Tempo d'estate, tempo di leggerezza.


 Maurizio per la nostra Lingua
Sabato 4 Agosto 2012

[Ignorare]
Tempo d'estate, tempo di leggerezza. 
Ripensando ai tanti miei connazionali che ogni anno arrivano in Corsica per la prima volta, attratti dalla sua bellezza ma spesso senza conoscerne storia e cultura, e si meravigliano scoprendo che molti còrsi hanno cognomi straordinariamente familiari, mi è venuto in mente di fare un piccolo gioco.
Mi sono creato un piccolo "campionario" di cognomi còrsi, attingendo a quelli dei redattori, collaboratori e articolisti di "A Viva Voce", e ad altri di personaggi storici, letterati e poeti di cui la rivista si è occupata. Sono andato poi sul sito www.paginebianche.it, che contiene i nominativi di tutti gli abbonati al servizio telefonico italiano e mi sono divertito a vedere quanti di quei cognomi sono presenti anche in Italia. 
L'operazione è facilissima. Una volta sul sito basta effettuare la ricerca per cognome, senza digitare alcun indirizzo, e in un attimo si hanno i dati nazionali.
Ecco i risultati: Pietri 441, Colombani 312, Beretta 4.694, Belgodere 0, Giovannoni 628, Liccia 8, Multedo 16, Pucci 3.857, Tomasi 3.203, Luciani 3.732, Peretti 1.528, Marchetti 9.445, Beretti 182, Villa 21.400, Flori 398, Poli 7.738, Alessandri 1.308, Vinciguerra 1.699, Filippini 3.085, Simonpoli 0, Lucciana 2.226, Bonifacio 989, Carlotti 542, Versini 67, Cipriani 3.734, Casanova 1.747, Viale 1.977, Gaggioli 531, Perfettini 1, Mattei 3.344, Andreani 1399, Talamoni 71, Casta 104, Ferrari 30.850, Canioni 3, Renucci 61.
Naturalmente non ho trascurato il Padre della Patria (Paoli 4.492) e "Lui", il grande convitato di pietra della storia còrsa (Buonaparte 25, Bonaparte 76). 
I dati, comprensivi anche delle imprese ma da cui possono essere facilmente scorporati quelli relativi ai soli nuclei familiari, rivelano che quasi tutti i cognomi del mio limitatissimo campione sono presenti anche in Italia, con l'eccezione di Belgodere, che deriva da un toponimo esclusivamente còrso e Simonpoli, che potrebbe però derivare dall'unione del nome Simone, abbreviato in Simon, col cognome Poli.
Se ripetessimo questa prova con l'elenco che ho trovato sul link http://matera.voila.net/Malerba/cognomi_corsica_1800_1930.htm, in cui è riportato l'elenco dei cognomi usati in Corsica dal 1820 al 1930 (in gran parte tratto da: Paoli, Christian - Les noms de familles en Corse. Histoire et anecdotes - Paris : Archives & Culture, 2003), prima cioè della massiccia immigrazione di elementi esterni all'isola, i risultati sarebbero ancora più impressionanti.
Basti pensare che i nomi Rossi, Ferrari, Bianchi e Ricci, comuni in Corsica, occupano il primo, terzo, quinto e ottavo posto nella classifica dei dieci cognomi più diffusi in Italia!
Se poi qualcuno volesse scoprire in quale parte della penisola il suo cognome è più diffuso, può andare sul sito http://www.paginainizio.com/link.php?url=cognomi.sapere.alice.it, ricordandosi però che in Italia c'è stata una forte emigrazione interna, specie verso il nord e le grandi città e questo è un fatto di cui bisogna tener conto.
