A Viva Voce

Alcuni uomini e alcune donne di Corsica, premurosi del rinverdimento della lingua dotta dei nostri antenati hanno deciso di pubblicare questa rivista in lingua italiana. Essa è un nostro retaggio e un puntello per mantenere viva la lingua còrsa.
Forum
 Leoni
Giovedi 9 Maggio 2013

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[Ignorare]
Radio corsa in lingua italiana!

Le meilleur moyen du renouveau de l'italien en Corse ne serait il pas de créer une radio? Quel meilleur vecteur de diffusion que celui des ondes radiophoniques! Je suppose que l'idée doit être déjà à l'étude, ça tombe sous le sens! Un heureux programme musical italo-corse, alterné de cours de corse, d'histoire de la Corse et d'excellents débats, voilà qui remettrait les choses à leur place!
 Dario
Giovedi 9 Maggio 2013

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[Ignorare]
Sarebbe bellissimo!
Ci starebbe bene anche un programma di conversazione in cui uno parla in italiano e l'altro risponde in còrso.
Ma lo Stato Francese approverebbe?
 Paul Colombani
Giovedi 9 Maggio 2013

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[Ignorare]
Esiste Mediterradio, il lunedì dalle 14 alle 14 e 30 e il sabato dalle 12 alle 12 e 30. Collegamenti tra Bastia (RCFM) e RAI Cagliari e Palermo.
 LEONI
Venerdi 10 Maggio 2013

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[Ignorare]
Sarebbe meglio che sia tutti i giorni. A tutte le ore. Giorno e notte. Certo che il governo francese approverebbe! Siamo in democrazia no! Chi ci puo impedire di parlare italiano e corso ascoltando con tanto piacere ottime canzoni? canzoni romane in dialetto romanesco: "Gita ai castelli", "Casetta de trastevere"......Canzoni napoletane:" Simu a napule", "Na sera e maggio", "Paura", "Passione eterna mia"....E poi E CANZONE CORSE: "U mio amigu mulateru", "ritornu", "U pastore di Calenzana", e tutte e belle paghielle..A piu bella è "Moita"! Cantanu ben i moidinchi. Nimu in Corsica paghiella cume elli (Scusa per il mio corso ma non soglio parlarlo). Ah ci vogliono anche raconti. Quelli di "Grossu Minutu"! E credo che quello che corrisponde al nostro Grossu minutu corsu sia in Italia "Buchettino"...Vero o sbaglio? Ci vorrà anche delle canzone moderni ovviamente!

Saluti da Parigi sempre nel freddo la pioggia e le faccie della gente parigina uguali al tempo!



 LEONI
Venerdi 10 Maggio 2013

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[Ignorare]
A proposito di Grossu minutu" io conosco una barzelletta e è l'unica che conosca ma non so se qui puo essere raccontata. Non oso. Con tutta quella gente tanta educata! Ma se insistite allora si. La raccontero in corso certo pero a volte ci saranno delle parole che non conosco in corso quindi le diro in italiano. Sara meglio per tutti nel significato che ognuno possa capire. Aspetto! Come volete. Non prenderei solo quella reponsabilita. O zitelli aspettu..E quandu volite!
 enrico
Sabato 11 Maggio 2013

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[Ignorare]
Mediterradio è un'interessantissima trasmissione radiofonica. Non so quanti in Corsica l'ascoltino su Frequenza mora, ma è importante in quanto è l'unico aggancio "dal vivo" per i corsi alle realtà isolane italiane e quindi con l'Italia. I corsi all'ascolto sentono parlare la propria lingua e ascoltano da Cagliari e Palermo l'italiano che male non fa. La comunicazione procede benissimo tra corso e italiano come potrebbe ugualmente funzionare tra siculo e corso e forse anche con il sardo. Non so quale può essere il bacino di utenza di questa trasmissione in Corsica e se c'è interesse da parte dei corsi nel capire realtà omologhe alla Corsica in territorio italiano. A questa curiosità possono rispondere solo gli ascoltatori corsi o lo Staff di F.M.
 enrico
Sabato 11 Maggio 2013

