A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

Paoli, ma quale?

 giancarlo
Martedi 27 Novembre 2012

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[Ignorare]
caro sig ghjulio
non posso che essere d'accordo con Lei circa la posizione di certi corsi nei nostri confronti.
Vorrei pero' aggiungere un'osservazione. : E' vero che nell'isole si conserva un certo spirito antiitaliano basato sulle malefatte delle camicie nere e sull'invasione militare dell'isola, ma e' altrettanto vero che quando si spiega che quello che quei signori facevano in Corsica era ripetuto pari pari in Italia , se non peggio, quando si spiega che una larga parte dei militari italiani ha partecipato alla lotta di liberazione insieme ai partigiani corsi , quando si illustrano le mille verita che li legano all'Italia, questo senso di critica cade e spesso lascia il posto alla curiosita' di conoscere cose completamente ignorate e taciute
Secondo me il problema sta nel far sapere al popolo corso tutte queste verita. Il resto poi viene da se'
Cordialita'

 G.CARLO
Mercoledi 28 Novembre 2012

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[Ignorare]
SONO UN NEOFITA DI QUESTO INTERESSANTISSIMO SITO E LEGGENDO I VARI DIALOGHI MI RENDO CONTO CHE CERTI INTERLOCUTORI SONO ANIMATI DAL LORO PROFONDO AMORE PER LA CORSICA CONVINTI DI ESSERE STATI INVASI E DAI PISANI DAI GENOVESI E DA ULTIMO DAI FRANCESI .
UN ATTENTO E OBIETTIVO ESAME DI TUTTA LA SITUAZIONE IN VIRTU DELLA LOGICA E DELLE OSSERVAZIONI CHE NE DISCENDONO DOVREBBE PORTARE AF ACCETTARE UNA REALTA ANCHE SE FORSE NON PIACE.
IL SIG ALLIMANU HA OSSERVATO CHE LA MAGGIOR PARTE DEI NOMI DI FAMIGLIA CORSI SONO TIPICI DI ALCUNE FEGIONI ITALIANE?
SE E' COSI VUOL DIRE CHE A UNA CERTA EPOCA C'E STATO UN SIG X CHE E' EMIGRATO IN CORSICA HA CREATO UNA DISCENDENZA E SPESSO HA CHIAMATO CON IL NOME DEL PAESE CHE AVEVA LASCIATO QUELLO CHE ERA ANDATO AD ABITARE.
E' SUFFICIENTE GUARDARE LA CARTA GEOGRAFICA DELL'ITALIA E QUELLA DELLA CORSICA PER PROVARE QUESTO FATTO.
LE PERSONE CHE VENIVANO NUMEROSE A POPOLARE L'ISOLA NON ERANO CERTO DEGLI INVSORI, VENIVANO PER LAVORARE E SPESSO PER RIFARSI UNA VITA . E CHE LINGUA PARLAVANO? CERTAMNTE IL DIALETTO DELLA REGIONE DI PROVENIENZA
E QUELLI PIU ACCULTURATI ANCHE L'TALIANO, LA LINGUA CHE HA SEMPRE UNITO TUTTE LE REGIONI ITALIANE E FRESO POSSIBILE LA STESURA DEI DOCUMENTI.
E' QUINDI OVVIO CHE IL CORSO PARLATO DA GENTE PROVENIENTE DALL'ITALIA ERA UNA LINGUA CHE TRAE ORIGINE
DAI DIALETTI O VERNACOLI USATI NELLA PENISOLA..
IL FENOMENO LINGUISTICO IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE DIMOSTRA CHE IN CIASUNA DI ESSE ESISTE UN DIALETTO O VERNACOLO
MA IN TUTTE IL CEMENTO COMUNE E' STATO LA LINGUA DI DANTE , IL TOSCANO.
PERCHE IN CORSICA DOVREBBE ESSERCI STATO UN FENOMENO DIFFERENTE?
CERTAMENTE AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI LA POPOLAZIONE (NON SO QUANTE ANIME ) AVEVA UN PARLARE DIVERSO DALL'ATTUALE . MA SAREBBE RIDICOLO SOSTENERE CHE GLI ABITANTI ATTUALI DELLA TOSCANA SONO DISCENDENTI DAGLI ETRUSCHI E CHE PARLANO TUTT'ORA LA LORO LINGUA. L'UOMO DI FILITOSA FA PARTE DELLA PREISTORIA. OGGI ANCHE CON UN ESAME DEL DNA NON SI TROVEREBBE NESSUNO DEI SUOI DISCENDENTI.