Cosa ho tratto da questo mio "esperimento" senza pretese? La convinzione di quanto possa essere facile per còrsi e italiani, specie oggi che esiste internet, trovare un pretesto, anche semplice come quello che mi sono inventato, per cominciare a "riscoprirsi" a vicenda.
In realtà i modi per riavvicinarsi sono tanti e le ragioni molto serie; ne è lucida, chiarissima testimonianza il bell'articolo di pietri.mariani che ho trovato, insieme ad un altro da lui scritto proprio sui cognomi còrsi, sul link http://www.agoravox.it/pietri-mariani,4634. Il racconto che l'autore fa del del suo personale e graduale percorso di riscoperta dell'Italia e della lingua italiana, vista come efficace sostegno per il còrso, è esemplare.
Vorrei quindi permettermi di invitare i còrsi, soprattutto quei giovani che non hanno ancora dimenticato la lingua dei nonni, a cercare il più possibile il contatto coi miei connazionali che arrivano sull'isola e di parlare con loro in còrso. Troveranno qualche stupido che non vorrà rispondere - ce ne sono in ogni nazione! - ma sono sicuro che i più si sentiranno incuriositi, contenti e lusingati nel ricevere l'attenzione di chi parla  un idioma così simile al loro e anche piuttosto sollevati nel non dover usare il francese, che spesso parlano non proprio bene. 
Un'altra cosa che potrebbero fare, quando è bassa stagione e il flusso degli italiani che vanno e vengono dalla Corsica si riduce, è quella di prendere il traghetto e sbarcare in Italia. Da Bastia in sole quattro ore si può arrivare a Livorno e da lì partire alla scoperta di quella Toscana che, oltre ad essere una delle più belle regioni italiane, per un còrso ha un valore storico, culturale e linguistico fondamentale.
Consiglio anche, con due ore di navigazione in più, una visita a Genova, l'antica" Dominante" alla quale il grande Paoli diede tanto filo da torcere, senza trascurare il resto della Liguria che è bellissima e dove il nostro turista, anche qui, potrà trovare una certa "aria di famiglia".
E non trascurino la Sardegna, distante appena undici chilometri di mare e cinquanta minuti di traghetto. Lì potranno scoprire addirittura una Nazione a parte, particolarissima, stupenda e in alcune parti somigliante alla loro e una lingua, almeno in Gallura e nel nord dell'isola, che alcuni considerano una variante del còrso. 
Perché poi non approfittare di Facebook e degli altri social network? Sarebbe bello se giovani còrsi e italiani cominciassero a chiedersi l'amicizia, magari proprio con la scusa di un cognome uguale, e iniziassero a parlarsi. 
"Salute! Mi chjamu Pascal. Aghjiu vent'anni. E tu, quant'anni hai?" 
"Ciao Pascal! Ti chiami Ricci come me! Ho diciotto anni e sono di Pisa. Ma tu di che regione sei?".
"Sto in Bastia".
"In Corsica! Che bella Bastia! L'ho visita l'anno scorso con i miei, prima di andare al mare a Portovecchio. Sai che mi sembrava una città della Liguria? Ma allora siamo vicini!".
Mi piacerebbe proprio sentire dialoghi come questo dai quali potrebbero nascere amicizie, inviti reciproci, scambi di visite e, perché no, anche qualche amore!
Sarebbe soprattutto un bellissimo modo per rendere quel breve tratto di mare che ci separa, anticamente solcato nei due sensi da mercanti, uomini di cultura e d'arme, religiosi e viaggiatori d'ogni genere un po' meno ampio di quanto, inspiegabilmente, sembra esser diventato oggi.