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[Ignorare]
Mediterradio è un'interessantissima trasmissione radiofonica. Non so quanti in Corsica l'ascoltino su Frequenza mora, ma è importante in quanto è l'unico aggancio "dal vivo" per i corsi alle realtà isolane italiane e quindi con l'Italia. I corsi all'ascolto sentono parlare la propria lingua e ascoltano da Cagliari e Palermo l'italiano che male non fa. La comunicazione procede benissimo tra corso e italiano come potrebbe ugualmente funzionare tra siculo e corso e forse anche con il sardo. Non so quale può essere il bacino di utenza di questa trasmissione in Corsica e se c'è interesse da parte dei corsi nel capire realtà omologhe alla Corsica in territorio italiano. A questa curiosità possono rispondere solo gli ascoltatori corsi o lo Staff di F.M.
 LEONI
Sabato 11 Maggio 2013

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[Ignorare]
Buona notizia! Non conosco mediterradio. Non so se a Parigi puo essere ascoltata. Pero provero. In Corsica non ho mai sentito parlare di quella radio poicchè pocchi corsi soni sensibili alla cultura italiana.
Ma la sede di quella radio perché é sistemata in Sicilia-Sardegna? Sono corsi vivendo in queste isole che hanno deciso di questo? Perchè se l'idea venisse da italiani sarebbe molto importante e interessante nel significato che senza l'aiuto degl'italiani cosa potrebbero fare i corsi per la diffusione del italiano nel isola? Cio è...Ci sono davvero molti italiani interessati dalla Corsica..? Del fatto che una piccola minoranza di corsi (piu colta) hanno il desiderio di la loro patria culturale, sia l'Italia? penso ad ogni modo dopo qualche idagine che gl'italiani sono piu sensibili a quel problema dei corsi, questo è una cosa sicura. Molti dicono:" Ovviamente voi corsi siete italiani". L'ho sentito tante volte! Pero quanti sono pronti ad impegnarsi in quel progetto? Se ne freggano! L'Italia va bene ed è sempre l'Italia anche senza la Corsica. Anzitutto, come dicono gl'italiani: "Perché provare di fare qualcosa con i corsi che ovviamente ci disprezzano?" Ecco il problema! Perché tanto disprezzo ed anche a volta (di meno in meno adesso, per fortuna) ma di odio? Ed io essendo corso mi vergogno davvero di quel attegiamento.
 LEONI
Sabato 11 Maggio 2013

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[Ignorare]
Preciso, quando dico che molti corsi (la maggioranza) non sono interessati dalla cultura italiana, che in linea di massima non è per disprezzo in tutti i casi pero di piu per ignoranza. Loro essendo stati educati dalla cultura predominante (francese) che non avevano niente a che vedere coll'italia. Che gl'italiani erano dei conquistatori terribili cui il unico progetto era di sfruttare i corsi rifiutando e distruggendo la loro cultura di origine. Che cosa fare contro l'idea che la Corsica è nata con Napoleone primo? Molti lo pensano. "E cosa c'era prima i francesi e cos'è la cultura corsa di origine" a quella domanda le risposte le piu assurde si fanno sentire. proprio stupidagini! Cosa ne fanno dei liguri, etruschi, grecci, romani, pisani, genovesi..? si i genovesi gli conoscono, pero solamente come un popolo terribile di crudeltà. Sembra, sentendogli, che tutto cio ch'è venuto dallo stivale sia il male. E del bene? Di tutto il bene...Come mai non ne dicono mai niente?
 Giancarlo filippi
Domenica 26 Maggio 2013

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[Ignorare]
Credo che i corsi non siano in generale molto interessati alla cultura italiana perché l 'insegnamento che ricevono a scuola e' essenzialmente basato su quella francese. Ho constatato pero' che quando si illustrano loro fatti ed elementi che riguardano in modo approfondito e dettagliato il loro passato la curiosità e la voglia di conoscere insorgono. Credo che con appropriate iniziative culturali si potrebbero ottenere buoni risultati e cominciare a dimostrare che la cultura italiana appartiene al popolo corso molto di più di quella francese. Spesso si organizzano gite scolastiche in Italia. Si potrebbe allora far visitare agli studenti i luoghi italiani che parlano della Corsica e degli uomini illustri corsi che hanno lasciato in Italia traccia del loro talento. Roma in primis ,poi Orvieto ed altri luoghi storici che recano tracce degli stretti rapporti che l'isola ha con la sua reale terra ferma potrebbero certamente aprire la strada alla voglia di sapere e di approfondire. Un cordiale saluto a tutti