PASQUALE PAOLI
RAMPOLLO DI FAMIGLIA AGIATA FU PORTATO DAL PADRE A NAPOLI, DOVE FU EDUCATO DA INSEGNANTI ITALIANI E DOVE, GRAZIE ALL'IMPORTANZA DELLA SUA FAMIGLIA , EBBE LE POSSIBILITA DI FARE IL SERVIZIO MILITARE NELL'ESERCITO BORBONICO.
MOLTI "DELLI PAOLI" SONO CONOSCIUTI A NAPOLI E DINTORNI: SONO DIRETTORI DI BANCA, NOTAI, AVVOCATI. GENTE INSOMMA DI UJN CERTO CENSO
NON APPARE LOGICO CHE LA SCELTA DI ANDARE A NAPOLI DA PARTE DEL PADRE DI PASQUALE SIA DOVUTA ALLA PARENTELA CON LA FAMIGLIA NAPOLETANA ?
E QUINDI EVIDENTE CHE PASQUALE PARLVA NORMALMENTE LA LINGUA DELLE PERSONE COLTE . CERTAMENTE PARLAVA ANCHE IL CORSO COME IL PERSONALE CHE LAVORAVA PER LA SUA FAMIGLIA . MA LA SUA LIGUA ERA L'ITALIANO CHE DESIDERAVA FOSSE INSEGNATA AI SUOI CONCITTADINI.
A TALE SCOPO ALLA SUA MORTE LASCIO' ANCHE UNA SOMMA DI DENARO PER FAR ASSUMERE PROFESSORI DI LIGUA ITALIANA .
SO CHE IL LASCITO VENNE TRASMESSO DAL SUO ESECUTORE TESTAMENTARIO, MA NON MI RISULTA CHE LA SUA VOLONTA SIA STATA RISPETTA.
EGREGIO SIG ALLIMANO, RISPETTO PROFONDAMENTE IL SUO DESIDERIO DI ESSERE CORSO E BASTA. E' QUESTO UN PEROFONDO SENTIMENTO DI AMORE PER LA SUA BELLA ISOLA.
MA LA REALTA STORICA DIMOSTRA CHE L'ITALIA E' ANCORA PRESENTE TRA L COSE CHE LEI AMA .LO ACCETTI COME UN ELEMENTO DI VALORIZZAZIONE PER POTER CONSERVARE L'EREDITA CHE I SUOI AVI ANNO LASCIATO.
CORDIALI SALUTI
G.CARLO







 enrico
Mercoledi 28 Novembre 2012

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[Ignorare]
Caro G.Carlo,
Da quanto ne sappia io non esiste legame della famiglia De Paoli con la città di Napoli. Infatti l'origine della sua casata è in Umbria e più precisamente a Città di Castello(Pg).
Il fatto di studiare a Napoli, piuttosto che a Pisa (meta quasi esclusiva per i giovani studenti corsi), denota come hai scritto il censo della sua famiglia. A quel tempo Napoli era una della capitali europee, appena un gradino sotto a Londra e Parigi , con una popolazione di 400.00 abitanti. e prestigiosa sede universitaria. Milano e Roma erano abbondantemente distaccate in ordine di importanza.
Hai nominato nella tua esposizione il Sig. Allimanu (il corso che vive in Germania). Egli è l'unico corso che ha partecipato, sia pure per un breve periodo, alla discussione. Purtroppo sembra essere l'unico corso attivo nel forum, noi italiani siamo qui che la cantiamo e la suoniamo dicendo cose anche giuste ma il valore della discussione e del contraddittorio sarebbe avvalorato da una presenza di veri corsi tra gli utenti del forum.
Sono sicuro che questo sito web è ben frequentato dagli stessi ,ma non è da loro partecipato.
Probabilmente dovremmo fare qualcosa in più o di diverso per coinvolgere chi esita a entrare nel sito. Teniamo presente che la maggior parte non sa scrivere in italiano. Potremmo cercare di avvicinarli invitandoli a scrivere in corso in modo che quei pochi che riescono a scrivere qualcosa nella lingua madre si affaccino anche qui



.
 Ghjiulio
Giovedi 29 Novembre 2012

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[Ignorare]
Anche io ho notato con rammarico che il forum é un luogo dove trovano quasi esclusivamente spazio gli italiani che vogliono bene alla Corsica ed ai suoi abitanti. in merito ad eventuali azioni da intraprendere per invertire tale tendenza mi farebbe piacere (e sarei loro grato per questo) conoscere l'opinione dei fondatori di "A viva Voce". Ad esempio "Allimanu" (che é un po' che non si sente) e tutti i còrsi che frequentano il forum scrivano in còrso od in qualsiasi altra lingua, l'importante é interagire e confrontarsi!!
 giancarlo
Giovedi 29 Novembre 2012

