A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum

Suggerimenti per un italiano che si rechi in Corsica. Dall'introduzione del Prof. Sabino Acquaviva a "Corsica" di T. Bagnati e A. Marcarini

 Maurizio per la nostra Lingua
Mercoledi 18 Luglio 2012

Stampa versione
[Ignorare]
Come promesso, riporto qui uno stralcio dell'introduzione del Sociologo Sabino Acquaviva alla guida "Corsica" di Tullio Bagnati e Albano Marcarini, edita nel 1997 dalla ClupGuide.

Ricordo solo che questa introduzione risale in realtà alla metà degli anni '80, quando uscì la prima edizione della guida, ed è quindi a questo periodo e al clima di allora che devono essere ricondotte impressioni e sensazioni dell'Autore.

Non so se in questo quarto di secolo il Prof. Acquaviva abbia avuto motivo e occasione per rivedere le sue previsioni, sostanzialmente piuttosto pessimistiche, sulla sopravvivenza della lingua e della cultura corse, che spero invece godano oggi di buone aspettative, né posso avere a riguardo un'opinione personale, mancando dall'Isola dal 1989, però credo che relativamente ai consigli rivolti al visitatore italiano queste righe mantengano intatta la loro validità e il loro contenuto di saggezza e buon senso.

Dopo una prima parte dell'introduzione dedicata al valore e all'importanza che possono avere per un italiano vacanze di "esplorazione culturale" in luoghi che abbiano partecipato alla storia d'Italia o siano comunque ad essa collegati da forti legami di natura culturale e linguistica, l'Autore passa direttamente a parlare della Corsica:
"Vorrei dire che un soggiorno in Corsica è più di una vacanza: è un'esperienza unica, e non soltanto perchè la natura è affascinante e le esplorazioni attraverso l'isola consentono di ammirare panorami sempre nuovi, ma anche anche perché nell'Isola Bella si ha l'impressione di essere all'estero e nello stesso tempo in Italia. Appunto perché prima di essere annessa alla Francia, oltre due secoli or sono, la Corsica era una di quelle regioni che hanno fatto parte del mondo culturale e linguistico del nostro paese. Poi, poco a poco, il sentore d'Italia si è perduto, e sembrava che i corsi fossero destinati a diventare francesi. Invece, con il tempo, in gran parte della popolazione è emersa un'identità isolana, la coscienza di appartenere a se stessi e non agli altri, la percezione della specificità della lingua corsa.
Ma - si chiede il turista attento - che cosa sono i corsi? Francesi? Francesi con un'antica anima italiana? Corsi con radici italiane? Credo che quelli autentici, non gli immigrati di ogni razza  e colore che stanno diventando maggioranza, siano anzitutto e soprattutto dei corsi, impegnati nella riscoperta e nella difficile salvaguardia della loro identità. Ma allora, in questa situazione, in quest'isola attraversata nei secoli da un'infinità di invasori, così vicina per lingua e cultura alla Toscana, come dovrà comportarsi, cosa dovrà andare a cercare il turista?
Dovrà scoprire la lingua, ascoltarli quando parlano in una maniera che ci appare così vicina all'italiano dei toscani e ad alcune antiche espressioni della nostra lingua, ritrovando nel corso parole per noi arcaiche o scomparse ma vive nell'italiano medievale. Essere turisti in Corsica significa osservare le vestigia di un'antica civiltà che sta morendo cancellata dalla forza e dal vigore di quella francese. Vuol dire riscoprire un'arte che fa da ponte fra Pisa e la Corsica, visitare le chiese, le città, riscoprire i borghi, pur non dimenticando le coste e un mare unico, eccezionalmente bello. Ma - ripeto - svelare a noi stessi una Corsica viva, ancora vitale sotto la cenere, non significa pensarla italiana, ma capire perché, dopo duecento anni dalla conquista francese, i corsi ancora si ribellano. In conclusione, è chiaro che questa, nell'Isola Bella, è un'"altra" vacanza, veramente originale e diversa perché ognuno può sentirsi turista ed esploratore, o addirittura scienziato. In questo caso l'italiano è un turista eccezionale perché con la sua stessa presenza racconta un millenario migrare di popoli da un sponda all'altra del Tirreno, narra un legame che è anche diversità, una vicinanza da due secoli in continua dialettica con la presenza francese. Non è nostro compito occuparci della controversia che divide corsi e francesi, interessarci direttamente ai loro conflitti, al terrorismo antifrancese; dobbiamo invece essere attenti osservatori delle diversità, del processo di lenta e inesorabile assimilazione che la Francia va operando in Corsica, della debole presenza o assenza della lingua corsa nella scuola, alla radio, alla televisione, nei giornali. 
E mentre esploriamo, osserviamo, viviamo in Corsica, ricordiamoci sempre di parlare in italiano, di non usare il francese: i corsi che lo vorranno potranno risponderci in corso, e noi capiremo. In tal modo li aiuteremo a far sopravvivere una lingua che minaccia di spegnersi per sempre".
 DARIO
Mercoledi 13 Febbraio 2013

Stampa versione
[Ignorare]
Non è nostro compito occuparci della controversia che divide corsi e francesi, interessarci direttamente ai loro conflitti, al terrorismo antifrancese

Troppo giusto.
Se proprio hanno voglia di coinvolgerci in queste vicende (e talora capita) è bene che comincino loro (i corsi).
Da parte nostra sarebbe maleducato.
 Fabien
Domenica 24 Marzo 2013

Stampa versione
[Ignorare]
Da Capi Corsu à Bonifaziu, aria di Roma è mare di u Laziu (vechju dettu isulanu).
 Maurizio per la nostra Lingua
Martedi 23 Aprile 2013