 LEONI
Martedi 28 Maggio 2013

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[Ignorare]
Non, je pense que ce ne sera pas suffisant. Les corses, à part quelques rares exceptions se sentent très loin de l'Italie et quand bien même ils connaîtraient mieux leur histoire il ne se sentiraient pas concernés. Beaucoup de corses vont en Italie et à aucun moment l'évidence de leur appartenance à cette terre ne leur saute aux yeux! Et ils reviennent de leur séjour d'Italie comme s'ils revenaient d'Allemagne ou d'Angleterre... C'est "l'étranger". Ils ne se sentent pas concernés! Ils ont subi un lavage de cerveau extrême.

Ils voient la chose de la façon suivante: L'Italie c'est le monde du passé. la France c'est le monde moderne. C'est pour ça que parler corse les dérangent par ce que c'est la langue de l'ancien monde, du conservatisme, des vieux en somme!

Non, la fracture est bien plus importante que ça!

Dans l'inconscient corse la fracture (grave) est irrémédiablement imprimé.


Non, ce n'est pas par l'école qu'on y parviendra. les enseignants sont les garants incorruptibles de la culture francaise en corse et ils ne veulent pas entendre parler de l'Italie.
 andrea
Martedi 28 Maggio 2013

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[Ignorare]
Va dato atto al sig. Leoni di notevole capacità di sintesi e di lucidità di espressione.