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[Ignorare]
CARO ENRICO
LA TUE NOTE A PROPOSITO DELL'ORIGINE DELLA FAMIGLIA DE PAOLI O DELLI PAOLI SONO LOGICHE.
DURANTE UN ESPERIENZA DI LAVORO A CASERTA CONOBBI UNA CERTA CAROLA PAOLI CHE MI DISSE DI ESSERE DISCENDENTE DI PASQUALE E MI INVIO' UNA XILOGRAFIA CON LA FIGURA DEL SUO ANTENATO..
ANCHE LEI MI DISSE INFATTI CHE L'ORIGINE REMOTA DELLA SUA FAMIGLIE ERA IN UMBRIA. DA LI SI TRASFERIRONO A NAPOLI.
PER MOTIVI PERSONALI E DI SALUTE NON HO FINORA POTUTO ANDARE A CASERTA PER INCONTRARE QUESTA SIGNORA .DI CUI AVEVO PERALTRO PERDUTO L'INDIRIZZO
HO TRASCURATO LA COSA FINO A QUANDO RECENTEMENTE ATTRAVERSO AMICI CASERTANI HO RECUPERATO PRIMA IL NOME DI UN DOTT. DELLI PAOLI POI IL N° DI TELEFONO DI CAROLA.
DURANTE LA CONVERSAZIONE MI DISSE CHE COLEI CHE AVEVA RACCOLTO I DOCUMENTI DI FAMIGLIA ERA LA SORELLA. E CHE MI AVREBBBE DETTO COME POTERLA CONTATTARE
MI TROVO ATTUALMENTE IN CORSICA E D HO CON ME SOLO IL N° DI TELEFONO DEL DOTT. DELLI PAOLI.
ANCORA UNA VOLTA MI SO0NO RIPROPOSTO DI ANDARE A FARE UNA RICERCA PRECISA., MA ANCORA UNA VOLTA NON HO TROVATO IL TEMPO DI FARLO.
SE UNA PERSONA SERIA MI VUOLE SOSTITUIRE IN QUESTO MIO PROPOSITO POTRO FORNIRGLI GLI ELEMENTI CHE HO.A CONDIZIONE DI NON FARMI RIMPIANGERE LA FIDUCIA PRESTATA.
INTANTO CON UN E-MAIL POSSO TRASFERIRE LA XILOGRAFIA , O MEGLIO QUELLO CHE NE RESTA PERCHE MI FU MANDATA PER FAX E STAMPATA SU CARTA CHIMICA.
CORDIALI SALUTI
G.CARLO



 giancarlo
Giovedi 29 Novembre 2012

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[Ignorare]
CARO ENRICO
LA TUE NOTE A PROPOSITO DELL'ORIGINE DELLA FAMIGLIA DE PAOLI O DELLI PAOLI SONO LOGICHE.
DURANTE UN ESPERIENZA DI LAVORO A CASERTA CONOBBI UNA CERTA CAROLA PAOLI CHE MI DISSE DI ESSERE DISCENDENTE DI PASQUALE E MI INVIO' UNA XILOGRAFIA CON LA FIGURA DEL SUO ANTENATO..
ANCHE LEI MI DISSE INFATTI CHE L'ORIGINE REMOTA DELLA SUA FAMIGLIE ERA IN UMBRIA. DA LI SI TRASFERIRONO A NAPOLI.
PER MOTIVI PERSONALI E DI SALUTE NON HO FINORA POTUTO ANDARE A CASERTA PER INCONTRARE QUESTA SIGNORA .DI CUI AVEVO PERALTRO PERDUTO L'INDIRIZZO
HO TRASCURATO LA COSA FINO A QUANDO RECENTEMENTE ATTRAVERSO AMICI CASERTANI HO RECUPERATO PRIMA IL NOME DI UN DOTT. DELLI PAOLI POI IL N° DI TELEFONO DI CAROLA.
DURANTE LA CONVERSAZIONE MI DISSE CHE COLEI CHE AVEVA RACCOLTO I DOCUMENTI DI FAMIGLIA ERA LA SORELLA. E CHE MI AVREBBBE DETTO COME POTERLA CONTATTARE
MI TROVO ATTUALMENTE IN CORSICA E D HO CON ME SOLO IL N° DI TELEFONO DEL DOTT. DELLI PAOLI.
ANCORA UNA VOLTA MI SO0NO RIPROPOSTO DI ANDARE A FARE UNA RICERCA PRECISA., MA ANCORA UNA VOLTA NON HO TROVATO IL TEMPO DI FARLO.
SE UNA PERSONA SERIA MI VUOLE SOSTITUIRE IN QUESTO MIO PROPOSITO POTRO FORNIRGLI GLI ELEMENTI CHE HO.A CONDIZIONE DI NON FARMI RIMPIANGERE LA FIDUCIA PRESTATA.
INTANTO CON UN E-MAIL POSSO TRASFERIRE LA XILOGRAFIA , O MEGLIO QUELLO CHE NE RESTA PERCHE MI FU MANDATA PER FAX E STAMPATA SU CARTA CHIMICA.
CORDIALI SALUTI
G.CARLO