 Christian Petretto
Martedi 4 Giugno 2013

[Ignorare]
Salve a tutti!
Io sono italiano, precisamente sardo, di Sassari. Le nostre belle isole un tempo erano chiamate "le isole gemelle", sardi e corsi hanno molte cose in comune. Nel nord della Sardegna anche la lingua si assomiglia al corso del sud.
Il motivo per cui vi rispondo però è un altro! Da circa 5 anni svolgo una ricerca sulla storia della mia famiglia e ho scoperto che i miei antenati erano sicuramente corsi. Il mio cognome, Petretto, esiste ancora in Corsica nella sua forma originale Petreto, con una sola t finale!
Credo che la sua origine venga dal paese Petreto-Bicchisano.
Mi farebbe piacere sapere qualcosa in più, soprattutto della storia di questo villaggio!!

Saluti da Sassari
Christian Petretto

 LEONI
Lunedi 1 Luglio 2013

[Ignorare]
Ah..Sassari! Che bel ricordo! Quanto mi piacerebbe tornare in Sardegna! Gente gentilissima, discreta, cortese, amichevole. E un po un pezzo di Corsica in Italia. Possiamo dirlo cosi. Da quanto al 15 secolo (o piu tardi) pastori corsi si sistemarono in gallura mentre i galluresi sardi se n'erano andati a causa di una carestia. Diedero cosi una anima corsa al nord Sardegna dilagando il loro dialetto sud Corsica. Molti dei miei famigliari si reccano spesso in Sardegna per molteplici cose, i negozzi, il cibo, la qualità di vita, senza parlare l'italiano perchè si capiscono perfettamente con i Galluresi anche se dai miei parti si parla il corso Nord. Molto divertente di sentire il parlato gallurese...Gia quel sud Corsica ci sembra strano..Immaginate un po il gallurese! "U gadduresu" come dicono.

La Sardegna è una parte di Corsica con una mescolanza si portogallo o di Galicia (Spagna) piu esatamente. Ci sono parrechi tipi fisici diversi. Qui uno pare corso, qui l'altro pare spagnolo, qui portoghese, qui romano, napoletano, qui tunisino!

Una fortissima personalità! Un popolo da una civiltà richissima è diversa dallo stivale. Già dalla lingua "A limba sarda" la lingua sarda! con la sua musicalità corsa ma con questi soni nasali alla portoghese...Con i "s" prononciati "sc". E dalla sua scrittura alla spagnuola o latina con le ""s" plurali:
Una richissima civiltà dico..Con i suoi abiti tradizionali meravigliosi..I suoi balli (che di questo, balli, noi i Corsica non ne abbiamo).

Sull' argomento, sicome Maurizio ci dice che gli italiani sono stupiti del esistenza di cognomi et toponomia italiani in Corsica, sarebbe bene che loro conoscessero meglio il loro paese, e sopra tutto la sua storia cosi sapprebero l'origine di questo e sarebbero meno in grado di fare confusione tra Corsica e Sardegna!

 LEONI
Lunedi 1 Luglio 2013

[Ignorare]
Cioè Che molto insistono in Italia con questa supposta somiglianza! In realtà siamo molto diversi già dalla presenza dalla loro anziana cultura, incomparabilmente piu ricca della nostra...Anche se la civiltà dei "nuraghi" viene dalla Corsica "civilta dei Torri, dei castelli"...Già vedete: "Nuraghi" parola propio sarda.."Castelli, torri" (parole italiane..Parlando dello stesso) per la Corsica...Cioè che gli erredi della civiltà che si sviluppo milleni fa nel sud Corsica sono i sardi loro stessi perchè i "torreani" (e non i tirreni..Non faciamo confusione..Non è la stessa epoca) abbandonarono la Corsica per l'Isola vicina. Gia all'epoca la vita era difficile in Corsica e la Sardegna era piu accogliante.

QUINDI, La Civiltà corsa da cui tutti ci parlano tanto, ha ben esistito , ma purtroppo in Corsica non ci rimane nulla tranne due o tre luoghi..E dalla sua lingua che si è sviluppata in Sardegna, non ci resta a noi nulla tranne un nom di luogo "Cucuruzzu"....Sull 'argomento, per risaldare cio che dico, se fate la domanda a un corso sul significato di quel nome "Cucuruzzu", vi dirà, che non vuol dire niente, che solo è un nome di luogo. Ma se chiedete a un sardo, egli vi dirà (forse non tutti..Pero già piu di in Corsica) che quel nome significa "collina sulla quale sommita si trova una antica fortezza"...Proprio uso che avevano i nuraghi, i torri, i castelli. Erano delle fortezze. Questo prova que loro proseguono parlando usando delle parole pertenendo a quel periodo cui sono gli erredi !


