A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
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SALVATORE VIALE, CHI ERA COSTUI?

 Maurizio per la nostra Lingua
Venerdi 29 Giugno 2012

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Un saluto a tutti gli amici Còrsi e italiani.

Ieri ho voluto leggere su Wikipedia qualche notizia sull'uomo di cultura e poeta còrso Salvatore Viale (1787-1861), noto come il primo autore di un testo letterario in lingua còrsa, "U sirinatu di Scappinu", contenuto nella sua opera più nota, importante e apprezzata, la "Dionomachia".

Naturalmente ho cominciato con la voce in Italiano, la mia lingua.
E' piuttosto lunga e articolata e dà un certo risalto al fatto che Viale, pur essendo un funzionario del governo di Parigi, considerasse naturale ed ovvia ancora alla metà dell'ottocento - a un secolo dal passaggio della Corsica nell'orbita politica francese - l'appartenenza dell'identità còrsa all'area culturale italiana. A tale proposito viene anche citato un brano, molto illuminante, della premessa che lo stesso autore scrisse per l'edizione del 1843 dei suoi "Canti popolari corsi" e che esplicitamente dedicò "ai lettori corsi".
Il brano, che trascrivo integralmente, è questo:
« Dalla lettura di queste canzoni si vedrà che i Corsi non hanno, né certo finora aver possono, altra poesia o letteratura, fuorché l'italiana. Il fonte e la materia della poesia in un popolo sta nella sua storia, nelle sue tradizioni, nei suoi costumi, nel suo modo d'essere e di sentire: cose tutte nelle quali l'uomo côrso essenzialmente differisce da quello del continente francese e soprattutto dal prototipo dell'uomo francese che è quel di Parigi. Non parlerò della lingua la quale è più sostanzialmente informata da questi stessi principj; e la lingua côrsa è pure italiana; ed anzi è stata finora uno dei meno impuri dialetti d'Italia. »

Sono passato poi alla voce in lingua Francese. E' piuttosto scarna e sbrigativa: esattamente due righe, che faccio prima a trascrivere: "Salvatore Viale a été le premier à employer la langue corse dans une œuvre littéraire, la Dionomachia (1817). Libéral, il a joué un rôle majeur dans la récupération des traditions culturelles et nationales du peuple corse et a défendu l'italien comme langue culturelle de l'île."
Anche in questo caso c'è un preciso accenno alla difesa da parte di Viale dell'italiano come lingua di cultura dei còrsi.

E veniamo alla voce scritta in còrso, anzi corsu. Tutti i riferimenti alla cultura e alla lingua italiana sono scomparsi. Delle convinzioni di Viale sugli stretti rapporti fra il còrso e l'Italiano neppure un accenno. Incredibile! Eppure l'elenco delle opere di Viale riportate dagli autori, se non altro per i titoli, tutti in italiano, avrebbe dovuto farli riflettere sul rapporto che l'autore ebbe con la lingua di Dante!

D'accordo, Wikipedia non è la Bibbia, è un'enciclopedia autogestita di tipo "collaborativo", può contenere errori e forzature ma è sconcertante che proprio la voce in còrso ometta, sembra quasi intenzionalmente, ciò che la voce in francese ammette con tranquillità!

Da cosa deriva questa incomprensibile rimozione? Perché questo voler cancellare ogni traccia di italianità dalla cultura e dalla storia della Corsica?

Non penso si tratti di ignoranza. Credo piuttosto che sia l'atteggiamento pericolosamente autolesionista di chi pensa che la Corsica possa essere più "corsa" diventando meno "italiana", quando invece è esattamente il contrario. Se la Corsica getterà al vento la sua storia e non si riapproprierà di una lingua che è anche sua, l'Italiano, credo che ogni speranza di resistere alla temuta completa "francesizzazione" sarà sterile e vano.

Chi ha questa idea di "corsitude" che mi pare antistorica, isolazionista e sostanzialmente suicida penso dovrebbe riflettere sull'esperienza italiana. Fra tutti i territori che compongono la Repubblica quelli che sono riusciti a conservare in modo più efficace la propria specificità ed individualità sono la Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e l'Alto Adige/Sud Tirol, proprio quelli che non hanno reciso ma anzi difeso tenacemente il legame culturale e linguistico che li lega storicamente a culture diverse da quella italiana. E' importante poi rilevare come in Val d'Aosta l'uso del francese accanto all'italiano abbia contribuito a salvare il "patois valdotain" e il franco provenzale e il bilinguismo italo tedesco in Alto Adige il "südtirolerisch", l'idioma locale. Perché l'Italiano non potrebbe svolgere la stessa funzione "protettiva" nei confronti della lingua còrsa?