 giancarlo
Giovedi 29 Novembre 2012

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[Ignorare]
CARO ENRICO
LA TUE NOTE A PROPOSITO DELL'ORIGINE DELLA FAMIGLIA DE PAOLI O DELLI PAOLI SONO LOGICHE.
DURANTE UN ESPERIENZA DI LAVORO A CASERTA CONOBBI UNA CERTA CAROLA PAOLI CHE MI DISSE DI ESSERE DISCENDENTE DI PASQUALE E MI INVIO' UNA XILOGRAFIA CON LA FIGURA DEL SUO ANTENATO..
ANCHE LEI MI DISSE INFATTI CHE L'ORIGINE REMOTA DELLA SUA FAMIGLIE ERA IN UMBRIA. DA LI SI TRASFERIRONO A NAPOLI.
PER MOTIVI PERSONALI E DI SALUTE NON HO FINORA POTUTO ANDARE A CASERTA PER INCONTRARE QUESTA SIGNORA .DI CUI AVEVO PERALTRO PERDUTO L'INDIRIZZO
HO TRASCURATO LA COSA FINO A QUANDO RECENTEMENTE ATTRAVERSO AMICI CASERTANI HO RECUPERATO PRIMA IL NOME DI UN DOTT. DELLI PAOLI POI IL N° DI TELEFONO DI CAROLA.
DURANTE LA CONVERSAZIONE MI DISSE CHE COLEI CHE AVEVA RACCOLTO I DOCUMENTI DI FAMIGLIA ERA LA SORELLA. E CHE MI AVREBBBE DETTO COME POTERLA CONTATTARE
MI TROVO ATTUALMENTE IN CORSICA E D HO CON ME SOLO IL N° DI TELEFONO DEL DOTT. DELLI PAOLI.
ANCORA UNA VOLTA MI SO0NO RIPROPOSTO DI ANDARE A FARE UNA RICERCA PRECISA., MA ANCORA UNA VOLTA NON HO TROVATO IL TEMPO DI FARLO.
SE UNA PERSONA SERIA MI VUOLE SOSTITUIRE IN QUESTO MIO PROPOSITO POTRO FORNIRGLI GLI ELEMENTI CHE HO.A CONDIZIONE DI NON FARMI RIMPIANGERE LA FIDUCIA PRESTATA.
INTANTO CON UN E-MAIL POSSO TRASFERIRE LA XILOGRAFIA , O MEGLIO QUELLO CHE NE RESTA PERCHE MI FU MANDATA PER FAX E STAMPATA SU CARTA CHIMICA.
CORDIALI SALUTI
G.CARLO



 enrico
Giovedi 29 Novembre 2012

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[Ignorare]
Ciao Giancarlo,

Ho letto con attenzione le informazioni sulla famiglia De Paoli e confermata l'origine umbra ho imparato che il legame con Napoli era importante per i motivi che hai scritto. Del resto credo che sia proprio tu che avevi postato nel vecchio forum dell'ADECEC le foto della casa di famiglia originale di Citta' di Castello -Pg. (Sei Giancarlo di Roma, corretto?)
Per quanto riguarda la tua richiesta di collaborare sugli interessanti elementi già in tuo possesso, per mancanza di tempo non ti posso assistere.
Ti auguro che in futuro (leggo che hai avuto problemi di salute e spero che ti sia ripreso) tu possa portare a compimento la ricerca direttamente o indirettamente
Un cordiale saluto
 Ghjiulio
Venerdi 30 Novembre 2012

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[Ignorare]
Bella analisi quella di Maurizio che condivido appieno e, per dirla tutta, ai 3 punti, a mio avviso, ne aggiungerei un quarto, il fattore F1 (ormai sorpassato, son passati secoli, ma sostituito da quello F2......). Per fattore F1 intendo: "da Wikipedia Fr":
L’Académie de la Crusca fut supprimée en 1783 et réincorporée dans l’Académie de Florence, puis rétablie par Napoléon Bonaparte en 1809, après une lutte d'influence visant à imposer le français dans le royaume de Toscane confié à sa sœur. En effet, le 9 avril 1809, Napoléon concède par décret (du palais des Tuileries) aux Florentins de pouvoir parler leur propre langue. Dans ce décret, il précise que « la langue italienne pourra être employée en Toscane concurremment à la langue française, dans les tribunaux, les actes notariés et dans les écrits privés.........".
 giancarlo
Sabato 1 Dicembre 2012