Stampa versione
[Ignorare]
Non conoscevo questo proverbio che evoca benissimo il senso di vicinanza tra Corsica e Italia e che trovo particolarmente interessante perché fa riferimento a Roma e al Lazio piuttosto che alla ancor più vicina Toscana. Del resto sono noti i legami storici dei Còrsi con Roma, il Lazio, l'antico Stato Pontificio e il Papato. Grazie a Fabien per il suo graditissimo contributo ma grazie soprattutto per essere un còrso che frequenta questo bel sito e il suo forum. Benvenuto, con amicizia e simpatia!
 berty ickx
Venerdi 24 Maggio 2013

Stampa versione
[Ignorare]
Volevo dire a voi di A Viva Voce: GRAZIE DI ESISTERE. ho letto il vostro inno, IN ITALIANO, mi sono commosso...potrei dire tante cose, potrei dire che sono veneto e che anche qui si parla di secessione, potrei dire che con tutti i difetti che l'Italia oggi ha viene voglia di andarsene (badate bene:parlo di indipendenza veneta, non di lega nord)...ma basterebbe solo fare un VERO stato federale secondo me, e soprattutto restando all'interno dell'Italia, avere dei politici migliori. io mi sento italiano, certamente amo molto la mia città e direi che più che veneto sono addirittura veronese, ma verona x me è parte dell'italia, una bellissima parte dell'italia. vi dico solo una cosa: non so se vi sentite anche italiani o solo corsi punto e basta, ma in questo momento vi sto scrivendo nella mia lingua e so che mi capirete alla perfezione, quindi x me siete sì corsi, come i sardi hanno la loro identità...ma geograficamente e culturalmente italiani, e vi prego, vi imploro... ma mantenete viva questa fratellanza, questa parentela, . io dico a voi: x miracolo siamo ancora cugini, restiamoci più a lungo possibile...e se diventeremo fratelli io sarò il primo a sentirmi realizzato. poi ci sarebbe anche tenda, una statale che inizia a cuneo e finisce in liguria tagliata in due, ma quella è un'altra storia...come l'istria e la dalmazia, che di italiano x me non hanno niente. grazie x l'attenzione, w la corsica, e w la sardegna
 berty ickx
Venerdi 24 Maggio 2013

Stampa versione
[Ignorare]
e w pasquale de paoli, u babbu di a patria (se non ha a che fare con l'italiano questo, io sono tartaro)
 leonardo sibaldi
Venerdi 6 Luglio

Stampa versione
[Ignorare]
E' l'ora di riscoprirsi italiani di riscoprire la memoria della nostra lingua storia cultura della nostra nazione di cui avere il coraggio di essere orgogliosi ed abbandonare definitivamente il politically correct.Abbiamo rinnegato la corsica terra di storia lingua e cultura italiana che tristezza gli italiani che tentano di parlare un francese orrido e sgrammaticato in corsica ignoranti dei legami che cilegano aquella terra.Cosi come ci dimentichiamo che briga tenda mentone e roccabruna erano italiane cosi come ligure italiano è il principato di monaco tristemente francesizzn.o.Lalingua di cultura del nizzardo era l'italiano enon il francese.Tristezza per tutti quegli italiani che si rinnegano e francesizzanoallegramente.Paoli il padre della corsica si chiama pasquale non pascal, si rivolterebbe nella tomba e si considerava italiano oltre che corso.In istria venezia giulia e dalmazia la stoiria lingua e cultura e italiana nonmeno che slava,l'80 per cento dei maltesi sa parlare itlaliano, cosi come tanti greci delle ioniee milioni di persone in america africa ed australia risvegliamoci con onore rispetto ed orgoglio,Intanto Viva la Corsica liberae corsa!b[i[u[qt[[[
 leonardo sibaldi
Venerdi 6 Luglio

Stampa versione
[Ignorare]
E' l'ora di riscoprirsi italiani di riscoprire la memoria della nostra lingua storia cultura della nostra nazione di cui avere il coraggio di essere orgogliosi ed abbandonare definitivamente il politically correct.Abbiamo rinnegato la corsica terra di storia lingua e cultura italiana che tristezza gli italiani che tentano di parlare un francese orrido e sgrammaticato in corsica ignoranti dei legami che cilegano aquella terra.Cosi come ci dimentichiamo che briga tenda mentone e roccabruna erano italiane cosi come ligure italiano è il principato di monaco tristemente francesizzn.o.Lalingua di cultura del nizzardo era l'italiano enon il francese.Tristezza per tutti quegli italiani che si rinnegano e francesizzanoallegramente.Paoli il padre della corsica si chiama pasquale non pascal, si rivolterebbe nella tomba e si considerava italiano oltre che corso.In istria venezia giulia e dalmazia la stoiria lingua e cultura e italiana nonmeno che slava,l'80 per cento dei maltesi sa parlare itlaliano, cosi come tanti greci delle ioniee milioni di persone in america africa ed australia risvegliamoci con onore rispetto ed orgoglio,Intanto Viva la Corsica liberae corsa!b[i[u[qt[[[
 leonardo sibaldi
Venerdi 6 Luglio

Stampa versione
[Ignorare]
Viva la Corsica viva l'Italia un popolo senza memoriae nazione é un popolo morto.Risvegliamoci la memori a é la nostra salvezza.Viva Pasquale Paoli non Pascal.

Il tuo nome :


La tua e-mail :
 (non pubblicato)


Messaggio
Tag incastono   Annullare
La Sua video sarà pubblicata sotto il Suo post.