 LEONI
Lunedi 1 Luglio 2013

[Ignorare]
I Sardi sono una mezcolanza di liguri, iberi, sarddhani, e anche di numidi,(cio che spiega il tipo tunisino di certi sardi),latini, aragonesi, catalani sono sempre rimasti sulla loro isola. Sviluppando cosi la loro civiltà e la loro propria personnalità fortissima. I Corsi, erano gia meno numerevoli e erano sempre nel obligo di emigrare a causa della rudezza della vita. Al medioevo, piu della metà dei corsi emigro, a causa della malaria e dei pirati sareceni, in Italia a Roma, protetti dal papa LEONE..E sull'argomento preciso a Maurizio -che ha dimenticato il mio cognome piu in alto parlando dei i cognomi italiani in Corsica sui quali lui fa delle ricerche- che LEONI, cioè mio cognome, viene da quel papa. E che se fa delle ricerche a proposito di LEONI in Italia, ne trovera soppratutto nella provincia di Roma.

Pocchi corsi tornarono in Paese. Nessun di loro, penso..La vita essendo impossibile. La maggioranza di loro si sistemarono in Italia. E poco a poco, l'isola fu abitata di nuovo con popolazioni venute di Toscana, Umbria, Liguria, Roma, un po di Calabria e di Napoli. Cioè una popolazione unicamente italica! Niente a che vedere con la Sardegna!

Cio spiega i cognomi e la toponimia corsa e la lingua corsa cusi vicina del toscano ufficiale.

Tuttavia un piccolo nucleo di corsi di origine, italianizzato senza dubbio, ma avendo conservato qualcosa della sua vecchia civilta torreana perchè viveva protetto nei monti senza aver mai emigrato, è probabilmente a l'origine dell idea del "popolo corso"!

E questo si difende e questo si capisce..Ma non abbiamo la storia dei sardi, Che lo vogliamo o no! Dobbiamo fare con quel che abbiamo!

 LEONI
Lunedi 1 Luglio 2013

[Ignorare]
SCUSA, SCUSA, SCUSA! Si deve dire: popolazioni venute "DALLA" toscana, "DALL'umbria, DALLA LIGURIA ecc...Mi avete capito.

 Maurizio per la nostra Lingua
Martedi 2 Luglio 2013

[Ignorare]
Non ti devi scusare di nulla Leoni. Magari io scrivessi in francese o còrso come tu fai in italiano!
Le tue informazioni e i tuoi ragionamenti poi sono sempre molto interessanti.
Quanto al tuo nome perdonami: sugli elenchi telefonici italiani ci sono ben 4267 persone e 877 aziende che portano il nome LEONI!
Con simpatia e amicizia.

 LEONI
Mercoledi 3 Luglio 2013

[Ignorare]
Salve e grazie Maurizio! E importante migliorarsi sempre in tutto cio che facciamo.

 LEONI
Mercoledi 3 Luglio 2013

[Ignorare]
parlavo cosi della Sardegna perchè è proprio in quell'isola che mi venne il desiderio di parlare l'italiano invece del francese. Mi sentivo a proprio aggio laggiu, sicome fossi a casa mia. E sentendo l'italiano e provando di parlarlo sentivo sicome un peso fosse levato dalle mie spalle. Mi sembrava logico, facile, ovvio (esiste questa parola?). Mi resi conto allora che parlare francese mi chiedeva uno sforzo! Strano no?


 enrico
Mercoledi 3 Luglio 2013

[Ignorare]
Interessante quello che scrive l'amico Leoni. Una terapia ( o un'emozione) che dovrebbero tentare molti corsi. Recarsi in territorio italiano più prossimo alla loro isola e comunicare in italiano. Avere la sensazione di sentirsi a casa e appropiarsi della lingua (u' riaquistu). E come dice con tanta sincerità il Sig. Leoni, realizzare nella propria mente quanto è forte "l'idem sentire" con la popolazione italiana e con la lingua. Tutto questo è ovvio (si Leoni, ovvio) per noi che l'abbiamo sempre saputo con onestà intellettuale. Personalmente ho conosciuto dei corsi che hanno scoperto queste sensazioni (non in Toscana o in Sardegna) ma nella metropoli milanese , i quali mi hanno detto le stesse parole che ha scritto l'amico Leoni "noi qui ci sentiamo a casa nostra", lasciando intendere che non percepiscono le stesse sensazioni in territorio continentale francese.