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[Ignorare]
caro ghjulio
leggo con sommo interesse le tue argomentazioni accompagnate da quelle di Maurizio Enrico , Alimanu etc. , Tutte logiche e documentatissime.. Ma un dubbio mi assale. : perche facciamo tutto questo? solo per ristabilire la verità culturale ed etnica della Corsica
o per far sapere ai Corsi certe cose che essi ignorano?
Io passo molto del mio tempo nell'sola e conosco molte persone tra le quali ho degli amici. Parlo con loro in francese all'nizio e poi finiamo inconsciamente a parlere in italiano.
Le discussioni sono a tutto campo e naturalmente entrano anche nel nostro argomento preferito : le loro radici italiche.
Li ho visti estremamente sorpresi quando ho mostrato loro un annuario telefonico italiano dove hanno ritrovato i loro nomi di famiglia e quelli dei loro amici e parenti, oppure quando sulla guida del tourig club hanno visto nomi di luoghi e paesi come in Corsica..
Nel tempo hanno scoperto fatti e dettagli che assolutamente ignoravano . Durante una delle loro riflessioni mi hanno fatto osservare che a scuola nessun argomento storico che li riguardasse da vicino, era stato affrontato.
Poco o nulla sanno degli interventi della Repubblica di Pisa e successivamente di Genova , se non che erano stati "invasi" , assoggettati e obbligati a parlare una lingua che non era la loro.
Quando su un sito che si chiama GENS e che scoprii grazie a un articolo del Prof, Colombani, hanno constatato quanti Rossi, Csanova etc esistono in italia , hanno detto scherzando : Allora facciamo parte degli invasori......................
Non ho mai riscontrato un acrimonia diffusa contro di noi italiani. L'intervento delle camicie nere rappresenta solo una critica ma mai un giudizio generale negativo.
Forse nella loro storia esistono fatti ben piu gravi di quelli addebitati alle camicie nere.
Ho constatato che tra coloro che per motivi economici (soprattutto per l'acquisto di materiali) frequentano l'Italia c'e l'entusiasmo di scoprire certe cose a loro vicine . Molti mi dicono : -ci sentiamo come a casa nostra
Tutti in poco tempo si sbrogliano con la lingua italiana. addirittura uno di questi mi ha fatto osservare che in un vocabolario di lingua francese-corso c'erano degli errori di traduzione e che quella esatta si poteva fare conoscendo l'espressione vernacolare dei pescatori livornesi.
Queste esperienze mi portano a pensare che se ci fa piacere ridare ai corsi l loro lingua e la loro cultura occorre far conoscere le loro vere radici, .
Sarebbe necessario discendere tra la gente comune e sollevare quel velo di pesante silenzio che ha impedito loro di "conoscere" .
Il nostro é un dialogo limitato tra "sapienti" , mi pare difficile divulgarlo al difuori delle nostre pagine.
Potrebbe essere utile forse un trasmissione " a viva voce" su un radio locale.
Ma probabilmente andremmo a toccare certi interessi e preconcetti che non ci possiamo permettere il lusso di sollecitare.
Cordialmente
g.carlo

.
 Ghjiulio
Mercoledi 5 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Buondì, segnalo sul Corse Matin on line di oggi il seguente articolo relativo al dibattito molto sentito sull'isola circa l'affiancamento del corso al francese come lingua ufficiale.

http://www.corsematin.com/article/home-page/coofficialite-de-la-langue-les-syndicalistes-vigilants-sur-la-mise-en-oeuvre.836497.html

sulla stessa pagina si trovano anche dei collegamenti ad articoli precedenti sullo stesso argomento (in due casi su tre sostanzialmente contrari) che aiutano a capire quanto sia sentito e di attualità il problema.
 giancarlo
Mercoledi 5 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Caro Maurizio
sono felice di aver incontrato una persona colta e preparata con cui discutere delle scoperte fatte durante le mie passeggiate culturali in terra di corsica.
Fino ad oggi i miei interlocutori, anche se appartenenti ad un categoria di gente colta, spesso ne sapevano meno di me. Anche insegnanti corsi che operavano all'universita di Corte non mi sono sembrati troppo interessati a sollevare quel velo di "profondo silenzio" che ammutolisce tutto quelllo che riguarda le radici italiane.
Prenso che all'Universita si dovrebbe dare un insegnamento storico colto ed obiettivo non condizionato dalla politica.
Polemico come tutti i toscani ad una ragazza insegnante a Corte ho posto il quesito. Risposta : "non si puo è troppo presto"
Non aggiungo altro e mi allontano subito da quesito argomento spinoso.
Bisogna riconoscere che il prof Colombani e i suoi colleghi sono veramente delle persone coraggiose ed encomiabili. Sppero che la loro fatica venga ricompensata da molte soddisfazioni.
Noi possiamo disquisire quanti ci fa piacere ma quando possiamo dovremmo scendere tra la gente comune e suscitare la loro curiosita
su cose che difficilmente riuscirebbero a scoprire da soli .Anche un piccolo contributo insieme a tanti altri piccoli contributi puo dare dei buoni risultati.
Giancarlo