A mio avviso, la Corsica rischia di avere, ovviamente a spese dei contribuenti, un
fenomeno di deriva simile a quello sperimentato dall'Irlanda.
Dove l'irlandese, anche se nessuno lo parla - tutti parlano inglese - , è lingua
ufficiale ed è sostenuto, a spese dei contribuenti, mediante ore d'insegnamento
scolastico seguite con fastidio e svogliatezza dagli allievi e criticate dalle famiglie
- che non riescono a comprendere quale utilità possa mai avere per i loro figli
lo studio dell'irlandese - . Ovviamente, si tratta di un irlandese di "fiction" perché
gli ultimi locutori effettivi sono vecchietti di campagna che conoscono esclusivamente
la variante locale, si sono guardati dal tramandarla ai figli e sono in età assai
avanzata.
La Corsica propone una situazione sociale e linguistica non molto distante
e anche in Corsica il progetto rivoluzionario dell'abbé Grégoire di "anéantir les patois" ,
che ha spazzato dai territori dell' "Héxagone" le lingue locali, sembra ormai
- se pure dopo più di due secoli - avere splendidamente conseguito i suoi
obiettivi.
E anche i Corsi - da veri " CITOYENS DE LA REPUBLIQUE UNE ET INDIVISIBLE" -
tralasceranno finalmente i patois dell' "ancien régime" e della tirannide e
parleranno esclusivamente francese, la lingua dei cittadini, degli uomini liberi.
Sotto l'aspetto della vulnerabilità del patois rispetto a una lingua nazionale,
il fatto che le origini del corso siano da riconnettersi all'ambiente italiano
piuttosto che francese non sposta il nucleo del problema e risulta
argomento meramente accademico, da ultra-specialisti, disancorato dalla
realtà quotidiana.
Si noti che l'abbé Grégoire - per altro, uomo di cultura - non scriveva - all'epoca -
di corso, ma di italiano ...
Anche se ad alcuni Corsi non fa piacere ammetterlo, essi sanno
bene - più o meno implicitamente o esplicitamente, anche in base al
personale livello culturale - che lo status socioculturale del corso, in cui non
è mai stato scritto un libro di matematica né un trattato di anatomia, non è,
poi, in definitiva, così diverso da quello dei vecchi patois "du Continent" .
Lo stato francese, con molta sagacia e intelligenza
- sia a livello strategico sia tattico -
ha recentemente aperto ad alcune concessioni.
Ma solo perché il paziente si ritrova ad essere esangue ed esausto
- in una parola, innocuo - .
Anche in Corsica, sempre a spese del contribuente, gli alunni "subiscono"
piuttosto svagatamente le poche "inutili" ore di corso - che non usano mai nella vita
quotidiana - e molte famiglie non iscrivono i propri figli perché
non vedono quale utilità possa mai avere perdere tempo su un linguaggio
corso di "fiction" .
E gli accademici, sempre pagati coi soldi dei cittadini, "inventano" il linguaggio
corso di "fiction" in cui "differente" si deve dire - soltanto - "sfarente" ed altre
simili graziose amenità.
Altrimenti, assomiglierebbe troppo all'italiano ...
Anche in Corsica, gli ultimi effettivi locutori - di età molto avanzata - usano
esclusivamente la varietà locale e, quando anche loro raggiungeranno gli
antenati in Paradiso, nessuno più parlerà concretamente corso. Tutte le generazioni
successive parlano esclusivamente francese e a loro si rivolgono esclusivamente
in francese i "vecchi" per non "offenderli colla loro rozzezza" . Il sostegno della lingua
italiana potrebbe essere stato logico, ma, attualmente, risulterebbe ultra-tardivo e
decisamente fuori contesto. Gl'italiani devono mettersi in testa che i Corsi possiedono
esclusivamente la cultura francese. Una cultura notevolmente "centralizzata" e
"centripeta" . E anche il paradigma "tradizionale" italiano in cui
le lingue locali o dialetti affiancavano la lingua nazionale
è in dismissione e i giovani adottano sempre di più, anche in Italia,
esclusivamente la lingua nazionale. Quindi, non è più proponibile nemmeno
per i Corsi, perché si va esaurendo anche in Italia e gl'italiani stessi, ormai,
lo sconfessano. Noi europei siamo tutti eredi - che ci piaccia o meno - della
modernità arrecata dalla rivoluzione francese - non solo i francesi - e
siamo tutti - sotto l'aspetto sociolinguistico - nipotini dell'abbé Grégoire, tendiamo,
cioè, a esprimerci sempre più ed esclusivamente nelle lingue nazionali.
I rappresentanti dei movimenti indipendentisti agitano strumentalmente
in Corsica la questione linguistica, ma sono ben consapevoli che si tratta
esclusivamente di aspetti strumentali. Chiunque, inoltre, anche non esperto, può
rendersi ben conto dai loro interventi che l'unica lingua a loro familiare è
il francese e quanto sforzo costi loro - e quanto il risultato risulti penoso -
spiccicare quattro frasi stereotipate in corso.
E, forse, anche in Corsica i soldi dei contribuenti potrebbero essere spesi meglio,
ma non sta certamente a me dirlo.
La Storia non segue necessariamente la logica e contraddice l'idea
- teoricamente anche ragionevole, per altro - del possibile sostegno
della lingua italiana al corso.
Intervengono, poi, molte altre variabili di diversa origine.
Infine, occorre essere chiari: se la storia fosse logica, sarebbe anche prevedibile.
Ma così - evidentemente - non è mai stato e tuttora non è!
Che ci piaccia o meno.
Nè in Corsica né in Italia !