Se l'attuale tendenza in Corsica è quella di ripudiare il passato temo che gli amici di "A Viva Voce" avranno molto da fare e che la loro meritoria battaglia sarà lunga e piena di ostacoli!
 Maurizio per la nostra lingua
Martedi 30 Ottobre 2012

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Vorrei segnalare che su Google libri si possono leggere e scaricare gratis in formato PDF alcuni scritti di e su Salvatore Viale.

I seguenti due links riportano a due edizioni diverse della Dionomachia, la prima edita a Parigi nel 1823 e la seconda a Londra, nel 1817:

http://books.google.it/books?id=I8wOAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=Salvatore+viale&hl=it&sa=X&ei=QIiPUNn4PIHBhAfLp4G4Bg&ved=0CDsQ6AEwAQ

http://books.google.it/books?id=C1tJAAAAIAAJ&printsec=frontcover&dq=Salvatore+viale&hl=it&sa=X&ei=yoiPUJroNZCzhAemqIHwAw&ved=0CD4Q6AEwAg

Quest'altro link riconduce ad una raccolta di scritti in verso e in prosa del Viale edita a Firenze nel 1861, curata da. F. S. Orlandini.

http://books.google.it/books?id=6NAOhRvvO4MC&printsec=frontcover&dq=Salvatore+viale&hl=it&sa=X&ei=LYmPUJjFHYyZhQfX7oHIDg&ved=0CEEQ6AEwAw

Quest'ultimo, invece, conduce al saggio di 29 pagine "Salvatore Viale e la Corsica" scritto da Niccolò Tommaseo e contenuto in Archivio Storico Italiano, Nuova serie, Volume I, Tomo 15, seconda parte, Firenze, 1862:

http://books.google.it/books?id=TDTRAAAAMAAJ&pg=RA1-PA3&dq=Salvatore+viale&hl=it&sa=X&ei=q4qPUPPADtSShger6IHIDQ&ved=0CEkQ6AEwBg#v=onepage&q=Salvatore%20viale&f=false

Segnalo anche quest'ulteriore link che rimanda al secondo volume dell'opera "Canti popolari toscani corsi illirici greci" raccolti e illustrati da Niccolò Tommaseo, edita a Venezia nel 1841, di cui si può leggere e scaricare il volume secondo, dedicato ai canti còrsi.

http://books.google.it/books?id=-9YGAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=Salvatore+viale&hl=it&sa=X&ei=l5WPUN_5AZSShgfQroHQCw&ved=0CDsQ6AEwAzge#v=onepage&q=Salvatore%20viale&f=false

Credo che leggere in originale queste opere, di cui spesso si parla ma che sono poco conosciute, possa aiutare molto a comprendere quanto profondi siano stati in passato i rapporti della Corsica con l'area storica, culturale e linguistica italiana.
 elena pierotti
Martedi 30 Ottobre 2012

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Mi chiamo Elena Pierotti, sono di Lucca ed ho discusso recentemente una tesi su un religioso lucchese aristocratico che frequentò a lungo la Corsica negli anni in cui salvatore Viale vi soggiornava. Padre gioacchino Prosperi, gesutia divenuto francescano e rosminiano una volta uscito dall'ordine a Torino nel 1826 (Prosperi frequentò Carlo Emanuele IV di Savoia, cesare d'Azeglio e scrisse l'orazione funebre di Lanzo a Carlo Felice) diventò padre missionario in corsica per scopi politici, vicino a tommaseo e quindi anche a Salvatore Viale. I suoi congiunti lucchesi ospitarono in Lucca i Bonaparte quando erano rivoluzionari fuggiaschi nel 1834 e 1 prosperi fu dunque invischiato in moti insurrezionali corsi bonapartisti, in accordo col duca Carlo Ludovico di Borbone (forse anche Carlo Alberto) non andati a buon fine. Esiste una documentazione. e non possiamo escludere che Tommaseo e Viale fossero parti in causa. Se siete interessati ai miei studi, che ho proseguito dopo la tesi e continuo a seguire, anche in Piemonte, contattatemi. Il mio numero telefonico è 00390583469370. grazie per l'attenzione ed il vostro interessante forum.

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