 Ghjiulio
Mercoledi 5 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Ci si gira intorno ma credo che chi, indirettamente, chi, alla "toscana" con un po' di sale in più, condividiamo quale sia il nocciolo del problema. Se andiamo a vedere su Wikipedia la pagina dedicata a Coti-Chiavari ed a Grosseto-Prugna in francese ed in italiano notiamo che é molto più ricca quella in francese ma mentre in quella in italiano due righe di storia vi sono (con più che comprensibili brevissimi riferimenti a località omonime della penisola da cui provenivano i primi abitanti dei nuovi villaggi isolani) in quella in francese la sezione "storia" é vuota mentre trova spazio la sensazionale notizia che (a Coti Chiavari) c'é un ripetitore radio-televisivo di 130 metri d'altezza (disturbato da altri segnali tra cui emittenti italiane).
La storia, Giancarlo e Maurizio, la scrivono i vincitori e qui i vincitori hanno "vinto" due partite di seguito, nel 1768 e nel 1943 (quest'ultima con clamorosa autorete degno apice delle sciagurate follie del ventennio). Purtroppo un insegnamento colto ed obiettivo è il sogno di tutte le persone veramente democratiche e dallo spirito libero ma é utopia. L'Europa, moderando i vecchi nazionalismi e creando le aree "economico-culturali extra-nazionali" di cui i programmi Interreg sono espressione, malgrado tutti i suoi problemi contingenti, può aiutare a riscrivere una storia più obiettiva ma, e qui ha ragione la giovane insegnante di Corte, ci vuole tempo. Nell'attesa di una storia che non cancelli definitivamente le comuni radici facciamo intanto il tifo per la coofficialité del corso a fianco del francese. Condividiamo la tesi di "A viva voce" secondo cui il Còrso, supportato dall'Italiano, avrebbe molta più forza per contrastare l'egemonia del francese ma ben venga il bilinguismo. Sarebbe il primo segnale di una reale inversione di tendenza. D'altronde se si stima che solo 1/4 della popolazione isolana sappia il còrso ben diverso sarebbe un approccio alle origini centromediterranee di lingua e tradizioni se a conoscerlo (almeno il còrso) fosse la quasi totalità della gente.Poi, dopo una tale misura, magari, oltre a studiare, come sino ad oggi, approfonditamente la storia della Repubblica esagonale, verrebbe introdotta anche un'oretta di storia della Corsica........
Per concludere cito un esempio. Dopo aver studiato il castigliano e averne acquisito una certa padronanza, grazie alla televisione satellitare, ho curiosato tra alcuni canali in lingua catalana. Ebbene...il passo fu breve e la comprensione quasi totale. Come in tutte le cose soprattutto cosi sensibili......però......ci vuole il giusto tempo.
 giancarlo
Mercoledi 5 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Caro ghjulio
E' vero che la storia è scritta dai vincitori, che la " politicizzano " e la trasformano a loro uso e consumo.
Ma io speravo che nell' Europa di oggi questi sistemi imperialistici fosssero definitivaente banditi. Gli uomini di cultura sono transnazionali Le l idee debbono essere al di sopra di quella politica spicciola influenzata da una grandeur che è ormai divenuta un carattere di spirito arcaico e provinciale.
I fatti storici sono degli elementi obiettivi e la loro catalogazione deve essere logica e basata su elementi pratici ed economici.
Ho usato la parola "economici" perché quasi sempre e' l'economia che condizione direttamente un certo fenomeno storico.
Perchè tutti gli estesissimi uliveti che ricoprivano la Corsica son in gran parte affogati nel "maquis" e per lo piu abbandonati. ? Ho domandato a diversi amici corsi la spiegazione di questo degrado . Alcuni mi hanno risposto attribuendo il motivo all'emigrazione , altri al non ritorno a casa di migliaia di giovani perduti nella prima guerra mondiale. e cosi via.
Solo uno mi ha convinto con la sua risposta ; La cultura dell'olivo e' stata abbandonata perché con l'arrivo dei francesi sono scattati i dazi doganali e la produzione d'olio esportata principalmente a prezzo competitivo in Italia (Livorno e Civitavecchia) è divenuta non piu remunerativa . ( a Livorno esiste ancora un luogo che conteneva l'olio in grossi recipienti di marmo chiamati "i bottini dell'olio")
E cosi in altri settori l'economia dell'isola è scesa e il fenomeno dell'emigrazione (fenomeno storico) si è logicamente presentato.
Negli ultimi tempi i rapporti economici sono ripresi: come ho gia detto sono molti i corsi che vengono a comperare materiali in italia.
Il dialogo e' facile e i buoni rapporti si instaurano senza problemi .Un miscuglio di corso e d'italiano diventa una lingua facilmente comprensibile.
Ma sono rapporti istintivi senza che vi sia la consapevolezza delle comuni radici.
Non credo che i "fattacci" delinvasionee italiana durante la seconda guerra mondiale impediscono la scoperta di una fratellanza, Non ho mai trovato astio contro d noi.
Il problema è quello di ampliare alla gente comune la sua conosceza della storia, Quella effettiva e forse piu interessante di quella folcloristica
e comunemente raccontata.
Ritorno ad un mio commento precedente. Le persone colte, gli insegnanti possono fare molto per mettere le cose in chiaro. E dico questo non per sciovinismo italico ma perché l'assimilazione delle loro radici porterebbe il popolo corso a poter contrastare efficacemente quella "francesizzazione" linguistica e culturale male accettata (salvo eccezioni)..............
cordialmente