 giancarlo filippi
Martedi 28 Maggio 2013

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[Ignorare]
Forse ho avuto la fortuna di conoscere molte persone in corsica e di poter conversare con loro. con loro . Molti erano gente semplice e pochi intellettuali.Quando ho affermato che i miei argomenti sull'italianita' delle loro radici suscitavano un certo interesse e curiosita'
l'ho detto in senso statistico, cioe' molti dei miei interlocutori si mostravano un terreno fertile per conoscere e soprattutto per spiegare certi episodi relativi alla loro famiglia . ed al loro nome . Molti ammettevano di avere un parente anche lontano , di origini italiane.Molti avevano trai loro vecchi documenti pagine scritte in italiano. Tutto questo tra la gente semplice non condizionata da idee politiche.
L'abitudine di parlare corso è malgrado tutto abbastanza frequente e con un turista italiano si arriva sempre ad intenderci senza troppa fatica.
Credo che un apertura culturale verso l'italia iniziata con piccoli passi e senza alcuna imposizione potrebbe verificarsi naturalmente cpn successo.
A differenza delle altre nazioni in cui si e' imposta la lingua dell'invasore che rappresenta oggi la sola maniera di comunicare , la Corsica possiede troppe tracce indelebili che la legano al suo passato storico , un passato che tutti i corsi sentono nella loro genetica.
I continentali francesi sono comunemente chiamati "pinzuti" senza odio naturalmente , ma con spirito di distacco che mostra come l'assimilazione completa non sia ancora avvenuta.
Gli intellettuali certamente sono la categoria che piu è stata formata nella cultura francese e certamente per loro aprirsi ad un altra forma di cultura sarebbe una scelta abbastanza faticosa e possibile solo se dettata da una precisa volonta'
Lasciamo che i giovani possano conoscere e apprezzare quello che gli antenati hanno lasciato. Diamo loro la liberta' di poter sapere la verita' su molti episodi storici . Sono sicuro che in questo modo si potrebbero raggiugere risultati positivi.



 giancarlo filippi
Martedi 28 Maggio 2013

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[Ignorare]
Forse ho avuto la fortuna di conoscere molte persone in corsica e di poter conversare con loro. . Molti erano gente semplice e pochi intellettuali.Quando ho affermato che i miei argomenti sull'italianita' delle loro radici suscitavano un certo interesse e curiosita'
l'ho detto in senso statistico, cioe' molti dei miei interlocutori si mostravano un terreno fertile per conoscere e soprattutto per spiegare certi episodi relativi alla loro famiglia . ed al loro nome . Molti ammettevano di avere un parente anche lontano , di origini italiane.Molti avevano trai loro vecchi documenti pagine scritte in italiano. Tutto questo tra la gente semplice non condizionata da idee politiche.
L'abitudine di parlare corso è malgrado tutto abbastanza frequente e con un turista italiano si arriva sempre ad intenderci senza troppa fatica.
Credo che un apertura culturale verso l'italia iniziata con piccoli passi e senza alcuna imposizione potrebbe verificarsi naturalmente con successo.
A differenza delle altre nazioni in cui si e' imposta la lingua dell'invasore che rappresenta oggi la sola maniera di comunicare , la Corsica possiede troppe tracce indelebili che la legano al suo passato storico , un passato che tutti i corsi sentono nella loro genetica.
I continentali francesi sono comunemente chiamati "pinzuti" senza odio naturalmente , ma con spirito di distacco che mostra come l'assimilazione completa non sia ancora avvenuta.
Gli intellettuali certamente sono la categoria che piu è stata formata nella cultura francese e certamente per loro aprirsi ad un altra forma di cultura sarebbe una scelta abbastanza faticosa e possibile solo se dettata da una precisa volonta'
Lasciamo che i giovani possano conoscere e apprezzare quello che gli antenati hanno lasciato. Diamo loro la liberta' di poter sapere la verita' su molti episodi storici . Sono sicuro che in questo modo si potrebbero raggiugere risultati positivi.