 LEONI
Giovedi 4 Luglio 2013

[Ignorare]
Salve signore Enrico! Lei è milanese mi pare? In realtà, la prima città che ho visitato la prima volta era Milano! E poi la Sardegna. Anche a Milano ho sentito quel sentimento di essere tra i miei familiari. Pero, a Milano, la gente parla un italiano molto "signore" ( si dice questo ?) dico questo con gran rispetto e complimenti.

Cio che voglio dire è che in Sardegna, l'italiano parlato dei galluresi (parlo del toscano non del dialetto), sembra corso molto ben pronunciato...Mi spiego...Parlano cosi in quel modo proprio ai corsi (e ai sardi), cioè con la bocca un po chiusa, sicome avvessero un po una patata calda in bocca...Un modo di parlare umile, semplice...che da a questa lingua qualcosa di stremamente "SACRO". Si è proprio questo..SACRO! Quindi, riconoscevo qui, una musica parlata molto familiare (sicome il corso), pero con tutta la raffinatezza del italiano. Ed io, non avendo studiato l'italiano, mi mise a parlare semplicemente insistendo sulla pronuncia di certe parole..Sicome "Ca"sa..in vece di "Ga"sa...(Scriviamo casa, in corso, pero pronunciamo "gasa" quando è inserito in un frase. al inizio di una frase diciamo "CA"sa sicome in toscano), è pronunciavo "v" invece di "w", perchè abbiamo conservato la "v" latina. Diciamo "wolta" anche se lo scriviamo "volta"..Piu esatamente diciamo "worta"..La l pronunciandosi "r"...mettendo dei "o" alla fine delle parole invece di "u"(Che strano e complicato il corso..percio parlo italiano..troppo complicato). E poi, proseguendo institivamente, sempre con precauzione di tenermi molto vicino alla forma di perfetta pronuncià della lingua che provavo di parlare, risenti un gran sollievo sicome un grande fatica mi fu tolta dal corpo..Ero leggero e mi sentiva sui miei due gambe..Tutto era tanto semplice e nessun sforzo...Proprio a casa mia.

I sardi hanno la vita piu semplice, perchè il gallurese permete di parlare il toscano facilmente sicome vengo di spiegarlo e anche se parlano il vero sardo sia "a limba sarda" e sempre ovvio di parlare l'italiano perchè, anche se lo scrivo (l'écriture) è diverso la pronuncia, l'accento tonico e la musicalità sono uguali.

Non ho mai visto in Sadegna una personna che non sia in grado di communicare in italiano..Che in Corsica, quanto ho conosciute delle personne troppo vecchie o incolte totalmente isolate per il "delitto" di non parlare francese.

Proprio una vergogna!


 LEONI
Giovedi 4 Luglio 2013

[Ignorare]
Quando dico "Sacro" dopo aver spiegato che parlano sicome avessero una patata calda in bocca, non dovete immaginare la patata calda e sopratutto la personna mangiandola.

 LEONI
Giovedi 4 Luglio 2013

[Ignorare]
E cosi che ci rendiamo conto che parlando in una altra lingua possiamo cosi essere divertenti, comici.

En français ça donnerait ça (che sforzo devo dare qui!):

L'italien, surtout la langue citadine, de surcroît celle des grandes villes du nord, est extrêmement raffiné au point d'en devenir extrêmement maniéré (de plus en plus d'ailleurs). C'est assez amusant mais ça peut lui enlever tout de même un sorte de "sérieux". cette langue étant raffinée au paroxisme, en rajouter..C'est "too much"!

