testimonianza più sincera, attuale e "concreta" di questa non credo si possa trovare.
Tornando al suo intervento citato su "A Viva Voce", il Prof. Pastinelli non si vergogna di riaffermare - né facendolo dimostra di sentirsi per questo meno còrso - che l'italiano è stato fino alla fine del XIX secolo la lingua di cultura dei còrsi, primo fra tutti Pasquale Paoli e che tutto il patrimonio culturale còrso, non solo linguistico e letterario ma anche artistico, architettonico, canoro e perfino culinario è profondamente e intimamente legato all'Italia. "Malgré le fameux RIACQUISTU" dice però "ce patrimoine-là est bien mal en point, c'est le moins qu'on puisse dire...".
Ora, per carità, non vorrei essere accusato di un'interpretazione tendenziosa ma non mi sembra proprio che le affermazioni di questo giovane còrso, che oggi insegna ai suoi compatrioti la loro antica lingua, possano considerarsi un riconoscimento di grande successo nei confronti delle strategie seguite negli ultimi anni per salvare la lingua e la cultura isolane.
Come è stato più volte giustamente riaffermato su questo forum, solo i còrsi possono e hanno il diritto di trovare quelle più adatte.
Credo però che le considerazioni del quarantenne Pastinelli e la loro non sorprendente concidenza con le posizioni di studiosi di piú lunga esperienza come il Prof. Colombani o il Prof. Marchetti, forse dovrebbero cominciare a far riflettere sulla opportunità, per salvare l'identità e la cultura còrse, di non trascurare scelte alternative che le riconducano nel tradizionale e naturale alveo di un tempo.
 Ghjiulio
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
A proposito "Comment sauver la langue corse ? Tel est l'intitulé d'une nouvelle émission Place publique dont l'enregistrement débute à 18 heures (hier le 5 novembre) dans le respect de la formule habituelle......................" "Les journalistes des deux médias partenaires accueilleront trois acteurs de la question linguistique : Pierre Ghionga, chargé du dossier langue corse à l'exécutif territorial, Jean-Marie Arrighi, son homologue à l'Académie de Corse, et Michele Leccia, président du collectif Parlemu Corsu"...... Dal Corse Matin on line di oggi. Se qualcuno di "A viva voce" dalla Corsica ne sa qualcosa?
 Enrico
Martedi 6 Novembre 2012

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[Ignorare]
Si Maurizio ho visto il video del prof. Pastinelli.
In effetti sapevo che i giovani non amano parlare corso o sforzarsi a farlo perchè provano un senso di vergogna. Il comune senso del pudore tra i giovani e giovanissimi li porta a rifuggere la lingua locale probabilmente perchè è credenza diffusa che tale forma di comunicazione sia indice di persona poco acculturata, di basso profilo e adatta più a governare gli animali che a socializzare con le persone in città. I loro modelli di riferimento sono certamente i loro coetanei di Marseille , Lyon o Parigi.
A parte questa discutibile postura, bisogna poi considerare la scarsa o nulla conoscenza del lingua originale (la lingua madre è ormai il francese)che ostacola la comunicazione veloce specialmente tra i giovanissimi.
Credo che se al posto di questo timore di praticare la lingua dei loro avi subentrasse l'orgoglio sarebbe il primo passo per cercare un possibile quanto auspicato bilinguismo corso-francese
 Maurizio per la nostra Lingua
Mercoledi 7 Novembre 2012

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[Ignorare]
Il problema dei giovani che si vergognano di parlare còrso e trovano forse "più fine" parlare francese non è a quanto pare solo di oggi. Sul sito "A lingua corsa", ho infatti trovato questa divertente poesia di Don Pierre de Mari (1879-1969), pubblicata sulla rivista "A Muvra" nel 1924, quasi novant'anni fa!
Il componimento viene presentato sul sito nella versione originale di allora e in quella in còrso "moderno", secondo le rinnovate regole di grafia. Preferisco riportarla nella versione originale, se non altro perché cosí l'aveva voluta l'autore.
Cito letteralmente dal sito:
http://gbatti-alinguacorsa.pagesperso-orange.fr/

U MIO FIGLIOLU QUANT'ELLU NE SA'

U miò figliolu è ghjuntu da Francia
E i linzoli li chjama les draps,
E le calzette li chjama les bas.
U me figliolu quant'ellu ne sà !

Ha battizatu lu cane e la gatta
Unu è le chien e l'altru le chat,
I topi sò les souris o les rats.
U me figliolu quant'ellu ne sà !

Per ellu un c'è ne filetta ne scopa,
Ne sbarca più in Còrsica baccalà,
Fougère, bruyère, morue et voilà !
U me figliolu quant'ellu ne sà !

Li piege sempre u prisuttu, è vera,
Ma è jambon che si deve appellà,
U miò caffè ghjè un veru moka.
U me figliolu quant'ellu ne sà !

S'omu un capisce si nomi à la prima
Vi dice voyons ! Vi face Oh, la ! la !
E centu volte ripete n'est-ce pas ?
U me figliolu quant'ellu ne sà !

L'altra sera m'ha dettu ch'ha honte
D'u so papa e di la so mammà
Parchè causemu toujoure patois.
U me figliolu quant'ellu ne sà !

U me figliolu cum'ell'è struitu
E v'addiletta à sente sfrancisà ;
Gendermi ne meri un ci ponu luttà.
U me figliolu quant'ellu ne sà !

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