 Andrea
Mercoledi 29 Maggio 2013

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[Ignorare]
Non l'ho scritto esplicitamente, ma davo per scontato il fatto che, oltre
i tabù mentali dei Corsi nei confronti dell'Italia, della lingua italiana
e della cultura di cui essa sarebbe portatrice,
la Francia non avrebbe mai accettato né mai potrebbe accettare/accetterà
un ruolo - sia pure esclusivamente culturale - per una lingua nazionale diversa
dalla propria sul proprio territorio.
Ciò risulta chiarissimo ai Corsi e - chissà ! - anche questa evidenza può
avere spinto - magari in modalità anche più o meno inconsce - gli attivisti
a orientarsi - dopo più di un secolo e mezzo - non poco ! - dalla decadenza
ufficiale della lingua italiana in Corsica - esclusivamente verso la valorizzazione
del linguaggio corso - in passato non era stato sempre così - .
Linguaggio corso asetticamente "scorporato" dalla sua storia e dal suo ambiente
naturale di origine e formazione.
"Ricodificato" mediante le dotte alchimie degli studiosi per essere debitamente
devitalizzato e sconnesso dalle ultime realtà concrete di espressione sul territorio.
In modo tale che chi vuole - se pure qualcuno voglia - si possa battere, ma non
per una realtà - sia pure residualmente concreta - , ma ESCLUSIVAMENTE
per questa "ricodifica" o "creazione intellettualistica" o "fiction" .
Occorre pure che molti studiosi e professori giustifichino il loro status e i loro
stipendi ...
Ma mai per poter salvare il linguaggio concreto della bisnonna o dei vecchi
compaesani ... Ciò non è reputato assolutamente degno ...
Da parte degl'intellettuali addetti ai lavori non vengono lasciate alternative ...
Il corso - e l'uso dotto dell'italiano - , ovviamente, preesistevano allo sbarco
delle truppe francesi sull'isola.
Sul linguaggio corso - attualmente, in manifesto declino - la Francia può
- ormai, a giochi fatti e "vinti" - permettersi di "abbozzare".
Su qualsiasi altra proposta politica - sia pure logica e ragionevole -
gli attivisti avrebbero trovato solo muro.
D'altronde, l'Art. 2 della Costituzione non consente ambiguità:
"La langue de la République est le français" .
 giancarlo
Mercoledi 29 Maggio 2013

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[Ignorare]
CARO ANDREA , NESSUNO PENSA DI POTER RICONDURRE I CORSI A SOSTITUIRE LA LINGUA FRANCESE CON L'ITALIANO.
NON CREDO NEPPURE CHE I CORSI ABBIANO TABU' MENTALI VERSO LA CULTURA ITALIANA. LA MAGGIOR PARTE DI LORO NPN SONO DEGLI INTELLETTUALI CHE SI SAZIANO CON LA CULTURA DA MANE A SERA. LA GENTE NORMALE, NELLE PAUSE DI TUTTI I GIORNI PUO ESSERE INDIRIZZATA VERSO LA RISCOPERTA DELLE SUE RADICI E CON LE RADICI LA LINGUA UFFICIALE.
I CORSI SONO GENTE MOLTO FIERA E ANCHE SE VIVONO NELL'ATMOSFERA DELLA REPUBLIQUE SANNO BENISSIMO CHE I LORO ANTENATI NON SONO I GOULOIS . IL RIAPPROPRIARSI DI QUALCOSA CHE E' STATO LORO SOTTRATTO E NASCOSTO E' MOTIVO DI ORGOGLIO A CUI NON RINUNCIANO VOLENTIERI.
E' LA VERITA' CHE DEVE ESSERE LORO ILLUSTRATA IN MODO PRATICO SEMPLICE E CREDIBILE.
iL RISULTATO NON MANCHEREBBE CERTO.
 Andrea
Giovedi 30 Maggio 2013

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[Ignorare]
Scrivo solo per protestare per l'intervento di censura
che ha cancellato il mio messaggio di ieri ancora
presente sul sito ieri sera e che non conteneva
assolutamente nulla di impubblicabile
 Paul Colombani
Giovedi 30 Maggio 2013

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[Ignorare]
Può darsi. Ma in Corsica siamo in parecchi a (scusi la volgarità dell'espressione) farci un mazzo così per salvare il salvabile (e siamo forse più numerosi di quanto alcuni credono) e non abbiamo bisogno dell'intervento di italiani che vengono a spiegarci che siamo bell'e fritti. Per questo i superfranconfoni bastano e avanzano. E' vero comunque che quando abbiamo iniziato abbiamo messo in conto che sarebbero proprio alcuni italiani a venirci a remare contro.
 enrico
Giovedi 30 Maggio 2013

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[Ignorare]
La censura esiste anche in questo rispettabile sito. Non si capisce a chi può giovare privare questo forum di contraddittorio. Il moderatore rifletta!!
 Paul Colombani
Giovedi 30 Maggio 2013

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[Ignorare]
Quale contradditorio? Venirci a spiegarci che non c'è niente da fare e che dobbiamo smettere?

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