L'italien des gens simples, apparaît dans toute son "immense beauté" parce que par leur prononciation "simple", par contraste, il mettent en relief son extrême preciosité (si dice questa parola in francese? avete capito ad ogni modo).

 Maurizio per la nostra Lingua
Giovedi 4 Luglio 2013

[Ignorare]
Caro Leoni, quella sensazione di sentirsi "in famiglia" quando ha visitato l'Italia, specialmente alcune regioni, è la stessa che ho avuto io quando sono andato in Corsica molti anni fa. Tutte le volte non mi è sembrato di essere in Francia, che conosco abbastanza bene ma in un'altra regione "italiana" sconosciuta, affascinante, bellissima e piena di sorprese. Purtroppo so che in questi ultimi anni la cultura e la lingua còrse hanno perso terreno rispetto a quelle francesi però vedo, girando su internet, che c'è ancora in molti còrsi un fortissimo desiderio di recuperare la propria identità. Andando su Youtube per esempio, ho trovato un filmato molto interessante e per me anche commovente (http://m.youtube.com/#/watch?v=6boHMXlBOjw&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3D6boHMXlBOjw) in cui si parla della creazione di un messale in còrso e della celebrazione della messa in questa lingua a Calenzana, in occasione della festa di Santa Reparata. Ebbene, posso assicurare che un italiano capisce tutto quello che viene detto nel filmato senza alcuna difficoltà e non ha certo bisogno di leggere i sottotitoli in inglese! Specialmente le parole del vescovo, Monsignor Angelo Giudicelli, pronunciate lentamente e in modo ben scandito sono chiarissime e il suo discorso sembra pronunciato in italiano. Mi chiedo come facciano alcuni a sostenere che fra le nostre lingue non esiste alcuna parentela! Credo invece che per dei giovani còrsi ormai totalmente francofoni sia importantissimo ascoltare o leggere testi in italiano o sentire musica italiana, non solo per imparare le tante parole che sono uguali o molto simili nelle due lingue ma soprattutto per imparare cadenze e accentazioni ormai dimenticate.

 Maurizio per la nostra Lingua
Venerdi 5 Luglio 2013

[Ignorare]
Chiedo scusa, ho parlato sopra di Santa Reparata. Si tratta invece di Santa Restituta.

 LEONI
Lunedi 22 Luglio 2013

[Ignorare]
Ma communque "l'hymne corse" "Dio vi salvi regina" è proprio italiano. E tutti, anche i piu radicali lo cantano come è scritto! Quindi, chi mi puo spiegare questo? Perché in quale corso si potrebbe scrivere? Ognuno vuole parlare il suo dialetto e rifiuta di parlare quello della provincia vicina. Tradurlo in francese sarebbe proprio eresia! L'unica soluzione è l'italiano da sempre. Cosi i corsi sono tutti d'accordo!

 LEONI
Lunedi 22 Luglio 2013

[Ignorare]
Et pourtant dans leur grande majorité, et en tout mauvaise foi il faut bien le dire, les corses assurent que cet hymne est chanté en langue corse!
Il faudrait, maintenant et avec une forme d'urgence que les corses se clarifient quant à leur rapport avec leur culture d'origine italienne. Parce que là ça devient assez schizoprénique!
Quant ça les arrange, voilà que du pur 'italien devient du corse. Et quand ça n'arrange plus, voilà qu'on affirme bien haut que le corse et l'italien n'ont qu'une lointaine parenté et qu'il ne faut surtout pas confondre.
Mais on n'est pas des "buses", on a des oreilles, de la culture et du bon sens et on a étudié l'italien, pour confirmer avec assurance que Dio vi salvi regina c'est du pur italien un point c'est tout.