giancarlo











 giancarlo
Venerdi 14 Dicembre 2012

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[Ignorare]
caro Maurizio
non si puo non essere d'accordo leggendo le considerazioni espresse nel suo ultimo scritto a proposito della lingua corsa.
ma io sono fermamente convinto che non si possono trovare delle soluzioni efficaci se non si parte da presupposti reali ed obiettivi, senza lasciarsi andare a ragionamenti teorici e complicati.
Non capisco quale sia il sentimento di coloro che trascurando completamente le origini del parlare corso ignorando o addirittura negando assurdamente gli stretti legami con l'italiano.
Non mi pare un affermazione sciovinista , dire che la formazione e la struttura e il suo vocabolario sono paragonabili a qualsiasi dialetto parlato nella penisola . Ma nessuno di questi insiste troppo per sostituire e surclassare la lingua di Dante
L 'etnia corsa é formata per lo piu da persone venute dall'talia che ovviamente usavano il parlare di casa loro
Arrivati nell'isola formavano comunita' e villaggi (spesso chiamati come quello che avevano lasciato) E come accade nelle comunita isolate Il loro parlare nel tempo si trasformava con modi di dire ed espressioni tipiche originate da episodi e fenomeni locali. Nei luoghi o paesi dove si puo risalire all'origine regionale italiana il parlare risente chiaramente di questa palese evoluzione
Forse un mal assimilato senso di orgoglio rifiuta di accettare questi dati di fatto. Certi intellettuali si fanno in quattro per sostenere che il corso e' una lingua del tutto originale e sostengono addirittura che il contatto con la lingua italiana la contamina . Arrivano persino ad inventarsi una grammatica ,gli accenti e l'etimologia delle parole.!!!.
Non si rendono conto cosi di tradire i loro padri e di distruggere il parlare corso rimpiendolo di francesismi che lo contaminano nsorabilmente.
Se molti corsi potessero conoscere la vera realta delle loro interessanti e spesso avvincenti origini il problema della lingua credo che non sussisterebbe . Ma nell situazione attuale detto alla livornese :" vedo buio"
Cordiali saluti a tutti Auguri di buon Natale e felice anno nuovo
G,Carlo





sua
 enrico
Domenica 16 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Certo Giancarlo, ma in questo contesto dobbiamo anche comprendere che in 240 anni il processo di francesizzazione, prima forzosa e poi in via naturale ,si è ormai pienamente compiuto. Pertanto i ns. ragionamenti possono andare in conflitto con un diffuso senso di appartenenza all'area francese. In poche parole i distinguo sulla loro diversità viene praticata solo all'interno con i francesi, ma verso gli i italiani prevale un atteggiamento figlio di una posizione culturale filofrancese , invece di relazionarsi in conseguenza di un corretto senso di condivisione di molti valori comuni. Vedere dirigenti di movimenti per l'indipendenza della Corsica e della propria lingua, quindi antifrancesi, esprimersi totalmente nella lingua del nemico per noi italiani è Ridicolo, oltre che incoerente. Ma nella valutazione di questo non dobbiamo dimenticare la premessa con la quale ho iniziato questo post; li purtroppo c'è la chiave di interpretazione del caso.
Ciò non toglie che l'opera meritoria di fare conoscere ai corsi la verità sulla loro vera lingua e storia è doverosa e indispensabile, grazie ancora agli organizzatori di questa rivista.
 Ghjiulio
Lunedi 17 Dicembre 2012

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[Ignorare]
http://www.corsematin.com/article/corse/avec-le-plan-ghionga-parler-corse-deviendra-bientot-une-obligation.841847.html
Segnalo l'ennesimo articolo su Corse Matin sulla pari ufficialità del còrso e del francese nell'isola (il Signor Ghionga fa veramente sul serio, la proposta è dirompente in tutte le sue articolazioni, ha qualche punto debole......i costi e una modifica costituzionale..... .vedremo)
Ho letto attentamente quanto ha scritto Maurizio commentando le pagine di "A Piazzetta" e osservo che probabilmente appena interviene qualcuno in italiano si crea un qualche imbarazzo. E' forse successo lo stesso qui in questo forum, a proposito Allimanu, ti mando un saluto.
Per tornare al piano "Ghionga", a leggere attentamente é una vera e propria macchina da guerra, niente a che vedere con la paradossale e pittoresca caricatura che viene fatta da " A Piazzetta" del professore di Còrso a scuola, in un periodo, quello attuale, in cui l'insegnamento del còrso è facoltativo. "A DILLA FRANCA" .... e finalmente credo di aver usato correttamente un'espressione in còrso, agli isolani interessa relativamente, almeno per ora, l'aspetto puramente linguistico. Il recupero (il famoso RIACQUISTU) é e deve essere soprattutto socio culturale (ovviamente la lingua ne fa parte ed è strumento essenziale è il primo tassello formale) supportato nei fatti da una non completa omologazione alla società francese dalla quale l’isola non ha mai cessato di smarcarsi. Ma la diversità attuale con l’esagono non vuol dire vicinanza socio-culturale con la penisola italiana, fenomeno che è si esistito ma si è esaurito alla fine del 1800. Paradossalmente quello che sembra un elemento secondario (la lingua) diventa strumento vitale, concepito come l’ultimo baluardo, (A) da una parte per affermare un’identità propria dell’isola rispetto al continente esagonale dall’altra per (B) riavvicinare la Corsica alle proprie radici socio culturali italiche.
Allo stato attuale Mr Ghionga e la maggior parte di coloro che propugnano la pari-ufficialità del còrso e del francese sull’isola concepiscono questo sforzo solo esclusivamente dal punto di vista sub (A) mentre il punto sub (B) è minoritario, sostenuto da “Radiche” , “A viva voce” (che non smetteremo mai di ringraziare) etc .etc. tutto sommato snobbato dalla maggior parte dei corsofoni i quali (concordo con Enrico) per quanto tentino di “svincolarsi” ormai sono, loro malgrado o meno, assorbiti all’interno dell’area culturale francese e francofona.
Da osservatori esterni e pro-Corsica e Còrsi e per amor di verità ci rammarichiamo per questo ritenendo che le azioni “A” e “B” possano essere sviluppate in parallelo ma, come ho già avuto modo di dire, allo stato attuale, l’introduzione “forte” del còrso è l’unica strada praticabile in grado di invertire una tendenza che dura da 250 anni. Se l’operazione riuscirà, sarà più facile e forse addirittura naturale passare alla fase (B). Sarà il primo caso, forse, in cui si finisce prima il tetto di un edificio rispetto ai piani più bassi ma ciò perché le fondamenta comuni, seppure nascoste dai secoli, sono sempre esistite
 giancarlo
Mercoledi 19 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Qualche giorno fa ho inviato a tutti gli "aficionados" di Viva Voce i miei piu sinceri auguri e pensavo di non intervenire piu almeno per qualche tempo. Ma l'argomento denominato "'plan ghionga mi preocupa non poco perche temo che questa scelta contribuirebbe
non poco a "francesizzare" il corso che per attualizzarsi non puo che appogiarsi che si all'italiano.
Col piano Ghionga vedremo nascere la corsizzazione e di parole francesi perche nel còrso tradizionale certe espressioni
non esistono ed allora ocorre inventarle . E come? trasformando alla bisogna l'espressione francese
Cattiva soluzione mi pare. E voi cosa ne pensate?
Di nuovo buon natale a tutti
g.carlo
 Ghjiulio
Lunedi 31 Dicembre 2012