 GIANCARLO F.
Domenica 27 Ottobre 2013

[Ignorare]
I cognomi delle maggior parte delle famiglie corse si trovano anche in italia. Moltissimi nomi di luoghi idem , il parlar corso e' definito un vernacolo dell'italiano , i nomi di molti piatti della cucina corsa li ritroviamo in quella italiana (recentemente ho scoperto che i pastori abruzzesi hanno anche loro il Fiadone), l'architettura della chiese e delle cappelle appartiene al romanico pisano, ed al barocco, progettisti compresi, Come si puo sostenere che la Corsica di oggi abbia origini storiche, culturali e linguistiche completamente distaccate da quelle della nostra penisola?
Perché alcuni corsi insistono nel cercare di dimostrare di non appartenere ad una societa' alimentata da massicce emigrazione d'italiani
inviati a partire all'incirca dall'anno 1000, dalla Repubblica di Pisa con lo scopo di sfruttare le possibilita' agricole dell'sola realizzando estensissime piantagioni di olivo e vigneti? Lo scambio di persone dalla terraferma all'isola e viceversa e' stato sempre molto intenso.
C'e stato anche un periodo in cui i lavoratori corsi si trasferivano in Maremma per necessita' di mano d'opera ; poi il fenomeno si e' invertito e sono stati i lavoratori italiani a venire in Corsica .
E che dire del quartiere del porto di Roma abitato interamente dai corsi cosi' come un o dei quattro quartieri in cui e' divisa la vecchia citta' di Orvieto e quella di Urbino?
A Fucecchio, cittadina della Toscana , il santo protettore e' S. Crisostomo, un corso.
In quasi tutte le citta' dell'Italia esiste una via Corsica .
Sulla scorta di queste elementari considerazioni , come si puo' sostenere che la Corsica abbia origini etniche tipicamente personali e che anche la lingua lo sia? Tutti i lavoratori che i Padroni facevano venire per motivi di agricoltura o di pastorizia arrivavano con il loro bagaglio culturale e linguistico che nei secoli si e' inserito nella societa' che si e' formata sulla base di questi elementi ,
E' fuori luogo dire che la Corsica sia un isola italiana. E' più giusto dire che essa fa parte delle regioni Italiche che con l'avvento del Regno d'Italia hanno perduto la loro identita' politica .
I Francesi non hanno tenuto conto del trattato di Versailles e si sono attribuiti ls Corsica anche se qualche storico sostiene che anche attualmente il vero proprietario e' lo stato Vaticano.
Cari amici e fratelli corsi non rinnegate la cultura che vi appartiene di diritto e di cui dovete essere fieri ,specie se la contrapponete a quella francese
Dell'uomo di Filitosa credo che non si possa trovare più alcuna traccia nel vostro DNA cosi' come da noi in Toscana sara' difficile trovare quello
dei nostri antenati etruschi
Riscopriamo con passione le radici che ci uniscono e che valorizzano moltissimo i nostri rapporti .
G.Carlo

 LEONI
Venerdi 1 Novembre 2013

[Ignorare]
L'uomo di filitosa era ligure oppure umbriesco opure toscano ...Sia etrusco.. Ne siamo sicuri. Dopo ci sono due ipotesi: Arrivarono verso 7000 o 8000 o anche di piu....Sia i shardhani o popoli del mare in provinienza del medio oriente pero originari di Turchia mescolati con grecci....Sia i baschi...Che crearono la civiltà "dei torri e castelli "....Che si traformo, loro spostandosi in Sardegna, in civiltà "dei nuraghi".
Corsi d'origine e ultimi arrivati, non potendo vivere insieme, si combatevano sempre. E anche se gli ultimi furono i vincitori, preferirono sistermarsi in Sardegna. La maggioranza di loro ocuparono la Gallura svilupando una civiltà unica sempre viva oggi, mentre poco degli altri rimanendo in Corsica andarono perdendosi nei monti.


 G,CARLO FILIPPI
Sabato 14 Dicembre 2013

[Ignorare]
Caro Leoni,
Quello che dici è verissimo, ma L'etnia della popolazione corsa attuale da quale parte del mondo trae origine? Da dove sono venuti i suoi
antenati? Le vicende storiche sono chiare ed evidenti.
Un amichevole saluto
da G.Carlo