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[Ignorare]
Buon fine 2012 a tutti. Prima di terminare l'anno una piccola precisazione: anche per me il "piano Ghionga" non rappresenta il massimo e senza dubbio quanto propugnato da " A viva voce" é più condivisibile in quanto, soprattutto, rende giustizia alla storia, alle sue verità ed alle tradizioni ed origini del popolo isolano. Purtroppo però per una serie di ragioni (tutte individuabili) tale corrente probabilmente non trova il giusto spazio fra la gente per cui "ob torto collo" in assenza di altro personalmente mi auguro che il piano del signor Ghionga, difficile comunque da far digerire in continente, porti un qualche beneficio, funga da ariete per invertire una tendenza che dura inesorabilmente da anni. Buon 2013 a tutti gli amici che frequentano "A VIVA VOCE" ed un ringraziamento particolare ai fondatori del sito.
 giancarlo
Lunedi 31 Dicembre 2012

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[Ignorare]
SE DIAMO UNO SGUARDO GENERALE SULLA QUESTIONE DELLA LINGUA , MI RENDO CONTO CHE UN PROBLEMA DI CARATTERE PURAMENTE STORICO-CULTURALE SI TRASFORMA IN REALTA IN UN PROBLEMA POLITICO IN CUI L'OBIETTIVITA' ASSUME UN VALORE MARGINALE.
NON DOVREBBE ESSER COSI PER UOMINI DI CULTURA E RICERCATORI LONTANI DA INTERESSI DI PARTE ED EGOISMI PERSONALI.
LA STRUTTURA DEL PARLARE CORSO HA DELLE INDISCUTIBILI LOGICHE E DIREI LAPALISSIANE ORIGINI E DELLE CARATTERISTICHE CHE SOLAMENTE PERSONE DI CATTIVA FEDE O ALTRE ACCECATE DA UN ORGOGLIO FUORI LUOGO , POSSONO FALSIFICARE.
CON LA PROPOSTA GHIONGA SI DA LUCE AD UNA PARLATA IN GRAN PARTE INVENTATA .
GIA DA ADESSO SI POSSONO LEGGERE SAGGI IN CUI SI INVENTA UNA GRAMMATICA ED UNA GRAFIA . MI CAPITA DI LEGGERE ARGOMENTI CHE MI DANNO L'IMPRESSIONE CHE QUALCUNO VOGLIA ESSERE IL LETTERATO INVENTORE DI UNA NUOVA LINGUA CORSA.
BABBO PASQUALE SI RIVOLTA NELLA TOMBA I SAGGI DEGLI SCRITTORI DELL'OTTOCENTO , I PRIMI A VIVERE IL PROBLEMA DELLA LINGUA , VENGONO GETTATI NELLA SPAZZATURA.
MI DISPIACE , MA DA PICCOLO AFICIONADO DI VIVA VOCE E DEI SUOI INTENTI PURAMENTE CULTURALI ,VEDO ANNULLARSI IRRIMEDIABILMENTE QUELLO CHE DI POSITIVO E UTILE ALLA VERA INDIVIDUALITA DEL POPOLO CORSO, GLI UOMINI DI CULTURA E I RICERCATORI METTONO IN LUCE.

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